Su YouTube circolano anche falsi video per bambini

Li ha scovati il New York Times nel canale dedicato ai bambini: sono video di cartoon che all'improvviso diventano strani. C'è da preoccuparsi? Lo abbiamo chiesto a un esperto di sicurezza informatica

L'allarme arriva da un’inchiesta del New York Times: sul canale YouTubeKids, che all’estero raccoglie video per bambini senza contenuti violenti ed è visto da 11 milioni di utenti, sono sempre più diffusi filmati e cartoon in apparenza innocui, ma che improvvisamente esplodono in scene disturbanti. Da Spider Man che vomita a Topolino che cammina su una pozza di sangue. In Italia la piattaforma kids del celebre social network non esiste, ma i finti video sì. Con tanto di scenette ambigue inventate da adulti in maschera.

Perché accade

«Il fenomeno è in espansione, purtroppo» avvisa Morten Lehn, general manager Italy di Kaspersky Lab, che si occupa di sicurezza informatica. «Basta digitare i titoli di celebri cartoni animati come Peppa Pig o i Teletubbies per trovare filmati inappropriati. Abbiamo condotto un’indagine sul tema: ai bambini italiani bastano solo 2 clic per raggiungere contenuti osceni e violenti. Le clip sono parodie di famosi cartoni con linguaggi scurrili, scene con allusioni sessuali e discriminatorie. Senza il filtro di un adulto, i piccoli possono vivere un vero shock». Secondo l’esperto, “colpevole” è il modello di business di YouTube: «Quando guardiamo un video, l’algoritmo ne suggerisce altri per incoraggiare gli utenti a vedere ancora più filmati. È inevitabile trovarni alcuni non adatti a un pubblico più giovane, perché questa è una piattaforma per tutte le età».

Come proteggersi

Per correre ai ripari, YouTube ha messo un limite: le parodie dei cartoni animati non possono essere viste dagli utenti che non hanno effettuato il log in o da chi ha registrato un’età inferiore ai 18 anni. «Ma non c’è sicurezza al 100%» avverte Morten Lehn. «I bambini potrebbero aggirare la restrizione, quindi è importante che mamma e papà si attivino: 1 genitore su 3 dichiara di non essere in grado di controllare cosa visualizzano in Rete i figli. In primo luogo, si deve affrontare l’argomento, spiegando anche ai più piccoli i rischi e come affrontarli; e bisogna incoraggiarli a parlare delle proprie esperienze online. Soprattutto, è importante dotarsi di un parental control che blocca l’uso di app e pagine web con contenuti per adulti e linguaggio osceno».

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