Ombrelloni abusivi, la Guardia Costiera li sequestra

Ombrelloni abusivi, sdraio abusive, perfino gommoni abusivi: la Guardia costiera sta avviando in questi giorni una intensa attività di controllo sulle cosiddette “spiagge libere”, quelle porzioni di arenile non dato in affidamento a società di gestione dei servizi balneari, ma lasciati alla libera e piena disponibilità di tutti.

L’obiettivo dell’operazione è contrastare il malcostume assai diffuso di occupare ‘ad oltranza’ spazi a disposizione di tutti. L’andazzo è questo: una volta preso posto con propri ombrelloni e sedie sdraio, si ‘colonizza’ lo spazio. Per sincerarsi che, da un giorno all’altro, nessun’altra persona lo occupi, vi si depositano durante la notte oggetti personali: le sdraio appunto, i tavolini da spiaggia, gli ombrelloni. Perfino i costumi da bagno. E’ quello che, in tutta Italia, in queste ore gli agenti della Guardia Costiera stanno trovando e sequestrando a tappeto sulle spiagge libere, dalla Toscana alla Sardegna, dalla Campania all’Abruzzo.

I sequestri già avvenuti

A Cecina (Livorno), per esempio, l’ordinanza comunale impone a chi usufruisce di questi arenili di non lasciare incustodite attrezzature sulle spiagge libere prima delle 8.30. I militari hanno sequestrato materiali piazzati e lasciati da cittadini privati sul bagnasciuga per circa 100 metri. Tutte attrezzature che ora sono in custodia alla locale Guardia Costiera. Chi le vorrà indietro rischia una sanzione di 200 euro.

In Campania, invece, in corrispondenza della foce del lago Patria, a Castel Volturno, è stato sequestrato un tratto di arenile gestito abusivamente con tanto di arredo balneare non autorizzato. Così come a Pozzuoli, tre persone sono state denunciate per occupazione abusiva di spiagge libere: vi avevano messo in piedi un’attività di noleggio non autorizzata, violazioni che hanno portato anche al sequestro di numerose attrezzature da spiaggia, con sanzioni per oltre 3 mila euro.

In provincia di Cosenza, la Capitaneria di Corigliano Calabro, il 4 agosto, ha sequestrato circa 200 oggetti fra ombrelloni e sdraie, tutte abusivamente sistemate sulla spiaggia libera del litorale di Roseto Capo Spulico. La segnalazione era partita dai cittadini e dagli stessi turisti.

Spiagge libere: chi le occupa commette un abuso

Le spiagge libere sono demanio marittimo: sono un bene comune. Occupare ad oltranza è una violazione perché è come appropriarsi abusivamente uno spazio pubblico. Sebastiano Venneri di Legambiente: “L’idea che qualcuno la occupi più del dovuto equivale a una privatizzazione ‘fai-da-te’. Pratiche sciocche, che tradiscono il concetto stesso di spiaggia libera”. Esiste anche un danno ambientale? “Questi arenili vengono usati anche dagli animali di un habitat marino, come le tartarughe o gli uccelli. Sdraie e ombrelloni occupano spazi che sono anche loro e che non trovano già in quelle porzioni di spiagge occupate dagli stabilimenti balneari”.

L’istituzione di spiagge libere dipende dalle leggi regionali. “Criteri, percentuali, rapporti fra spiagge libere e spiagge date in affido a stabilimenti balneari vengono fissate autonomamente da ciascuna regione”, aggiunge Venneri. “Abbiamo una legge molto avanzata in Lazio e Puglia, che ha stabilito un rapporto del 50% fra arenili liberi e quelli dati in gestione a società private. Molto dipende dalla storia culturale del luogo con la balneazione. Per esempio, Marche, Veneto, Abruzzo hanno percentuali molto basse di battigie libere. Cosa che invece non si può dire del Sud Italia”.

Fissare il posto non si può

Dal Codacons, invece, avvertono: “Collocare ombrelloni e lettini si può, solo per il tempo necessario all’uso effettivo in spiaggia. Non sono un ‘segnaposto’ di una proprietà, ancor più in una spiaggia libera”, chiarisce il portavoce del Codacons, Stefano Zerbi. “Per altro, va ricordato che abbandonare in spiaggia l’attrezzatura significa rinunciarne alla proprietà”.

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