I prof che tutti vorremmo per i nostri figli

14 03 2016

Camminate da soli in riva al mare, ballate senza vergogna, leggete più che potete. Con questi compiti delle vacanze decisamente fuori dal comune, Cesare Catà è diventato uno degli insegnanti più famosi d’Italia. «Mai cercato i famosi 15 minuti di celebrità» scherza il 34enne marchigiano che nel tempo libero inscena i “Magical afternoon”, lezioni-spettacolo su Shakespeare.

«L’elenco è finito per caso in Rete, ma io lo uso da quando ho iniziato a insegnare Filosofia e Scienze umane al Liceo Don Bosco di Fermo, la mia città. La didattica è come un abito su misura che si adatta a ogni studente, perché tutti hanno una propria intelligenza che va valorizzata. Anche programmi e compiti quindi devono stare al passo con i tempi». Può sembrare strano detto da uno che cita a memoria i dialoghi di Platone. «La sfida è affascinare gli adolescenti. Chiedo ai miei alunni di immaginare un post o un tweet scritto da Hegel. Oppure li invito a leggere Aristotele e Cicerone per trovare pensieri che si adattano alla politica e alla cronaca odierna. In ogni lezione non manca la parte ludica, come la gara delle parole: vince chi costruisce più frasi con i concetti che abbiamo scoperto».

L’entusiasmo del prof viene intaccato solo dai problemi atavici della categoria: «Il nemico numero uno è il precariato, nemmeno io sono di ruolo. Ma ho imparato a trasformare questa condizione in una risorsa e mi dedico a mille progetti. Tengo seminari in università e gioco a calcio: faccio l’attaccante dell’Olimpia Porto San Giorgio, squadra che milita in terza categoria. L’amore? Al momento sono single, anzi magari trovo l’anima gemella grazie a Donna Moderna».