In vacanza senza cistite: consigli utili

11 07 2016 di Cinzia Testa
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Per chi soffre di cistite l’estate è il periodo peggiore. Adesso ci sono nuove cure per guarire le forme più difficili

La cistite per molte è un tormento senza fine. Le crisi si ripresentano sempre più spesso e non c’è verso di guarire. E succede a tante donne: una su quattro in età fertile, dicono i dati. Non c’è pace neppure in vacanza.

«Anzi, in estate si moltiplicano i fattori di rischio» spiega Daniele Grassi, responsabile dell’ambulatorio di urologia femminile dell’Hesperia Hospital di Modena e del centro GynePro di Bologna. «Innanzitutto il caldo, che favorisce una maggiore concentrazione delle urine, soprattutto se si beve poco. E questo può facilitare la formazione di batteri dannosi nella vescica. Inoltre, sempre per colpa delle temperature elevate, è più facile soffrire di stitichezza, con un’emigrazione di germi nocivi dall’intestino alla vescica«. A rendere la cistite un disturbo ricorrente sono soprattutto gli errori nella scelta della terapia. «Spesso si prende l’antibiotico che si ha in casa» dice l’esperto. «Ma in questo modo si alza il rischio che il batterio diventi resistente alle cue». Per fortuna con il mix di terapie giusto si può interrompere questo circolo vizioso e guarire.

L'integratore
La cistite si ripresenta perché il batterio, resistente agli antibiotici, si annida nella mucosa della vescica. Per eliminarlo ci vuole il D-Mannosio. È una sostanza estratta dalla betulla che ha la capacità di intrappolare il microrganismo ed espellerlo con le urine. La cura dura un mese e non ha effetti collaterali. Funziona in nove casi su dieci, a patto di seguire le indicazioni scrupolosamente. La dose prescritta va presa con un bicchierone di acqua e per un’ora non devi andare in bagno. Così dai il tempo alla sostanza di “catturare” il batterio.

«Durante la cura consiglio di eseguire una volta alla settimana un test delle urine fai-da-te, di quelli che si possono fare in casa» continua il dottor Grassi. «Il pH acido (cioè meno di 5,5) favorisce la proliferazione batterica. In questo caso si può assumere una volta al giorno anche un integratore che toglie acidità all’organismo e alle urine, per potenziare l’effetto del D-mannosio».

La dieta
Mentre segui la cura col D-mannosio stai attenta all’alimentazione. Per un mese elimina i cibi che alzano l’acidità delle urine: ananas, mango, frutta secca come noccioline e pistacchi, verdure surgelate e in scatola, cicoria, funghi, formaggi stagionati e latte pastorizzato. Limita anche le proteine animali, cioè la carne rossa e bianca, consumandola al massimo un paio di volte alla settimana. E rinuncia a bevande alcoliche, caffè e cioccolata. Perché irritano le pareti della vescica e della zona vaginale.

Sì invece ai cereali integrali, ai legumi e alle verdure di stagione: sono ricchissimi di fibre, le sostanze che aiutano a regolarizzare l’intestino. E abbattono un altro fattore di rischio di cistite.

L'agopuntura
Contro le cistiti funziona molto bene anche l’agopuntura. «È inevitabile che le crisi continue demoralizzino» dice l’esperto. «Si crea così un mix di ansia, rabbia, frustrazione che toglie la serenità e altera la qualità del sonno, rallentando così i tempi di guarigione». Le sedute sono cinque-sei, con una frequenza di una alla settimana. I risultati li puoi notare già dopo un paio di volte. Ti accorgi ad esempio che dormi meglio la notte e che non vivi più con ansia l’idea di un weekend fuori città, pensando che potresti avere una crisi.

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