Le sfilate maschili? La prova della crisi dell’uomo di oggi

24 06 2016 di Marina D’Incerti
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Riflessioni semiserie sul maschio e sulle sfilate uomo della primavera-estate 2017

Che il maschio sia in crisi è noto a tutti. Che le ralazioni tra i sessi siano tese, a volte in modo drammatico, altrettanto. Ma la moda sembra avere qualcosa da aggiungere sulla questione.

Nelle sfilate uomo della primavera-estate 2017 da poco concluse mi sono saltate all'occhio proposte forse chic di sicuro shock per lui che sembrano voler ridefinire l'incertezza identitaria che lo affligge. O piuttosto, distruggere (in gergo modaiolo dovrei dire "destrutturare") senza pietà quel che ne rimane.

Davanti a certi look mi sono chiesta se alcuni stilisti non si siano messi in testa di vendicare i soprusi degli uomini ai danni delle donne ridicolizzando la virilità.


Gucci sfilate uomo primavera estate 2017
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Balenciaga sfilate moda uomo primavera estate 2017
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Balenciaga sfilate uomo primavera estate 2017
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Fendi sfilate uomo primavera estate 2017
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DSquared2 sfilate uomo primavera estate 2017
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Giorgio Armani sfilate uomo primavera estate 2017
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MIaoran sfilate uomo primavera estate 2017
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Motoguo sfilate uomo primavera estate 2017
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Msgm sfilate uomo primavera estate 2017
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Vivienne Westwood sfilate uomo primavera estate 2017
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Walter Van Beirendonck sfilate uomo primavera estate 2017
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Walter Van Beirendonck sfilate uomo primavera estate 2017
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Prada sfilate uomo primavera estate 2017
Gucci sfilate uomo primavera estate 2017
Foto

Come spiegare altrimenti certe mise di Gucci che traveste i suoi modelli da capuccetto rosso o da marinaretto in gita? Addio uomo lupo cattivo. Per non dire del lupo di mare. Anche le sproporzioni cubiste di Balenciaga su modelli-marionetta sembrano uno sfottò alla silhouette da figo palestrato con spalle e bicipiti possenti.

La moda maschile è già da tempo criticata per un eccesso di estetica gay. Può essere una spiegazione per il pelliccione verde da sciantosa che Fendi mette sulle spalle di un giovanotto in pigiamino. O per il completo glitterato di un cubista con stivali da Lady Gaga visto da DSquared2.

Ma non sono convinta: Giorgio Armani, stilista e omosessuale, è tra coloro che continuano a presentare in passerella uomini eleganti e attraenti per entrambi i sessi. Grazie di esistere.

E poi, il ragazzo (giustamente imbronciato) che sfila da Miaoran abbigliato da suora laica con gonnellona a pieghe a quale estetica si ispira?

A chi piace quel povero figliolo con i bermuda-tovaglia da pic nic di Motoguo? Il fagottino che tiene in mano mi fa pensare che sia scappato da casa. Forse non piace nemmeno alla sua mamma. La tristezza mi stringe il cuore.

Cerco il messaggio sotto il vestito. Dovrei essere più comprensiva verso la fragilità del maschio, capire che gli stereotipi gli mettono ansia. Le sfide e le incertezze dei tempi moderni lo intrappolano. Ma mai come il golfino di rete di Vivienne Westwood

In linea di principio difendo il no-gender. La moda che avvicina l'abbigliamento maschile a quello femminile e viceversa mi sta simpatica. Anche se, lo capisco, quasi nessuno tra i comuni mortali ne vede la necessità. Ma il mio entusiasmo si infrange sulla passerella di Walter Van Beirendonck. No, il problema non sono gli abiti velati e sgargianti da pavone. Sono catturata e annientata dai capelli frisé. Penso a come starebbe mio marito e dal ridere non riesco più a scrivere.

Pausa.

Dopo aver ridicolizzato l'uomo predatore, guerriero e seduttore, arriva il colpo di grazia sull'uomo avventuriero. Da Prada sfilano ragazzi che sembrano pronti per affrontare un Inter Rail, un trekking o, non vorrei mai, una migrazione. L'assemblaggio di ciabatte calzettoni e antipioggia con una botta di cinismo mi porta alla mente immagini drammatiche. Certo, gli stilisti colgono segnali e suggestioni e restituiscono sfolgoranti sintesi glamour, però...

Chissà se tutto questo cerca un contatto con la realtà o è solo evasione e spettacolo.

La moda è un business serio e probabilmente ci sono serie riflessioni alla base di queste collezioni. Io ho voluto vederci ironia e una buona dose di crudeltà verso gli uomini. Se la meritano? A voi la risposta. Intanto sfogliate la gallery e commentatela senza freni. In ogni caso, è liberatorio.

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