Vernazza

Troppi turisti in Italia, arriva il numero chiuso?

La buona notizia è che l'Italia quest'anno è super gettonata. La meno buona è che i turisti sono troppi. Da qui la proposta del numero chiuso nelle città più richieste. E quella di itinerari alternativi 

I dati del turismo 2016 sono tutti col segno positivo. Il terrorismo ha spinto molti italiani a rimanere in patria e molti stranieri a scegliere il nostro Paese, finora mai toccato da stragi o attentati.

Città d'arte in tilt

I numeri, diffusi dal quotidiano "La Stampa" sono emblematici: più 5% a Venezia e Firenze, più 9% a Capri, più 20% nelle Cinque Terre. Un tale boom che ha mandato in tilt le città d'arte e i luoghi di villeggiatura più famosi. 



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L'isola di Capri, popolarissima meta turistica celebre anche per i numerosi film e serie tv girati qui

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Un matrimonio a Venezia, per definizione la città più romantica del mondo.

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Un'altra veduta classica di Venezia

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Amalfi

Una manifestazione in costume ad Amalfi, antica repubblica marinara

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La cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, gioiello del Rinascimento italiano

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Il centro storico di Firenze al tramonto

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Un borgo delle Cinque Terre affacciato sul mare

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Il Maschio Angioino, simbolo della città di Napoli

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Il borgo di Capodimonte, nel Lazio

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Suggestiva veduta del lago di Bolsena, una delle mete turistiche alternative su cui puntare 

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Il Colosseo

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Carabinieri a cavallo nel centro storico di Roma

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Taormina, fra le più ambite mete in Sicilia

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Una fontana di Piazza Navona, Roma

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I trulli di Alberobello

L'idea del numero chiuso...

I sindaci stanno premendo sul governo per avere a disposizione strumenti più forti per regolare il flusso dei turisti. Pur benvenuti e spesso fondamentali per l'economia di molte località, quando sono troppi, sono più i disagi che i vantaggi. I luoghi si ingorgano, diventano invivibili, nascono polemiche e problemi con i residenti.

Anche gli stessi turisti rischiano di rimanere insoddisfatti perché aumentano le difficoltà a trovare un buon posto dove mangiare o dormire. Nelle Cinque Terre, ad esempio, dove vivono 5.000 residenti, si contano ogni anno fino a due milioni di visitatori; a Capri, dove gli abitanti sono 7.000, nel 2015 ci sono stati quattro milioni di turisti; a Venezia centro storico, dove vivono 60.000 persone, i visitatori sono stati quasi 30 milioni. 

Torna così a farsi strada la proposta di introdurre un numero chiuso per i turisti. Ovvero quello di limitare ad una certa soglia di tolleranza gli ingressi consentiti. Succede già in alcune località archegologiche come il Colosseo, in alcuni parchi nazionali e in alcuni borghi ormai spopolati. Ma se è semplice farlo in un luogo-museo dove si accede pagando un biglietto, è molto più complesso applicarlo in una grande città. Immaginate Venezia, ad esempio. Come si potrebbe chiudere l'ingresso a Venezia? Sarebbe un'impresa davvero ardua.

... e quella dei percorsi alternativi

L'altra ipotesi a cui si sta lavorando è quella di pianificare i flussi, cercando di ridistribuire questa grande massa sui territori che ancora non sono conosciuti quanto dovrebbero, promuovendo percorsi alternativi diversi da quelli classici ma non per questo meno degni di interesse. Promuovere ad esempio luoghi ugualmente ricchi di fascino ma ancora poco battuti come il lago di Bolsena nel Lazio, il borgo abruzzese di Santo Stefano di Sessanio, la costa del Cilento in Campania.

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