Quanto è chic la buona educazione, con il sorriso

21 04 2016 di Anna da Re
WASHINGTON, DC - OCTOBER 23:  Democratic Presidential candidate and former Secretary of State, Hillary Clinton greets guests after speaking at the Democratic National Committee's Women's Leadership Forum October 23, 2015 in Washington, DC. The DNC is holding its 22nd Annual Women's Conference.  (Photo by Mark Wilson/Getty Images)
WASHINGTON, DC - OCTOBER 23: Democratic Presidential candidate and former Secretary of State, Hillary Clinton greets guests after speaking at the Democratic National Committee's Women's Leadership Forum October 23, 2015 in Washington, DC. The DNC is holding its 22nd Annual Women's Conference. (Photo by Mark Wilson/Getty Images)
A volte ci dimentichiamo che la buona educazione dà piacere a chi la pratica, prima ancora che a chi la riceve. Fa parte dell'essere e sentirsi chic, che è un po' di più del vestirsi chic...

In una giornata qualunque di primavera, un po' soleggiata e un po' nuvolosa, tiepida e ventilata, ci si può vestire come si vuole. E infatti si vedono in giro le signore che hanno già tirato fuori i sandali e scoperto i piedi, e quelle che indugiano con le stringate o gli stivaletti, memori del detto "aprile non ti scoprire".

Non essendoci molto da dire sul tema del vestirsi, torno su quello che è l'essere chic. Che è qualcosa di più del vestirsi chic.

Ed essendo io Chic After Fifty come il mio blog, ho molto caro il tema della buona educazione. Che si esprime in tanti piccoli gesti quotidiani, che soprendentemente possono anche cambiare il corso di una giornata.

Non ho intenzione di tediarvi su quanto siamo educati noi cinquantenni e oltre e quanto sono maleducati i giovani. No no. Ho piuttosto intenzione di ricordarvi quanto è bella la buona educazione, e quanto bene fa a chi la pratica. In un certo senso, più il mondo intorno a noi è maleducato, e più piacere si prova ad essere educati. A far passare davanti un signore o una signora, al supermercato, perché hanno un cestello semivuoto. A dire buongiorno con un sorriso all'impiegato delle poste quando andate a pagare una bolletta. A far sedere una signora al vostro posto in metropolitana: a maggior ragione se ci sono una decina di ragazzi così concentrati sul loro cellulare da non accorgersi neanche se ci sono degli altri esseri umani nei paraggi, oppure no. A sorridere, soprattutto: a chi vi sta davanti in coda, al barista che vi ha fatto il caffè, alla commessa del negozio, ai colleghi in ascensore, a chi vi è seduto vicino sui mezzi pubblici.

I vostri gesti educati, che in questo mondo caotico e disordinato e rumoroso e affollato appariranno come estremamente gentili e cortesi, provocheranno molti ringraziamenti e un certo stupore, da parte dei vostri beneficiari. E non è estremamemte gratificante?

Le vostre attenzioni nei confronti degli altri vi renderanno memorabile. Certo, ci si ricorda i soprusi, le cafonate, gli spintoni. Ma pensateci, ci si ricorda anche le gentilezze che si sono ricevute. Perché per fortuna la nostra mente è organizzata per ricordare quello che ci fa stare bene.

E le stesse accortezze le potete usare via email e sui social. Provate a scrivere i vostri messaggi sorridendo, mettendo una parola gentile all'inizio e alla fine, proprio come se steste parlando con il vostro destinatario. Provate a mettere dei like solo perché sapete che fanno piacere a chi li riceve. Provate a ringraziare pubblicamente chi vi ha scritto un complimento. Sono sicura che vi piacerà!

Niente come la gentilezza, inaspettata o no, ci fa stare bene. Per cui, se ci fa tanto piacere ricevere una gentilezza inaspettata, perché non cominciare a distribuirne noi? Tra i tanti detti popolari, che forse non si usano più ma che contenevano tanti concetti interessanti da un punto di vista etico e sociologico, c'è quello che recita "chi semina vento raccoglie tempesta". Non c'è un detto su chi semina sorrisi, ma di sicuro raccoglierà del sole!

Buona giornata!

 

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