Colonnine di mercurio in picchiata, nevicate anche a basse quote, gelate notturne. L’inizio della primavera – quest’anno al via il 20 marzo, dal punto di vista astronomico – avrà un marcato sapore invernale. La parentesi di tempo gradevole durerà poco. È attesa una nuova e doppia ondata di freddo, un uno-due che costringerà a usare ombrelli, cappotti e altri indumenti pesanti. Ma guai a parlare di buran o burian bis, almeno per gli esperti di Emilia Romagna Meteo. “Il buran fin da noi non arriva – ripete Pireluigi Randi, uno dei meteorologi dello staff – se non per qualche sito creativo e poco scientifico, in cerca di visibilità e di clic. Al massimo giunge fino al  Mar Caspio. In Italia soffiano venti di bora”. Quelle che stanno per piombare sull’Italia e in due riprese, spiega l’esperto, ”sono masse d’aria piuttosto fredda proveniente dal cuore della Russia”.  Ci sarà una sorta di replica della situazione che si è verificata tra fine febbraio e inizio marzo, “ma con effetti più soft”-

Ondata di maltempo in due round

Il primo round, un assaggio, comincerà domenica 18 , risparmiando il Sud. Il secondo round avrà inizio martedì 20, in coincidenza con l’equinozio e con il cambio ufficiale di stagione, e durerà almeno 3 o 4 giorni. Il freddo probabilmente si assocerà alla neve anche a basse quote (in particolare in Emilia Romagna, per colpa di una depressione) e a possibili piogge e temporali nelle regioni centrali e meridionali. Nel caso di rasserenamenti notturni, dati per molto probabili, le temperature minime non riusciranno a recuperare terreno. Potrebbero esserci delle gelate, dannose per le piante in procinto di fiorire e insidiose anche per le reti ferroviare.

Crollo delle temperature e ritorno della neve

Continua Randi: “Le temperature andranno giù e non di poco, perdendo circa 3 o 4 gradi e forse più rispetto alle medie del periodo”. Di che valori si parla? Quanto freddo farà? I colleghi di nimbus.it – sito ufficiale della Società meteorologica italiana – portano qualche esempio, entrando nei dettagli per Piemonte/Valle d’Aosta e Lombardia, quasi certamente caratterizzate da deboli nevicate, rispettivamente sopra i 400- 500  e 700-800 metri. Nella prime due regioni,  domenica 18 marzo, le minime dovrebbero scendere fino a 1/3 gradi  in pianura e bassa collina, a -1/1 tra 500 e 1.000 metri e a -3/-1 C tra 1.000 e 1.500 metri. Le massime, pure loro in calo, oscilleranno tra 4 e 7 gradi in pianura e bassa collina, tra  2 e 6 Cda 500 e 1.000 metri e tra – 1 e 3 fra 1.000 e 1.500 metri. Per le minime In Lombardia  ci si aspettano 2/4 gradi in pianura e bassa collina, -2/2 tra 500 e 1.000 metri di quota, -5/-2 da 1.000 a 1.500 metri. Per le massime i previsori, sempre per domenica 18 marzo, danno 5/8  gradi in pianura e bassa collina,  0/5  tra 500 e 1.000 metri e 2/0 C tra 1.000 e 1.500 metri.

In arrivo l’ora legale: occhio agli orologi

A caratterizzare l’avvio della primavera sarà anche, come di consueto, l’entrata in vigore dell’ora legale. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 marzo le lancette dell’orologio dovranno essere spostate di un’ora in avanti, in teoria alle 2.  “Che poi lo facciate prima di andare a dormire o la mattina dopo – dice sempre Randi, sintetizzando una scheda informativa pubblicata sul sito di riferimento (emiliaromagnameteo.com) – poco importa.  E per non aggiungere stress allo stress, bisogna ricordarsi che telefoni, pc e tablet sono regolati  in automatico, senza bisogno del nostro intervento”.