Siamo tutti belli, ricchi e famosi sui social network ma la realtà è ben diversa. E a raccontarla ci vuole del gran fegato, come spiega Aurora Ramazzotti sul suo profilo Instagram, dove ha pubblicato un suo ritratto con l’acne non nascosta, non coperta dal trucco, non “filtrata”: «Per postare una foto così, come l’hai scattata, ormai ci vuole coraggio. Soprattutto per chi da sempre fa a botte con la sua insicurezza, il suo peso, i suoi brufoli. Abbiamo dato vita ad una piattaforma dove essere “umani” spicca perché è quasi strano».

Oggi però c’è un movimento di acne-positivity che vuole essere un impulso per tutte le persone che, come Aurora, scelgono di essere più aperte sui loro problemi di pelle, dal piccolo brufoletto occasionale all’acne cistica in piena regola. Insomma l’acne è solo una delle tante “facce” della nostra medaglia come la pelle con vitiligine, lentiggini, cicatrici e smagliature: ecco perché occorre educare soprattutto coloro che credono ancora che sia un problema di volti non perfettamente “puliti”.

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Nasce la skin positivity

La detergenza infatti ha davvero poco a che vedere con l’acne che è un processo infiammatorio del follicolo pilifero e della ghiandola sebacea annessa al follicolo. E può colpire non solo il viso, ma anche le spalle, la schiena e talvolta anche il torace. In Italia, secondo i dati dell’Associazione dermatologia e cosmetologia, l’acne interessa oltre l’80% della popolazione giovanile, con una maggiore incidenza nelle ragazze, specialmente quelle di età compresa fra i 13 e i 15 anni. Il problema non è tanto l’aspetto estetico, quanto le conseguenze psicologiche che possono derivarne, come depressione, carenza di autostima, tristezza, ansia e difficoltà nelle relazioni. I social sono come sempre ambigui: da una parte “chiedono” pelli perfette e senza pori visibili (figuriamoci brufoli o acne), dall’altra cresce il movimento dell’accettazione di sé, che si estende alla pelle e diventa skin positivity.

Le acne influencer

Si sta affermando la figura delle “Acne influencer“: giovani ragazze che si mostrano sui profili social con la pelle imperfetta sfidando l’odiosa pratica del body shaming e del cyber bullismo e contro standard di bellezza (ormai) superati. Tra le paladine di questo movimento c’è Kali Kushner, 23enne originaria di Cincinnati (Ohio), che ha raccontato al quotidiano inglese The Guardian come la sua pelle truccata sia percepita come pulita mentre senza fondotinta sia considerata sporca a causa dell’acne. E poi ci sono Hailey Wait, coraggiosa 17enne del Colorado che, stanca di dover sempre nascondere il suo volto, ha deciso di lanciare un appello attraverso il profilo Piggs su Instagram; la londinese Em Ford, beauty blogger di My Pale Skin che dopo aver offerto consigli su come nascondere l’acne ha poi avuto il coraggio di postare foto senza trucco, raccogliendo, purtroppo a lungo, insulti da numerosi haters. Infine la bella italiana Carlotta Giacuzzo, conosciuta come CherylPandemonium.

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Katy Perry

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Emma Stone

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Saoirse Ronan

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Cameron Diaz e Drew Berrymore

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Lili Reinhart

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Miley Cyrus

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Keira Knightley

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Kendal Jenner

Star e brufoli

Negli ultimi tempi qualcosa sta cambiando: Teen Vogue ha persino lanciato gli Acne Awards. E le star hanno meno remore a mostrare i difetti della pelle e (qualche volta) dicono no a filtri e photoshop, per esempio nelle storie di Instagram. Oggi Kendall Jenner ha una pelle luminosa ma non è sempre stato così ed è stata lei stessa a parlare apertamente dell’acne su Instagram: «Soffrire di acne per me era debilitante. È una cosa di cui mi occupo da quando ero adolescente e mi ha fatto sentire ansiosa, indifesa e insicura. Curiamo la nostra vita online e pubblichiamo solo i bei momenti. Vorrei mostrare ai giovani che non tutto è perfetto». E la Jenner non è l’unica celeb a combattere contro i brufoli. Cameron Diaz è stata una delle prime attrici a fare coming out e a farsi ritrarre senza make up, e così aveva fatto anche la sua amica e collega Drew Berrymore. E poi ci sono Katy Perry, Emma Stone, Mylie Cyrus e la protagonista di Riverdale Lili Reinhart che recentemente nelle sue storie ha rivelato il volto al naturale e coperto da crema contro i brufoli. «Soffro di acne cistica dall’età di 12 anni e questo mi ha sempre causato dei grossi problemi di autostima, ma alla fine mi sono resa conto che i miei brufoli non mi definiscono come persona e a tutti quelli che si sentono imbarazzati o si vergognano del loro aspetto dico solo “vi capisco”».