Come allenare il PC, il muscolo dell’orgasmo

Esiste un muscolo specifico che, se allenato, aiuta a migliorare il piacere. Ecco gli esercizi e le tecniche più efficaci per raggiungere l'orgasmo

Il 31 luglio è la Giornata Mondiale dell’Orgasmo. Fa sorridere, certo, che si sentisse l'esigenza di celebrare così un fatto del tutto naturale. Eppure, di orgasmo (soprattutto femminile) si parla ancora poco. Ancora meno di come raggiungerlo. Il 68% delle donne, infatti, teme di non arrivarci e prova ansia all’idea di non soddisfare il proprio piacere (o il partner), tanto che 7 volte su 10 simulano l'orgasmo, secondo un recente sondaggio della community JOYClub. Ma neppure gli uomini sono esenti dallo stress da mancato orgasmo: l’89% degli intervistati si dice insoddisfatto se la partner non lo raggiunge e quasi 1 su 5 teme di non essere in grado di stimolarla a sufficienza.

Come sappiamo, il piacere sessuale è un complesso intreccio di fattori, dove giocano aspetti mentali, emotivi e fisici. Resta però per molte ancora un tabù il fatto che si possa migliorare il proprio orgasmo "allenando" certe parti del corpo. Sapete per esempio che esiste il PC, il muscolo dell’orgasmo?

PC, il muscolo dell’orgasmo

«Il muscolo PC (pubococcigeo) è il più importante tra quelli del pavimento pelvico, ossia quell’insieme di muscoli, legamenti e fasce che costituiscono la zona perineale, tra ano e vulva. È responsabile della continenza, dell’evacuazione e dell’attività orgasmica» spiega Barbara Paraguai, fisioterapista specializzata nella riabilitazione del pavimento pelvico. «Un ruolo importante nello sviluppo e qualità dell'orgasmo lo svolge anche un altro muscolo, il bulbocavernoso, che si trova intorno alla vagina. È un costrittore della vulva ed entra in gioco in modo attivo quando avviene la penetrazione: più è tonico, maggiore sarà la sensibilità e dunque la possibilità di raggiungere l’orgasmo». Ma quanto conta la tonicità di questi due muscoli, e del pavimento pelvico in generale, nei rapporti sessuali? «Il loro ruolo è importante, come dimostrano gli effetti del parto naturale, durante il quale i muscoli si possono stirare a tal punto che spesso si fatica a recuperare la tonicità originaria in modo spontaneo. E una delle conseguenze può essere appunto la riduzione della qualità dell'orgasmo, che spesso richiede preliminari più intensi e lunghi» spiega la fisioterapista.

Come allenare il PC

In pratica, rendendo più tonici i muscoli del pavimento pelvico, oltre ad altri benefici si ottiene anche un orgasmo migliore. «Esistono esercizi specifici per risolvere alcune disfunzioni, come l’incontinenza (legata per esempio al parto o a passare degli anni). Si tratta di movimenti semplici che richiedono pochi minuti al giorno: aiutano a migliorare il tono del muscolo pubococcigeo e, di conseguenza, anche l'orgasmo: d’altra parte si tratta di un muscolo volontario e, esattamente come accade per il bicipite, può essere allenato» spiega Barbara Paraguai.

«Un primo passo sono gli esercizi di contrazione e rilasciamento: si tratta di stringere la muscolatura pelvica come se dovessimo trattenere la pipì o chiudere la vulva, per qualche secondo, per poi rilassarla. È sufficiente alternare contrazione e rilascio per una decina di minuti al giorno, tutti i giorni» consiglia l’esperta.

Palline dell’amore e coni: aiutano?

Esistono però anche alcuni sex toys che si possono usare dopo questa prima fase iniziale. Sono come attrezzi con cui compiere alcuni esercizi, nati in realtà per ridurre l’incontinenza urinaria e poi rivelatisi utili anche per l'orgasmo. Si tratta di alcune sfere, di peso variabile, chiamate "palline dell’amore". «Servono a tonificare il pavimento pelvico che, in caso di prolasso, può anche causare dolori vaginali durante i rapporti» spiega la fisioterapsta. «Vanno inserite in vagina tenendo all’esterno una piccola cordicella che ne permette la fuoriuscita una volta terminato l’esercizio. Questo consiste nel cercare di contrarre il muscolo pubococcigeo per evitare che la pallina esca per forza di gravità. In una prima fase si può l’esercizio da sdraiate, semplicemente cercando di far salire la pallina con la contrazione del muscolo. Successivamente si potrà provare a stare in piedi, compiendo normali attività quotidiane, sempre trattenendola all’interno della vagina. Man mano che il muscolo riacquista tonicità si può passare a sfere di grandezza e peso maggiori».

In alternativa alle sfere si possono usare anche i coni vaginali: «Anche in questo caso l’obiettivo è allenare il muscolo alla contrazione, con l’obiettivo di trattenere i coni nella vagina mentre si sta in piedi. Si tratta anche in questo caso di un allenamento pensato per l’incontinenza, ma che può portare benefici anche nei rapporti sessuali». La "tenuta" dei coni, data la loro forma a uovo e il loro peso sarà mediamente inferiore rispetto alle sfere e potranno essere sufficienti 10 minuti al giorno.

Yoga "amico" dell’orgasmo

Quanto alle pratiche che aiutano l'orgasmo, poteva mancare lo yoga? JOYClub, la community di utenti in cerca di incontri intimi, dà infatti alcuni consigli, come la semplice posizione della farfalla: sedute a terra, con le piante dei piedi unite e le proprie mani che le stringono. L’obiettivo è cercare di avvicinare i piedi al bacino, facendo contemporaneamente movimenti dolci su e giù con le ginocchia per circa venti volte. L’esercizio ha lo scopo di migliorare la flessibilità delle anche, che può rivelarsi utile per agevolare la penetrazione da parte del partner.

Orgasmo: questione fisica o mentale?

Fatto sta, comunque, che allenamento ed esercizi non bastano. Per oltre il 53% degli intervistati nel sondaggio – sia uomini che donne - l’orgasmo dipende dall’approccio mentale più che da elementi fisici. «Il primo organo sessuale è il cervello. Se da un punto di vista fisico non ci sono problematiche particolari, la testa diventa molto importante. Basti pensare per esempio che anche nei casi difficili di vulvodinie, cioè i dolori cronici non legati a difficoltà psicologiche ma fisiche, la terapia psicologica porta comunque benefici non indifferenti nel gestire il dolore, e quindi anche nel permettere il raggiungimento dell’orgasmo» spiega Marco Inghilleri, psicologo, psicoterapeuta e sessuologo, vicepresidente della Società italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale.

Se la mente ha la sua importanza, che differenze ci sono tra uomini e donne? «Da questo punto di vista non molte, a parte quelle relative agli organi sessuali. La sessualità non è una performance né un atto ginnico, ma riguarda l’affettività. Per questo è un luogo comune da sfatare che gli uomini siano più meccanici e meno coinvolti emotivamente. Semplicemente le loro difficoltà si manifestano in modo diverso: una donna può fingere l’orgasmo, mentre un uomo soffrirà di disfunzione erettile, eiaculazione ritardata o precoce» spiega il sessuologo.

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