«Continuavo a rigirarmi nel letto, la giornata era stata così eccitante che non so dire quanta adrenalina circolava nel mio corpo. Ripercorrevo con la mente ogni singolo minuto che non avrei mai voluto più dimenticare.

Intanto, il diluvio non si placava. La stanza era rischiarata dai continui fulmini e la pioggia battente si scagliava contro i vetri della finestra.

Non riuscivo ad addormentarmi. Cercavo invano la posizione ideale per prendere sonno.

Accesi la lampada sul comodino. Mi alzai, ero molto agitata. Andai in bagno, bevvi un sorso d’acqua in un bicchiere di plastica appoggiato sul lavandino. L’acqua aveva uno strano sapore ferroso e mi chiesi se avessi fatto bene a berla, ma ormai era troppo tardi. Mi guardai allo specchio e la mia vocina interiore cominciò a tempestarmi di domande.

“E ora? Quali sono le tue intenzioni? Che cosa ti frulla in testa? Non commetterai sciocchezze?”.

Non mi feci intimidire da quell’interrogatorio, e in ogni modo non potevo lasciarmi sfuggire quell’occasione, mai più si sarebbe ripresentata.

Una follia, ma avevo deciso di viverla. Forse Duccio aveva ragione. Nulla accade per caso, dovevamo incontrarci, il destino mi stava offrendo un regalo meraviglioso. Ora, toccava a me.

Indossai la vestaglia, misi alcune gocce di profumo sul collo, e con il cuore che batteva all’impazzata uscii dalla camera e bussai con delicatezza alla porta di Duccio. Dopo alcuni secondi interminabili di attesa la porta lentamente si aprì.

«Elisabetta, cosa c’è? Non stai bene?».

Rimasi estasiata nel vederlo con indosso un pigiama di seta bordeaux che evidenziava i suoi pettorali scolpiti e non mi sarebbe dispiaciuto dare anche un’occhiata agli addominali.

«No, va tutto bene, ma non voglio rimanere sola questa notte. Sarà forse il temporale…» non completai la frase, la mia voce si spezzò dalla tensione.

«Dài, entra. Sei a piedi nudi, prenderai freddo».

Entrai nella sua camera, con la testa bassa, visibilmente imbarazzata trattenendo in vita la mia vestaglia. Avevo paura che si potesse intravedere qualcosa. Credo che anche lui non si sentisse proprio a suo agio.

Dopo alcuni sconcertanti minuti fatti di sguardi e di dolci sorrisi mi disse: «Vuoi dormire con me?».

Feci un leggero segno di assenso, mi levai la vestaglia e m’infilai sotto le coperte.

Lui mi seguì.

Il cuore mi batteva sempre più veloce. Non potevo crederci. Stavo davvero vivendo un sogno.

Ero a letto con un uomo. Possibile? Ormai non pensavo più potesse accadere.

Non successe nulla quella notte, ma la ricorderò come la più bella di tutta la mia vita.

Ci tenemmo per mano, senza dire una parola. Ognuno immerso nei suoi pensieri, nei suoi desideri, e ci addormentammo così, mentre il ticchettio della pioggia scandiva il ritmo di una notte meravigliosa.

(Brano tratto da “Io all’improvviso” di Federico Toro, Reading with Joy) 


1 di 3


2 di 3


3 di 3

Reading with Joy (online e su Facebook) è un nuovo brand di editoria on demand dedicato ai temi femminili e di evasione “rosa”. I libri delle 3 collane (romantico, erotico e sex thriller) si possono acquistare su Amazon sia in edizione cartacea (a un massimo di 10 euro) che digitale in versione e-book. Sono libri caratterizzati da un agile formato pocket e una foliazione fissa di 120 pagine, che si può leggere durante un viaggio in treno o in aereo o da portare in estate in spiaggia. I primi 3 titoli sono “Fuoco” di Roselina Salemi, “Io all’improvviso” di Federico Toro e “Missing” di Annalucia Lomunno. Sono 3 tra gli scrittori già “collaudati” sul magazine “Confidenze”.