Io e il mio corpo

di Alessandra Montelli - 

 Da un lato lo amiamo per quello che è, dall'altro lo odiamo per i piccoli difetti che non sappiamo accettare. Che contraddizione! Nelle prossime pagine un vademecum su come conquistare un rapporto più equilibrato con il nostro corpo. Al di là dello specchio e dei canoni estetici.

Perché, come diceva Simone de Beauvoir, il corpo è tutto ciò che abbiamo.

Come vivono le donne la bellezza e il rapporto con il loro corpo

di Alessandra Montelli

Basta con la bellezza perfetta e omologata. La moda oggi valorizza i difetti fisici, simbolo di particolarità e di un'immagine più naturale

Amato Odiato Corpo

Bombardate dalle immagini di perfezione estetica che ci propinano i media, viviamo il nostro corpo con "dramma".

Quotidiane insoddisfazioni per rotondità in eccesso o in difetto ci consumano, dirigendoci verso una battaglia con noi stesse. Abbiamo l’impressione di non essere mai belle abbastanza. O ancora: ci vediamo brutte, anche se non lo siamo!
Eppure stare in pace con il proprio corpo si può. Il che non significa accettarlo passivamente. Ma fare dei propri difetti un punto di forza.

Il corpo omologato, oggi come ieri, è un falso ideale di bellezza

L’idea del corpo femminile omologato (leggi: seno da pin-up, fianchi stretti, occhi da cerbiatta, bocca carnosa, naso piccolo ecc.) crea la pericolosa illusione di poter essere tutte perfettamente uguali, con il desiderio di annullare le imperfezioni che ci rendono uniche, autentiche, vere.

Rischia inoltre di non farci percepire le nostre qualità estetiche, anche solo per il fatto che sembrano non essere di moda.

Secondo una ricerca condotta da People Swg solo 7 donne su 100 hanno un buon rapporto con il proprio corpo e 36 si dichiarano completamente insoddisfatte. Il punto più odiato è il seno, seguito dalle cosce, glutei, gambe. Il più amato è il viso.

Confrontiamoci con le altre: siamo tutte imperfette

Per imparare ad amare il nostro corpo cominciamo ad abbandonare l'ideale e a calarci nel reale.
Guardiamoci intorno, osserviamo le altre donne -  imperfette per natura - così lontane dal messaggio mediatico e così vicine a noi. Solo pochissime appartengono alla specie delle top model, la maggioranza invece è semplicemente della specie umana, troppo umana.
Convinciamoci che la nostra bellezza non è nei pregi che ci avvicinano ai canoni estetici dominanti, ma in quei piccoli difetti che ci distinguono, che facciamo fatica ad accettare. Perché sono i nostri segni distintivi, per i quali gli altri ci identificano, ci scelgono. E ci amano.

Considerare il corpo nel suo complesso (e non nel dettaglio)

Se ci si fa caso, quando pensiamo al corpo spesso lo dividiamo in pezzi, come se fosse qualcosa di estraneo e non una materia vivente. Così nascono e s’ingigantiscono i complessi ("Il seno è troppo piccolo, il sedere troppo grosso...se le gambe fossero più lunghe ecc..").

Evitiamo di guardarci allo specchio alla caccia del particolare che non ci piace. Ma curiamoci in modo globale, considerando il corpo come un tutto organico, senza concentrarci sul dettaglio.

Il corpo è bello perché ci fa stare bene

Per fortuna oggi si va imponendo un nuovo concetto di estetica.
Bello è un corpo che funziona, che sta bene e che soprattutto ci fa sentire bene.

Un percorso più complesso e profondo rispetto a quella bellezza di superficie ottenuta con gli interventi chirurgici. Ma più appagante e duraturo nel tempo perché ci regala una nuova qualità di vita.
È la percezione di noi stesse a dover essere ridefinita.
Un esercizio difficile solo in apparenza. Se muoviamo dall’assunto (tanto logico quanto basilare) che esistiamo solo grazie al corpo, compiamo il primo passo per volergli bene.

Simone de Beauvoir diceva che tutto ciò che abbiamo di veramente nostro, in fondo, è solo il corpo.

 Il massaggio per esempio è un mezzo straordinario per imparare a stare bene con il nostro corpo.

Il massaggio per esempio è un mezzo straordinario per imparare a stare bene con il nostro corpo.
La pressione esercitata dalle dita produce delle endorfine che aumentano il nostro benessere. E cominciamo ad amare di più il nostro corpo.
Amandolo, viene più naturale sorvolare sulle imperfezioni.

Recuperare il rapporto con il nostro corpo

Un'altra tecnica è quella di camminare: controllando il ritmo, la respirazione, la postura, la percezione del corpo cambia proprio perché il movimento è consapevole.
Ottime per "sentire" il corpo sono anche le tecniche di respirazione e meditazione, lo yoga.

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