Le app per viaggiare: Blablacar, Airbnb, Moovit…

08 04 2016 di Gabriele Jorio

L’agenzia turistica? Superata. Oggi è boom delle “app di condivisione”. Grazie a milioni di utenti nel mondo, mettono in comune appartamenti, auto, informazioni. E stanno cambiando il nostro modo di andare in vacanza

<p><b>Con Airbnb mi sento a casa anche se dormo nell’appartamento di un altro</b></p><p>«Sono stata anche in hotel, ma un appartamento offre <b>vantaggi </b>come maggiori spazi e la possibilità di entrare in contatto con persone del posto» dice Ilaria Bitetto, 35 anni, project manager, che parla delle sue esperienze con Airbnb sul suo blog “Ilaria va fuori”.</p><p>Airbnb è una delle app di <b>maggior successo</b>: in Italia le abitazioni messe a disposizione dei viaggiatori di tutto il mondo sono 150.000 e le persone ospitate dal 2008 a oggi <b>2,7 milioni.</b> Per prenotare si va su Internet o si scarica l’app, poi si sceglie l’<b>offerta migliore</b> per posizione, prezzo e qualità. Il costo è fissato dai proprietari, con in più una tariffa richiesta dal servizio. «Dai commenti degli altri utenti scopro se un appartamento va bene per me o ci sono inconvenienti che possono rovinare il viaggio».</p>

Con Airbnb mi sento a casa anche se dormo nell’appartamento di un altro

«Sono stata anche in hotel, ma un appartamento offre vantaggi come maggiori spazi e la possibilità di entrare in contatto con persone del posto» dice Ilaria Bitetto, 35 anni, project manager, che parla delle sue esperienze con Airbnb sul suo blog “Ilaria va fuori”.

Airbnb è una delle app di maggior successo: in Italia le abitazioni messe a disposizione dei viaggiatori di tutto il mondo sono 150.000 e le persone ospitate dal 2008 a oggi 2,7 milioni. Per prenotare si va su Internet o si scarica l’app, poi si sceglie l’offerta migliore per posizione, prezzo e qualità. Il costo è fissato dai proprietari, con in più una tariffa richiesta dal servizio. «Dai commenti degli altri utenti scopro se un appartamento va bene per me o ci sono inconvenienti che possono rovinare il viaggio».

La bussola dei viaggiatori di oggi è lo smartphone. La tecnologia ci porta per mano anche quando varchiamo la porta di casa, figuriamoci oltre frontiera. Esistono applicazioni per pianificare percorsi e soggiorni, per prenotare o condividere auto, case e ristoranti. Non solo: oggi le esperienze di viaggio si “scambiano”, perché prima di scegliere c’è una comunità di utenti cui far riferimento per le recensioni. È il turismo figlio della sharing economy, che fa risparmiare e al contempo consente di conoscere nuovi amici “digitali”.

In Italia nell’ultimo anno le piattaforme di sharing hanno aumentato il loro traffico del 21,6%: un successo dovuto in larga parte ai servizi turistici e di trasporto. I prezzi, che vengono stabiliti dagli stessi utenti, sono spesso inferiori a quelli di mercato. Circostanza che ha sollevato non poche polemiche, anche perché chi offre una casa su Airbnb o un passaggio su BlaBlaCar non deve pagare le stesse tasse di un albergo o di un’agenzia di viaggi. Inoltre, visto che chi offre questi servizi non è un professionista, non mancano gli imprevisti: prenotazioni cancellate, annunci ingannevoli, servizi scadenti. In questi casi l’unico rimedio è una sonora stroncatura nella pagina delle recensioni.

Una cosa, però, è certa: la sharing economy ha cambiato il nostro modo di viaggiare. Come mostrano le 5 testimonianze raccolte in queste pagine.

<p>BlaBlaCar, la piattaforma di carsharing che conta in Europa <b>25 milioni</b> di utenti, mette in contatto chi si sposta con la propria auto e chi vuole viaggiare sullo stesso percorso <b>risparmiando</b>: il costo medio della tratta Milano-Roma, per esempio, è 31 euro, anche se il prezzo lo fissa chi offre la macchina).</p><p>Marusca Crognale, psicologa di 34 anni, è ai primi posti in Italia per viaggi fatti: ha preso <b>150 passaggi </b>e vanta oltre 100 feedback positivi, ovvero i giudizi espressi da chi ha viaggiato con lei. «Sono originaria della provincia di Chieti, ho parenti a Roma e lavoro a Trento, con puntate a Milano» dice. «Dopo aver provato treni e aerei, ho deciso che il mezzo migliore per muovermi è un’auto insieme ad altre persone con cui chiacchierare. Spesso alla fine del percorso ci si scambia i recapiti». Ma non ha paura a viaggiare con perfetti sconosciuti? «Chi si iscrive comunica una serie di <b>dati personali</b>. E per ciascun driver ci sono una scheda e i commenti da parte di altri utenti: informazioni che aiutano a orientarsi».</p>

BlaBlaCar, la piattaforma di carsharing che conta in Europa 25 milioni di utenti, mette in contatto chi si sposta con la propria auto e chi vuole viaggiare sullo stesso percorso risparmiando: il costo medio della tratta Milano-Roma, per esempio, è 31 euro, anche se il prezzo lo fissa chi offre la macchina).

Marusca Crognale, psicologa di 34 anni, è ai primi posti in Italia per viaggi fatti: ha preso 150 passaggi e vanta oltre 100 feedback positivi, ovvero i giudizi espressi da chi ha viaggiato con lei. «Sono originaria della provincia di Chieti, ho parenti a Roma e lavoro a Trento, con puntate a Milano» dice. «Dopo aver provato treni e aerei, ho deciso che il mezzo migliore per muovermi è un’auto insieme ad altre persone con cui chiacchierare. Spesso alla fine del percorso ci si scambia i recapiti». Ma non ha paura a viaggiare con perfetti sconosciuti? «Chi si iscrive comunica una serie di dati personali. E per ciascun driver ci sono una scheda e i commenti da parte di altri utenti: informazioni che aiutano a orientarsi».

<p>Come affrontare le incognite della rete di <b>bus, metro, tram </b>se non si conosce la città in cui si arriva? Facendosi aiutare dalle nuove tecnologie. «Io uso una app chiamata Moovit. È dedicata ai <b>trasporti pubblici</b>: dà informazioni in tempo reale su orari e fermate. Grazie alla community degli utenti è aggiornata da notizie e commenti raccolti sul campo» racconta Riccardo Lanzanova, 20 anni, studente di Economia aziendale. «Sono un pendolare, abito in provincia di Milano e studio a Bergamo, ma viaggio spesso anche per passione. Dopo aver fatto vari confronti, prediligo i mezzi pubblici».</p><p>Moovit, che è presente in 48 città italiane e 800 nel mondo, conta<b> 38 milioni di utenti</b>. Riccardo di recente ha visitato Palermo, Roma, Parigi e Amsterdam. «L’olandese è incomprensibile per me. Ma grazie alla app ho creato il mio percorso, poi con la funzione di <b>navigazione</b>, una sorta di pilota automatico che dice quale mezzo prendere, sono stato “accompagnato” dalla mostra di Van Gogh alla serata in discoteca».</p>

Come affrontare le incognite della rete di bus, metro, tram se non si conosce la città in cui si arriva? Facendosi aiutare dalle nuove tecnologie. «Io uso una app chiamata Moovit. È dedicata ai trasporti pubblici: dà informazioni in tempo reale su orari e fermate. Grazie alla community degli utenti è aggiornata da notizie e commenti raccolti sul campo» racconta Riccardo Lanzanova, 20 anni, studente di Economia aziendale. «Sono un pendolare, abito in provincia di Milano e studio a Bergamo, ma viaggio spesso anche per passione. Dopo aver fatto vari confronti, prediligo i mezzi pubblici».

Moovit, che è presente in 48 città italiane e 800 nel mondo, conta 38 milioni di utenti. Riccardo di recente ha visitato Palermo, Roma, Parigi e Amsterdam. «L’olandese è incomprensibile per me. Ma grazie alla app ho creato il mio percorso, poi con la funzione di navigazione, una sorta di pilota automatico che dice quale mezzo prendere, sono stato “accompagnato” dalla mostra di Van Gogh alla serata in discoteca».

<p>Immagina di avere un amico in ogni luogo in cui vai, pronto a mostrarti ciò che di solito i turisti ignorano. GuideMeRight, community con <b>15.000 utenti</b> in Italia, funziona proprio così: l’app riporta i profili dei <b>local friend</b> (le guide) e dei <b>guest</b> (i visitatori) con notizie, foto e indice di gradimento.</p><p>Eleonora Lopiano, 22 anni, studentessa a Pisa spiega: «I local friend sono persone che vivono nella città che stai visitando e si mettono <b>a disposizione</b> per una passeggiata o un’escursione. In Sardegna mi hanno mostrato angoli di natura incontaminata, a Ferrara vicoli nascosti e il miglior gelato della provincia. Da sola non li avrei mai scoperti».</p><p>ll <b>costo</b> varia dai 5 ai 30 euro, a seconda dell’anzianità di servizio della guida.</p>

Immagina di avere un amico in ogni luogo in cui vai, pronto a mostrarti ciò che di solito i turisti ignorano. GuideMeRight, community con 15.000 utenti in Italia, funziona proprio così: l’app riporta i profili dei local friend (le guide) e dei guest (i visitatori) con notizie, foto e indice di gradimento.

Eleonora Lopiano, 22 anni, studentessa a Pisa spiega: «I local friend sono persone che vivono nella città che stai visitando e si mettono a disposizione per una passeggiata o un’escursione. In Sardegna mi hanno mostrato angoli di natura incontaminata, a Ferrara vicoli nascosti e il miglior gelato della provincia. Da sola non li avrei mai scoperti».

ll costo varia dai 5 ai 30 euro, a seconda dell’anzianità di servizio della guida.

<p>Arrivati a destinazione e sistemati per la notte, non resta che provvedere alla cena. Ma come scegliere un <b>ristorante</b> in una città sconosciuta? «Io mi faccio guidare dalle recensioni degli utenti di TheFork» spiega Chiara Gatti, 28 anni, assicuratrice. È una dei <b>6 milioni di utenti</b> di questa applicazione che consente di visualizzare sul telefonino le offerte di 33.000 ristoranti (8.000 dei quali nel nostro Paese) e consultare i commenti degli altri iscritti a TheFork.</p><p>«In Italia mi fido ciecamente delle <b>valutazioni</b> di chi ha provato quel posto prima di me. All’estero di solito presto attenzione alla nazionalità della persona che ha scritto la recensione. Da nazione a nazione ci sono tradizioni gastronomiche diverse e non sempre i <b>gusti </b>coincidono con quelli di noi italiani». Fatta la scelta, non resta che <b>prenotare</b>: «Con questa applicazione in pochi secondi riesci a sapere se c’è disponibilità e basta un clic per occupare un tavolo. Allo stesso modo, se serve, puoi disdire senza troppa fatica».</p>

Arrivati a destinazione e sistemati per la notte, non resta che provvedere alla cena. Ma come scegliere un ristorante in una città sconosciuta? «Io mi faccio guidare dalle recensioni degli utenti di TheFork» spiega Chiara Gatti, 28 anni, assicuratrice. È una dei 6 milioni di utenti di questa applicazione che consente di visualizzare sul telefonino le offerte di 33.000 ristoranti (8.000 dei quali nel nostro Paese) e consultare i commenti degli altri iscritti a TheFork.

«In Italia mi fido ciecamente delle valutazioni di chi ha provato quel posto prima di me. All’estero di solito presto attenzione alla nazionalità della persona che ha scritto la recensione. Da nazione a nazione ci sono tradizioni gastronomiche diverse e non sempre i gusti coincidono con quelli di noi italiani». Fatta la scelta, non resta che prenotare: «Con questa applicazione in pochi secondi riesci a sapere se c’è disponibilità e basta un clic per occupare un tavolo. Allo stesso modo, se serve, puoi disdire senza troppa fatica».

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