Emanuele Filiberto di Savoia ha escogitato una forma nuova di esportare il “made in Italy”. Prepara e vende, direttamente dal suo furgone-cucina, la pasta italiana alla gente che passeggia per le strade di Los Angeles.

Sorride sempre come un giovane dandy, ma ha le mani sporche di farina e pomodoro.

Però, prima di vedere nel dettaglio cosa combina adesso in California, ripercorriamo insieme il suo cammino.

Emanuele Filiberto di Savoia è nato il 22 giugno 1972 a Ginevra, in Svizzera. Qui cresce, studia, e però si diploma a Losanna. In seguito si iscrive all’università di Ginevra, facoltà di Architettura, ma presto interromperà gli studi per gettarsi nel mondo della finanza.

Figlio unico di Vittorio Emanuele di Savoia e Marina Ricolfi Doria, sa di essere il nipote dell’ultimo re d’Italia e per questo motivo non può varcare il confine.

I suoi amici il sabato sera magari fanno un salto a Courmayeur per un drink, ma lui non può seguirli. E soffre silenziosamente. Poi, chissà come, entra in contatto con Fabio Fazio che lo invita a partecipare alla trasmissione sportiva Quelli che il calcio.

Emanuele è tifoso della Juventus e accetta ben volentieri.

E così, prima ancora di giungere in Italia, già appare in tv.

È il suo primo contatto con i telespettatori italiani. Quest’ultimi non sono abituati a vedere il rampollo di una famiglia reale in televisione e scatta una grande curiosità attorno al ragazzo.

Se ne comincia a parlare. Si comincia a dire: «Poverino, non può entrare in Italia…».

E lui furbamente dichiara che sogna di visitare il nostro paese, camminare per città come: Venezia, Roma, Firenze, Napoli.

Era condannato all’esilio per sempre, il giovane Savoia, ma poi la legge costituzionale del 23 ottobre 2002 gli ha permesso di varcare il confine. E lui, sua altezza reale, per prima cosa è andato a Roma a sposarsi con l’attrice francese Clotilde Courau (anche lei di sangue blu), da cui avrà due figlie.

A quanto pare è stato Alberto di Monaco a farli conoscere.

«Lei non mi filava» dichiarerà Emanuele.

Le mandò anche un mazzo di enormi rose rosse, non sapendo che Clotilde detesta le rose rosse (forse le trova volgari?).

Alla fine, però, lei ha ceduto. E si sono sposati nel 2003 a Roma, nella gigantesca chiesa di piazza della Repubblica, dove già si era sposato il bisnonno (Vittorio Emanuele III di Savoia).


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– Appena nato nel 1972


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– Da bambino

GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images
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– Emanuele Filiberto nel 2002 con il padre mostra il passaporto italiano


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– Nel 2003 sposa l’attrice francese Clotilde Courau

Elisabetta Villa/Getty Images
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– Con Natalia Titova a Ballando con le stelle nel 2009

Daniele Venturelli/Getty Images
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– Festival di San Remo 2010: Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici


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– Nel 2010 partecipa alla trasmissione I raccomandati. Nella foto con Valeria Marini e Pupo


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– Emanuele Filiberto a Miss Italia 2010 dove ha affiancato Milly Carlucci


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– Nel 2011 partecipa al reality L’Isola dei Famosi

MASSIMO INSABATO/MATTEO RASERO
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– EMANUELE FILIBERTO E JENNIFER WESTER Nel 2015 durante la prima puntata della trasmissione Notti sul ghiaccio con Jennifer Wester

Marco Piovanotto
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– Al Festival di venezia 2015


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– Mentre prepara una pizza a Ginevra

da Instagram
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– Con The Prince of Venice, il suo furgone-cucina



Poi in Italia Emanuele è diventato più conteso di un divo di Hollywood. Tutte le reti televisive lo chiamavano per un’intervista, un balletto, uno sketch. E stava un po’ dappertutto: quotidiani, periodici, canali tv.

Ecco solo alcuni dei programmi che lo hanno visto protagonista nel giro di pochi anni: Ballando con le stelle, Festival di Sanremo, Miss Italia, I Raccomandati, Pechino Express, Notti sul ghiaccio.

Nel programma di Milly Carlucci, in coppia con la ballerina russa Natalia Titova, si aggiudica addirittura la vittoria con il 75% dei voti.

Ma cosa aveva di tanto speciale per attirare tutta questa attenzione? Oltre all’aura fascinosa di provenire da una famiglia reale? Il discendente diretto di Umberto II di Savoia che poi fu re soltanto dal 9 maggio al 18 giugno 1946, come dire: da Natale a Santo Stefano.

Diciamoci la verità, Emanuele aveva una capacità che non tutti possiedono: quella di non saper fare nulla. Requisito fondamentale per avere successo in televisione.

Ma poi l’eccessiva presenza in tv finisce inevitabilmente per stancare il pubblico. È un po’ quello che è successo al marziano di Ennio Flaiano, che dopo due mesi di permanenza a Roma aveva già stufato tutti.

Ecco Emanuele è stato molto più bravo, lui ha retto per quasi10 anni.

Ma adesso cosa fa? Dove si trova? Innanzitutto ha lasciato l’Italia che tanto diceva di amare. Da circa 6 mesi si trova infatti a Los Angeles, dove ha cominciato una nuova vita.

Il suo nuovo lavoro è vendere la pasta italiana agli americani.

Ha comprato uno di quei grossi furgoni che si vedono nelle feste paesane, adibiti a vendere: panini, bibite, al massimo pizzette rosse e patatine.

Emanuele è andato oltre, lui ci prepara la pasta aiutato da un cuoco professionista, e poi la vende agli americani nella pausa pranzo. Impiegati che escono svelti dagli uffici e hanno giusto una mezz’oretta per riempire lo stomaco.

L’olio e la farina gli arrivano dall’Italia, il resto lo prende a Los Angeles. Tanto gli americani sono di bocca buona e poi, soprattutto a pranzo, non vogliono andare al ristorante, e consumano il pasto anche in piedi o seduti su una panchina.

Emanuele ha un progetto ambizioso, sembra intenzionato, già da settembre, a comprare altri due furgoni nuovi per incrementare il business.

Insomma, se passate per Los Angeles andate a mangiare gli spaghetti dal nostro ultimo Savoia. Non sarà difficile riconoscerlo, gira con un furgone verniciato di azzurro, dove campeggia la bandiera italiana e la scritta: Prince of Venice, tradotto in italiano “Il principe di Venezia”.

E se alla fine non è riuscito a diventare “re d’Italia”, almeno fa il principe ambulante per le strade di Los Angeles.

Vi pare poco?

(gallery a cura di Mara Minoia)