Se gli americani “scoprono” il Fernet Branca…

29 09 2014 di Elisa Venco
ca. 1980s-1990s, New Orleans, Louisiana, USA --- Bartender Ralph Groskoph mixes a "Pimm's Cup" cocktail at The Napoleon House. --- Image by © Philip Gould/Corbis
ca. 1980s-1990s, New Orleans, Louisiana, USA --- Bartender Ralph Groskoph mixes a "Pimm's Cup" cocktail at The Napoleon House. --- Image by © Philip Gould/Corbis
Da certi vini a regioni come le Marche o la Toscana, dai balli tradizionali a intellettuali di riferimento, gli stranieri scoprono il made in Italy prima di noi stessi. Una scoperta... amara

Quante cose di casa nostra apprezziamo solo dopo che uno straniero se ne è innamorato? È successo con la Toscana, che è stata riscoperta dagli inglesi prima che tornasse di moda. Poi è capitato con certi tipi di vino, riscoperti da vignaioli nati all’estero, con la taranta, scoperta dai turisti prima che dai milanesi, perfino con figure come Pasolini, di cui si è occupato di recente un film del regista americano Abel Ferrara. E ora è la volta di un liquore dal fascino d'antan, celebrato dal periodico americano The Atlantic che, per dare un’idea del suo sapore inimitabile, rievoca un aneddoto: l’espulsione dell’attrice Betsy von Furstenberg, nel 1960, dall’Actors’ Equity (un sorta di sindacato degli attori). La sua colpa sarebbe stata aver aggiunto un sorso di Fernet Branca nel drink del collega Tony Randall, che ha subito pensato di essere stato avvelenato.

Colpa del gusto “amaro” di questa bevanda, nata come medicina nel 1845. Ancora nel 1962, la rivista Suburbia Today lo indicava come rimedio ideale contro "indigestione, flautolenza" e postumi da mix incongrui tipo “ostriche e banane”. A parte che, a mio avviso, questo abbinamento porta invece a campi di rieducazione in cui a scandire gli ordini e punire i prigionieri è Oscar Farinetti, il giornalista di The Atlantic confessa di poter dimostrare  l’efficacia del consiglio. Infatti, rispetto alla sua soluzione personale dopo un pasto troppo abbondante, stendersi sul pavimento per  35 minuti, il Fernet funziona in metà del tempo e anche se uno resta verticale.

Sarà. Ma la cosa più curiosa è che l’amaro viene generalmente consigliato anche come dopo sbornia. Va detto che, come ha rilevato tre anni fa il Fatto quotidiano, ora il liquore è assai meno alcolico di un tempo,  ma prescriverlo contro una bevuta mi pare come dire a una persona freddolosa di affrontare l’inverno nuda. Sicuramente il freddo diventa il male minore, ma non è che uno sprizzi benessere.

Comunque, ci posso pure provare: ho usato una nota bevanda gassata per digerire l’indigeribile e per togliere la ruggine (voi, no?). Ho fatto gargarismi con l’aceto per guarire da un mal di gola (voi, no?). Ho anche toccato parti di vari monumenti per propiziarmi la sorte (voi no?). Vada anche per l'alcool contro l’ebbrezza. In fondo,  anche se qui il rimedio non è ancora stato adottato, nessuno è profeta in patria. Ma se finisco a stare da schifo, il giornalista di The Atlantic riverà una mia email. Molto amareggiata.

 

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