Palma olio di palma

L’olio di palma fa male o no?

Negli ultimi anni le importazioni di olio di palma in Italia sono aumentate del  19%. Ma è nocivo per la salute?

Plasmon e Colussi l’hanno già tolto dai biscotti, Mulino Bianco ha lanciato la linea“palma free”. Lo stesso cominciano a fare Misura, Tre Marie, Galbusera, Esselunga e Coop. Intanto, è nata una filiera per l’olio di palma sostenibile (www.oliodipalmasostenibile.it) e alcuni studi scientifici lo riabilitano. Cerchiamo di capirne di più.

L'OLIO DI PALMA È NOCIVO PER LA SALUTE?
«Non è corretto dire che faccia male. Come per qualsiasi alimento, dipende da quanto se ne assume. Al pari del burro e di altri grassi alimentari, l’olio di palma contiene tanti acidi grassi saturi, circa il 50%»spiega Marco Silano, direttore del reparto Alimentazione, nutrizione e salute dell’Istituto superiore di sanità. «Queste sostanze, se eccessive, aumentano il rischio di malattie cardiovascolari perché abbassano il colesterolo buono nel sangue e aumentano il cattivo. Un processo inverso a quello attuato da grassi polinsaturi e monoinsaturi che costituiscono l’olio extravergine d’oliva».

PERCHÉ È COSÌ USATO?
Con l’olio d’oliva, biscotti e grissini non risultano tanto morbidi, friabili e a lunga scadenza come quelli preparati con olio di palma.Che è anche più economico: ecco perché si trova in tanti alimenti confezionati.

VANNO EVITATI I CIBI CHE LO CONTENGONO?
«I grassi saturi, presenti nell’olio di palma, sono anche in uova, carni, latte e formaggi. Abusare di questi cibi e poi evitare la merendina con olio di palma non ha senso» dice Silano. «Il nostro fabbisogno di queste sostanze è il 10% rispetto al massimo delle calorie giornaliere.Gli adulti oggi ne assumono il 20% in più e i bambini fino al 40%. Il singolo ingrediente non va demonizzato, ma, come tutti quelli ricchi di grassi, usato con moderazione all’interno di una dieta equilibrata e di uno stile di vita sano».

L'OLIO DI PALMA DANNEGGIA L’AMBIENTE?
L’importazione è aumentata del 19% negli ultimianni (dati Coldiretti), suscitando un allarme ambientale: nel solo Sudest asiatico, 250.000 chilometri quadrati di ecosistema sono diventati piantagione di palme.

CON COSA SI PUÒ SOSTITUIRE?
L’industria alimentare sta cercando un’alternativa. «Con cosa è stato rimpiazzato l’olio di palma?» dice Silano. «Con il burro o con l’olio di cocco. Che hanno una composizione simile e per la nostrasalute, quindi, non cambia nulla». Ci sono alimenti, poi, dove quest’olio è necessario, come il latte artificiale per i neonati. «L’acido palmitico, di cui è ricco quello materno, è presente in alte concentrazioni solo nell’olio di palma».

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