Io c’ero e vi racconto le parole che Vinci e Pennetta si sono dette

13 09 2015 di Cristina Sarto
epa04928029 Flavia Pennetta of Italy (R) and Roberta Vinci of Italy (L) talk as they wait for the start of the trophy ceremony after the women's final on the thirteenth day of the 2015 US Open Tennis Championship at the USTA National Tennis Center in Flushing Meadows, New York, USA, 12 September 2015. The US Open runs through 13 September, which is a return to a 14-day schedule.  EPA/JOHN G. MABANGLO
epa04928029 Flavia Pennetta of Italy (R) and Roberta Vinci of Italy (L) talk as they wait for the start of the trophy ceremony after the women's final on the thirteenth day of the 2015 US Open Tennis Championship at the USTA National Tennis Center in Flushing Meadows, New York, USA, 12 September 2015. The US Open runs through 13 September, which is a return to a 14-day schedule. EPA/JOHN G. MABANGLO
La nostra Cristina Sarto ieri era all'Arthur Ashe Stadium per assistere alla finale degli Us Open tra Roberta Vinci e Flavia Pennetta. Qui ci svela di il dietro le quinte della sfida che ha commosso il mondo

Quando sono entrata nell’Arthur Ashe Stadium per assistere alla storica finale degli Us Open tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci, ho deciso che il mio match sarebbe andato oltre i rovesci e le volèe, per concentrarsi sulle parole delle protagoniste.

Su quelle dette e quelle non dette. Su di esse, e non sui tecnicismi, avrei scelto per chi fare il tifo.

Perché se non sei un super esperto (o uno nato a Brindisi o a Taranto) come fai a scegliere tra due ragazze così speciali?

«È già fantastico essere arrivate fin qui. Adesso non importa chi vince». Quando ho sentito Flavia Pennetta pronunciare queste parole, nel tunnel che la portava dagli spogliatoi al campo da gioco, un po’ mi sono smontata.

Ma come? Arrivi per la prima volta a una finale del grande Slam e vuoi farci credere che comunque vada sarà un successo? Che siccome tu e Roberta siete amiche da vent’anni quasi ti va bene se la spunta lei?

Deve essere quella che gli americani chiamano “reverse psychology”: racconti al mondo (e soprattutto a te stessa) una bugia, per scrollarti di dosso la tensione che altrimenti ti schiaccerebbe.

Va da sé che all’inizio del match tifavo per Robertina Vinci. All’incredulità con cui ha messo a segno dei colpi per poi sorridere e chiedersi: «ma come ho fatto?».

Ma sul finale, c’è stato un momento che mi ha fatto rivalutare Flavia la calcolatrice (o almeno così pensavo io).

Non è stato il bacio appassionato con il ribelle Fabio Fognini.

epa04928029 Flavia Pennetta of Italy (R) and Roberta Vinci of Italy (L) talk as they wait for the start of the trophy ceremony after the women's final on the thirteenth day of the 2015 US Open Tennis Championship at the USTA National Tennis Center in Flushing Meadows, New York, USA, 12 September 2015. The US Open runs through 13 September, which is a return to a 14-day schedule.  EPA/JOHN G. MABANGLO
epa04928029 Flavia Pennetta of Italy (R) and Roberta Vinci of Italy (L) talk as they wait for the start of the trophy ceremony after the women's final on the thirteenth day of the 2015 US Open Tennis Championship at the USTA National Tennis Center in Flushing Meadows, New York, USA, 12 September 2015. The US Open runs through 13 September, which is a return to a 14-day schedule. EPA/JOHN G. MABANGLO



 

E nemmeno, per quanto commuovente, l’abbraccio a fil di rete tra le due campionesse, che si stritolano e si commuovono.

epa04928029 Flavia Pennetta of Italy (R) and Roberta Vinci of Italy (L) talk as they wait for the start of the trophy ceremony after the women's final on the thirteenth day of the 2015 US Open Tennis Championship at the USTA National Tennis Center in Flushing Meadows, New York, USA, 12 September 2015. The US Open runs through 13 September, which is a return to a 14-day schedule.  EPA/JOHN G. MABANGLO
epa04928029 Flavia Pennetta of Italy (R) and Roberta Vinci of Italy (L) talk as they wait for the start of the trophy ceremony after the women's final on the thirteenth day of the 2015 US Open Tennis Championship at the USTA National Tennis Center in Flushing Meadows, New York, USA, 12 September 2015. The US Open runs through 13 September, which is a return to a 14-day schedule. EPA/JOHN G. MABANGLO



 

È stato il momento in cui Flavia, in attesa della premiazione, sussurra qualcosa all’orecchio dell’amica-rivale. Le sta rivelando quello che dirà pochi minuti dopo al mondo: «Chiudo qua, mi ritiro».

«Ma come? Proprio ora che sei al top?» le ha risposto incredula Roberta. Per poi aggiungere, dopo qualche secondo: «È giusto così. Vai!».

Non sarà da questi particolari che si giudica un giocatore, cantava Francesco De Gregori. Ma è da questi particolari che si giudicano due amiche. Pennetta e Vinci lo sono davvero. E forse Flavia sotto quel tunnel era sincera.

 

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