Verso il sì alla legge su telecamere in nidi e ospizi

29 09 2016 di Lorenza Pleuteri
Credits: Ansa

Approvata la bozza della nuova legge. Le strutture per bimbi e anziani avranno la facoltà, non l’obbligo, di installare sistemi di videosorveglianza

L'ultimo caso di violenza sui bambini in una scuola è avvenuto a Partinico, in provincia di Palermo. Tre maestre elementari sono state arrestate per maltrattamenti e ora sono ai domiciliari. I bimbi, compreso un piccolo disabile, subivano da mesi minacce verbali, schiaffi, pizzicotti e calci. I genitori, insospettiti dal comportamento dei figli a casa, hanno chiesto l'installazione delle telecamere. Che hanno documentato impietosamente le violenze.

A che punto è la legge?

Intanto avanza la marcia verso il varo della legge che regolamenterà l’introduzione e l’uso di videocamere di sorveglianza in nidi, asili e strutture per anziani, minori e disabili. Le 12 diverse proposte presentate nel corso degli anni sono state sintetizzate in un solo testo, di cinque articoli. I deputati della commissione Lavoro e della Commissione affari costituzionali della Camera hanno approvato la “bozza” della norma.

Presto, entro metà ottobre, il provvedimento approderà in aula per la discussione, la presentazione di emendamenti e la votazione. Poi la palla passerà al Senato e al Garante della privacy, chiamato ad emanare un regolamento ad hoc. 

Videocamere ammesse, ma non obbligatorie

L’installazione di sistemi di videosorveglianza non sarà obbligatoria ma facoltativa. I responsabili di ogni struttura potranno decidere se far collocare o meno le apparecchiature per riprendere e registrare quello che avviene quotidianamente. Le immagini verranno cifrate e protette da una doppia chiave di sicurezza. Non saranno visionabili dai dirigenti e dal resto del personale e neppure da familiari e parenti delle vittime di abusi e vessazioni. L’accesso alle registrazioni sarà consentito unicamente al pubblico ministero o alle forze di polizia da lui delegate e solo nel caso in cui siano state presentante denunce e querele per presunti reati commessi sugli ospiti. In situazioni d’urgenza gli investigatori potranno accedere direttamente alle immagini, dandone immediata comunicazione al magistrato di turno.

Serve l’ok del sindacato o dell’ispettorato del lavoro

Per poter collocare e utilizzate le telecamere ci vorrà il consenso del sindacato oppure dell’ispettorato del lavoro. La presenza dei sistemi di sorveglianza, così come già avviene nelle banche o nelle gioiellerie, dovrà essere adeguatamente segnalata “a tutti i soggetti che accedono nella zona videosorvegliata”. Le modalità di collocazione e di ripresa e gli altri obblighi (zone off limits, facce da oscurare, tempi di conservazione delle immagini) saranno definiti dal Garante della privacy, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Formazione e aggiornamento del personale

Gli operatori socio-sanitari, gli infermieri e gli altri soggetti che operano con mansioni di assistenza diretta presso strutture sanitarie e socio-sanitarie, a carattere residenziale o semiresidenziale, nonché il personale docente e non docente degli asili nido e delle scuole dell’infanzia, dovranno essere in possesso di “adeguati requisiti di idoneità psico-attitudinale”. La valutazione andrà fatta al momento dell’assunzione “e, successivamente, con cadenza periodica, anche in relazione al progressivo logoramento psico-fisico derivante dall’espletamento di mansioni che richiedono la prestazione di assistenza continuativa a soggetti in condizioni di vulnerabilità”. Dovranno poi essere previsti “percorsi di formazione professionale continua dei lavoratori, che valorizzino le migliori pratiche sviluppate nelle diverse realtà operanti nel territorio nazionale, assicurando il coinvolgimento delle famiglie, degli operatori e degli enti territoriali”.

Ecco i primi dati nazionali sugli abusi in nidi e ospizi

Nessuno sa esattamente quanti reati vengono commessi in nidi, asili, ospizi e comunità, ai danni di bimbi, anziani, persone disabili e svantaggiate. Per questo la nuova legge impone che il fenomeno sia seguito e “misurato”, da parte del Governo, raccogliendo e spacchettando i dati rilevati dal ministero della Giustizia e dal ministero dell’Interno. Le statistiche fornite dai rappresentanti di polizia e carabinieri, durante le audizioni a Montecitorio, danno conto degli abusi sugli under 6 e sugli over 65, ma non dicono se sono avvenuti in famiglia, in strutture esterne, per strada, in abitazioni private.

Complessivamente, nel 2015, si sono contati 598 reati contro neonati e bimbi in età da asilo (erano 571 nel 2014): 209 casi di lesioni dolose (contro i 210 del 2014), 55 di percosse (erano 40), con 55 episodi di abuso di mezzi di correzione e di disciplina (contro i 62 del 2014) e 279 maltrattamenti (a fronte di 259). L’aumento dei reati è continuato anche nei primi sette mesi del 2016. Per quanto riguarda gli over 65 nel 2015 si sono registrate, indipendentemente dal luogo, 4.266 denunce per lesioni dolose (4.279 nel 2015). 1.278 per percosse (1.217), 9 abusi di mezzi correzione (contro 15) e 1.298 maltrattamenti (erano 1.217), per un totale di 6.871 (6.728 nel 2014). Il 2016, per ora, fa segnare un calo dei reati contro i meno giovani, sempre parecchi.

In molti asili le telecamere ci sono già, ma è un abuso

Antonio Boccuzzi, esponente del Pd e relatore per la maggioranza, esprime soddisfazione per il risultato ottenuto: “la nuova legge tiene conto dei diritti di tutti, compresi quelli dei lavoratori”. Ma potrebbe essere aggiustata e migliorata nei possibili passaggi successivi. “Facendo delle ricerche in Rete – spiega l’onorevole dem – mi sono accorto che molti nidi e asili privati offrono un servizio di webcam collegate a device in possesso dei genitori dei bambini. Mamme e papà vedono in tempo reale quello che succede tra le mura delle strutture. Non è accettabile. Questa prassi è già vietata. Il Garante della privacy è intervenuto duramente. Ecco – ipotizza Boccuzzi - forse nella nuova legge potrebbe essere inserito un veto esplicito, rafforzato”. Quanto ai tempi di “lavorazione” dei cinque articoli, alla Camera “si conta di completare l’iter entro il 18 ottobre”. Poi la bozza andrà al Senato, dove il rischio è che non si viaggi così spediti. La precedenza assoluta verrà data alla legge di Stabilità.



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