Sale oliera ristorante menu

C’è troppo sale nei nostri piatti

Allarme sale! A New York nelle maggiori catene di ristoranti ora è d'obbligo indicare la quantità di sodio presente nei piatti. Una trovata da maniaci salutisti o un aiuto prezioso per la nostra salute?

È scoppiata la guerra del sale. Campo di battaglia: le maggiori catene di ristoranti di New York, dove da qualche settimana compare per legge il simbolo di una saliera bianca all’interno di un triangolo nero. La sua presenza sul menu indica che il piatto supera i 2,3 grammi di sodio, ovvero i 5 grammi di sale, limite massimo giornaliero stabilito dall’Oms.

Chi pensa a una trovata da maniaci salutisti sbaglia, la posta in gioco è alta: «Il sale ogni anno “uccide”  2 milioni di persone al mondo, perché provoca ipertensione ed espone al rischio  di infarti e ictus, di obesità, ma anche di tumori allo stomaco e di  osteoporosi» avverte Massimo Lucarini, coordinatore delle linee guida per il consumo del sale del Crea, il Centro di ricerca per gli alimenti e la  nutrizione.

In America arriva il bollino sul menu al ristorante
L’obbligo di segnalare la  quantità di sale nei piatti al ristorante fa discutere anche in Italia, dove i  numeri sono da allarme rosso: 10 grammi in media per persona, pari a 4 grammi di  sodio (che si calcola dividendo la quantità di sale per 2,5). «Dà un’indicazione  immediata, ma rischia di essere troppo semplicistico, perché non tiene conto  della frequenza di assunzione dei cibi. Un esempio: chi immaginerebbe che al  primo posto tra i prodotti che apportano sale, in Italia, c’è il pane?» spiega  Massimo Lucarini.

Ma è più utile saper leggere le etichette dei cibi
Meglio puntare  sull’educazione alimentare e sulla capacità di scelte consapevoli: «Il 35% del  sale che consumiamo ogni giorno viene da quello che aggiungiamo in cucina e  oltre la metà da quello “nascosto”, presente negli alimenti trasformati: chips,  salumi salse e cibi in scatola, ma anche biscotti e torte» sostiene Stefania  Ruggeri, nutrizionista del Crea e autrice di La nuova dieta Mediterranea (Feltrinelli). «Bisogna imparare a leggere gli ingredienti sulle confezioni e  puntare sui prodotti con minor contenuto di sale, meglio se inferiore ai 3 mg  per 100 grammi». L’arma segreta per vincere la battaglia, però, è iniziare il  palato a una sapidità nuova: «Sì agli accostamenti inediti» dice l’esperta.  «Dall’insalata “condita” con frutta e semi alla crema di verdure con una  spolverata di noci: gustosissime».

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