Il 2 dicembre, un secolo fa, nasceva Maria Callas. Per celebrarla Intesa Sanpaolo ha aperto alle Gallerie d’Italia di Milano, fino al 18 febbraio 2024, la mostra Maria Callas. Ritratti dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, a cura di Aldo Grasso (in Piazza della Scala 6, dal martedì alla domenica dalle 9,30 alle 19,30, il giovedì fino alle 22,30, gallerieditalia.com). La rassegna, che si inserisce nel palinsesto Callas 100 del Comune di Milano voluto dall’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi in onore del centenario, comprende 91 splendide fotografie scattate tra il 1954, l’epoca d’oro, e il 1970, l’ultima parte della vita della Divina, scomparsa a 53 anni nel 1977.

Maria Callas nella sua casa di Milano, nel 1957 – Foto Franco Gremignani/Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Maria Callas in mostra alle Gallerie d’Italia di Milano

Le immagini molte delle quali inedite o mai esposte, ci fanno conoscere Maria Callas quando non era in scena: nella sua casa milanese con accanto il quadro-amuleto senza il quale non si esibiva; in compagnia di suo marito, poi ex, Giovanni Battista Meneghini e del suo grande amore, Aristotele Onassis; con gli amici, come Grace Kelly e la sua collaboratrice Bruna Lupoli. «Conoscevo la cantante lirica, il personaggio pubblico, la grande interprete. Selezionando queste 91 fotografie, su 1.500, è venuto fuori un mondo tutto nuovo» spiega il curatore Aldo Grasso. «Alcune foto sono posate, ma molte sono “rubate”, come quando la vediamo al ristorante con Onassis. È l’altra faccia della Callas.

Maria Callas e Aristotele Onassis al veglione di fine anno all’Hôtel de Paris a Montecarlo, il 31 dicembre 1960 – Foto Franco Gremignani/Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Maria Callas: un racconto intimo in 91 foto

Una donna alla ricerca della felicità, di un amore. Una donna che fa una fatica enorme per essere all’altezza della sua fama». Pensiamo agli scatti che la ritraggono nell’atelier milanese della sua stilista Biki, al pessimo rapporto che aveva con il proprio corpo, ai tentativi di «lasciarsi alle spalle la figura un po’ goffa di una cantante greca emigrata che poi diventa un personaggio da copertina» dice Grasso. Una mostra per chi vuole conoscere Maria Callas da vicino: dai momenti di grande felicità a quando invece fingeva di essere felice, sempre attorniata da tante persone, sempre sotto i riflettori, sempre bellissima. «La mia fotografia preferita? La prima che ho visto» conclude Grasso. «Un dopo-Scala del 1955, al ristorante Savini. Accanto a lei c’è il regista Luchino Visconti. Poi vediamo Antonio Ghiringhelli, sovrintendente del Teatro alla Scala. In un angolo Giovanni Battista Meneghini, arrivato dalla provincia, che voleva fare il suo manager. E poi c’è un signore che le porge un mazzo di rose. È l’editore Valentino Bompiani».

In collaborazione con Intesa Sanpaolo