Le 5 runner della Negev Adventure

20 09 2018 di Paola Nardi
Credits: Francesco Bertone

Saranno loro a correre la Negev Adventure, il nostro ultratrail di 80 km nel deserto del Negev

Federica Verdoya, Elisa Adorni, Eleonora Suizzo, Francesca Valassi, Arianna Bianchini: saranno loro a correre la Negev Adventure, il nostro ultratrail di 80 km nel deserto del Negev.

Le ragazze sono state selezionate tra oltre 300 candidate: una scelta non facile! La loro forte motivazione a partecipare all'avventura, la storia personale e la grande curiosità di scoprire un luogo magico e speciale come il deserto del Negev sono state le più convincenti. Inoltre, si allenano con costanza e hanno già esperienza di trail running. Questo garantisce che potranno godersi la corsa in tranquillità.

L'appuntamento è per il 29 ottobre nel deserto, intanto le abbiamo incontrate in redazione e ve le presentiamo

  • Credits: Francesco Bertone
    Federica Verdoya, 21 anni Genovese di nascita, Federica vive con Alberto, il compagno che condivide con lei anche la passione per la corsa. Studia e si allena tra Padova e Venezia. Il suo sogno più grande è entrare nel Corpo sportivo delle Forestali, grazie all’atletica.

    Per 15 anni ha fatto nuoto agonistico. «Il pinnato. Hai presente le sirenette?». Poi due anni fa ha iniziato a correre: «Quando corro sento il mio respiro e mi emoziono» dice. Immagina il Negev come un luogo selvaggio e duro: il posto ideale per sfidare ancora di più se stessa.

    Quest’estate si è preparata in montagna e ha fatto doppi allenamenti tutti i giorni. Una paura? «Se mi sento stanca e il corpo non risponde come dovrebbe, tendo a buttarmi giù». In Israele, però, la priorità non è vincere ma divertirsi.

  • Credits: Francesco Bertone
    Elisa Adorni, 37 anni Nata a Parma, Elisa è dottoressa in architettura, fisioterapia e scienze motorie. Ha partecipato per alcuni anni, come architetto, agli scavi archeologici in Siria, a Damasco e a Rabat in Marocco. Ma poi è tornata nella sua città per seguire il cuore. Ora lavora in ospedale con gli anziani in programmi di prevenzione che contemplano l’attività fisica.

    Si allena spesso da sola. E ama soprattutto le lunghe distanze. Conosce il deserto della Siria, è stata nella Death Valley e già sogna il Negev: «Non vedo l’ora di immergermi in questo paesaggio meraviglioso, ma ho soprattutto voglia di correre in un gruppo di sole donne, una cosa che non ho mai sperimentato»

    Quando corre libera la testa. «Ho scritto le tesi delle mie lauree mentre mi allenavo, poi mettevo nero su bianco a casa». Lo sport è la sua vita. Crede molto che l’attività fisica possa migliorare le condizioni di vita, liberarandoci dagli stress quotidiani.

  • Eleonora Suizzo, 42 anni Eleonora vive a San Gregorio di Catania, con il suo compagno e il figlio di 9 anni, Giordano. Assessore allo sport, si è occupata per anni di gestione del personale, ma da pochissimo ha aperto una boutique, perché la moda è la sua vera passione.

    Eleonora da ragazzina nuotava a livello agonistico. Corre da 12 anni. Ha iniziato per gioco, camminando. Adora cimentarsi in sfide su percorsi sempre più lunghi e difficili. E va fortissimo. Uno dei suoi preferiti? «La supermaratona dell’Etna (da 0 a 3000). Si parte dal mare e si arriva al cratere sud-est. Da lassù puoi davvero dominare il mondo!».

    È un tipo competitivo, però quando corre ama perdersi nel paesaggio che la circonda. Per questo non vede l’ora di essere nel deserto del Negev, che immagina per certi versi simile al vulcano che domina la sua città: un paesaggio lunare e incredibilmente affascinante per i suoi colori e la storia millenaria.

  • Credits: Francesco Bertone
    Francesca Valassi, 34 anni Nata a Voghera, Francesca abita a Milano da 6 anni e lavora all’ufficio legale di una banca. Vive sola, nel suo «bucolocale» come lo chiama. La sua passione più recente è la bici. In città si muove solo sulla sua due ruote verde asparago.

    Ha iniziato a correre al liceo per dimostrare che ce la poteva fare. «Non venivo considerata nemmeno per la campestre. Eppure anch’io avevo due gambe!». Prima correva su strada, ma un paio di anni fa si è infortunata. Ha ripreso con il trail. Le piace correre da sola nel bosco. «È il mio elemento naturale» dice.

    È l’amore per la natura che l’ha spinta a candidarsi alla Dm Negev Adventure. «Non vedo l’ora di di correre in un paesaggio che immagino luminoso e completamente diverso da quelli in cui corro di solito». Non ama la competizione tra donne. «Vorrei vivere questa esperienza in un clima di condivisione totale. E portare a casa un bagaglio di emozioni grandissimo: un bel carico, di sorrisi, lacrime di gioia, abbracci, amicizia e strette di mano».

  • Credits: Francesco Bertone
    Arianna Bianchini, 29 anni Nata in Toscana, Arianna si è trasferita a Milano per studio e, poi, ha trovato lavoro in un’agenzia di comunicazione. Vive sola. Per una malattia autoimmune, 7 anni fa è ingrassata parecchio e ha iniziato a correre per ritornare in forma.

    Arianna corre con la crew dei Red Snakes, un gruppo di amici e amiche con cui condivide anche momenti conviviali. Va forte soprattutto nella mezza maratona, perché le piace sfidare se stessa sulla velocità. Il deserto lo immagina soprattutto caldo e vasto. «Un po’ come quando arrivo in cima a un passo. Mi sento microscopica, perché puoi sfidare la natura ma solo fino a un certo punto, è sempre più grande di te».

    È competitiva, ma anche altruista: «Se non corro per migliorare il mio tempo personale, penso a quello degli altri. Con la mia crew facciamo cheering: per esempio, alla Stramilano, ci mettiamo all’ultimo km per fare il tifo e dare la carica a chi arranca».

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