Come da tradizione il 1° gennaio torna in prima serata su Rai 1 Bolle, danza con me. Ma cosa dobbiamo aspettarci da, Roberto Bolle, il ballerino più famoso d’Italia (e forse del mondo) dopo la sfuriata che ha fatto alla Camera contro i tagli alla danza? Di sicuro, un mega spettacolo come gli altri anni. E tanti amici come ospiti. Qualche nome? Serena Rossi e Lillo che conducono la serata, e poi Ornella Vanoni e Valerio Lundini, Alessandro Borghi e Micaela Ramazzotti, Colapesce e DiMartino. E ancora gli scrittori Silvia Avallone, Nicola Lagioia, la star John Malkovich e tanti altri.

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Brescia e Amisano
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– Roberto Bolle

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Teatro alla Scala
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Roberto Bolle non ha mai manifestato apertamente il suo orientamento sessuale, volendo mantenere la propria sfera privata lontana dalle attenzioni dei media. In passato, durante un’intervista alla rivista francese Numéro Homme, aveva addirittura smentito la sua presunta omosessualità e attribuito l’interpretazione di alcune sue parole a una “non perfetta padronanza della lingua francese”.

Instagram @robertobolle, Instagram @dott.antoniospagnolo
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A ‘rubare’ il cuore dell’étoile però un anno fa è stato un affascinante chirurgo plastico milanese, Antonio Spagnolo (39). I due sono stati fotografati dalla rivista Chi durante un’uscita pubblica in un ristorante nel capoluogo meneghino.

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Nel corso degli anni Roberto Bolle non ha catturato le attenzioni del pubblico solo per la sua bravura nella danza, un vero e proprio dono coltivato negli anni con enormi sacrifici. Bello come un principe azzurro e con un fisico scultoreo, ha incuriosito il pubblico per la sua vita privata che è sempre rimasta nell’ombra.

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Roberto Bolle, classe 1975, all’età di 12 anni lascia Trino, il paesino nel vercellese dove vive con la famiglia, per entrare in una delle più prestigiose scuole di ballo italiane, l’Accademia del Teatro alla Scala.

Qui viene presto notato da Rudolf Nureyev, considerato fra i più grandi ballerini del XX secolo, che lo sceglie per interpretare Tadzio nell’opera “Morte a Venezia”. Roberto ha solo 15 anni e, a causa della giovane età, la Direzione del Teatro gli nega l’autorizzazione. Lui non vive questo evento negativo come una sconfitta, bensì  come uno stimolo a portare avanti con determinazione il suo sogno.

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Roberto Bolle, classe 1975, all’età di 12 anni lascia Trino, il paesino nel vercellese dove vive con la famiglia, per entrare in una delle più prestigiose scuole di ballo italiane, l’Accademia del Teatro alla Scala.

Qui viene presto notato da Rudolf Nureyev, considerato fra i più grandi ballerini del XX secolo, che lo sceglie per interpretare Tadzio nell’opera “Morte a Venezia”. Roberto ha solo 15 anni e, a causa della giovane età, la Direzione del Teatro gli nega l’autorizzazione. Lui non vive questo evento negativo come una sconfitta, bensì  come uno stimolo a portare avanti con determinazione il suo sogno.


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Luciano Romano
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Mondadori Portfolio
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– 2006, Roberto Bolle al Teatro alla Scala di Milano

Naturalmente, c’è la danza. Insieme alla ballerina di fama mondiale Svetlana Zakharova del Bolshoi di Mosca, Bolle omaggerà Carla Fracci danzando Giselle. Da gustarsi anche l’esibizione di Nicoletta Manni, prima ballerina della Scala, impegnata in un tango sulle note del violino di Alessandro Quarta.