Unioni civili: è una vittoria?

10 05 2016 di Michela Murgia

La legge Cirinnà è arrivata al termine della sua avventura parlamentare, epurata del termine famiglia e della possibilità di adottare il figlio del proprio compagno gay. È un vero passo avanti? Se lo chiede qui la scrittrice Michela Murgia

La legge Cirinnà sulle unioni civili – o quello che ne resta dopo aver fatto tutti i compromessi possibili con chi era contrario a concedere uno statuto legale alle coppie omosessuali - è all’ultimo atto della sua avventura e apparentemente non corre più rischi. Il governo sulla sua approvazione ha messo la fiducia e nessuno ha intenzione di farlo cadere per una questione come questa.

La legge che passerà alla Camera è però una vittoria di Pirro: stroncato l’uso del termine famiglia, scartata l’equiparazione al matrimonio civile e stralciato il riconoscimento della condizione di figlio ai bambini delle famiglie arcobaleno, la legge formalizza proprio la disuguaglianza che doveva risolvere e può essere definita “passo avanti” solo perché più indietro di come eravamo non si poteva andare. In Francia le stesse norme erano legge dal 1999.


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