La prima volta che Virginia Raffaele ha fatto ridere il pubblico è stata casuale, se non addirittura involontaria. Erede di una famiglia circense (la nonna faceva l’avanspettacolo e recitò nel film I soliti ignoti, gli zii erano clown), aveva 3 anni e viveva nel Luna Park dell’Eur di Roma dove i genitori giostrai gestivano il banco del Tiro al Cinzano e dove lei ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza. «Era stato montato un palco al centro di una piazzetta, c’erano un’orchestrina e un’asta con il microfono. Senza che nessuno se ne accorgesse, presi il microfono e dissi una parolaccia. Qualcuno rise, mentre i miei si sbrigavano a farmi scendere» ricorda con un sorriso l’attrice e conduttrice romana, classe 1980, che dopo anni di gavetta durante i quali ha provato anche a fare la stuntgirl è diventata una superstar amatissima dal grande pubblico.

Le sue non sono semplici imitazioni

Merito di un talento sopraffino, nonché della rara capacità di raccontare le sfaccettature del mondo femminile catturando l’essenza delle donne che “interpreta” (perché dire che le sue sono semplici imitazioni sarebbe oltremodo riduttivo). Che si tratti di Belén Rodríguez, Donatella Versace o Sabrina Ferilli, Virginia è una fuoriclasse che lavora come una detective per consegnarci ritratti surreali ed esilaranti: «Non sempre riesco a recuperare vecchie interviste o a conoscere ogni dettaglio delle loro vite, perciò cerco più fonti e guardo foto e film. Provo a dedurre chi sono, cosa fanno e cosa potrebbero fare, senza partire a tutti i costi dalla voce» afferma lei, cresciuta ammirando interpreti come Monica Vitti e Franca Valeri.

I risultati sono così convincenti da aver spesso depistato gli spettatori: quando si è presentata a Sanremo 2015 nei panni di Ornella Vanoni, nemmeno Carlo Verdone l’ha riconosciuta sotto il trucco. All’epoca la cantautrice milanese si arrabbiò, ma oggi sono amiche, tanto da aver duettato di recente nel brano Tu Me, contenuto nel disco Unica: «È stato un onore perché Ornella è una donna fortissima, ha fatto la storia. È come una bambina che continua a giocare: se mai dovessi arrivare alla sua età, vorrei arrivarci con quello spirito lì, con la stessa voglia di vivere» confida Virginia con voce piena di affetto da Roma, dove abita e dove, durante il lockdown, ha ripreso a coltivare la sua passione per il disegno, esercitandosi 5 ore al giorno.

La vita a 40 anni

A proposito di età, che rapporto ha con la sua? Il 27 settembre compirà 41 anni. «I 30 sono una bella fase, li ho appena festeggiat… Ah, scusa, volevo dire 25» ridacchia, prima di tornare seria. «Ci scherzo su, ma il tempo che passa mi inquieta un po’: mi sembra ieri che ne avevo 14, mentre ora sono già a 40. Tra un po’ alzerò la testa e ne avrò 59» ammette con una punta di malinconia. A scuola era la simpaticona della classe, ma fisicamente non si piaceva: si sentiva buffa e strana, con le gambe troppo lunghe e il corpo piccolo, gli occhiali e l’apparecchio per i denti.

Crescendo, ha raggiunto nuove consapevolezze: «A 20 anni non hai ancora la giusta prospettiva sulle cose, mentre a 40 hai alle spalle anni di esperienza e riflessioni. Impari a conoscerti meglio e approfondisci tanti aspetti della vita: dall’amore ai rapporti interpersonali, dal modo in cui affronti il lavoro allo stare per conto tuo» prosegue, spiegando che oggi le sue “cicatrici” non sono più ferite aperte, ma segni utili a non ripetere vecchi errori: «Non ho mai provato vergogna rispetto alle mie debolezze o fallimenti, anzi mi dà coraggio vedere qualcuno che parla dei propri, perché è una cosa normale. Impariamo a esibire le nostre cicatrici, sono una parte fondamentale della nostra identità».


«A 40 anni acquisisci una nuova consapevolezza. E capisci che gli errori sono parte della nostra vita, ci rendono quello che siamo. Io non mi sono mai vergognata dei miei»


 

È determinata a rimanere con la testa tra le nuvole e i piedi per terra: «La famiglia resta al primo posto, i miei genitori sono affetti importantissimi. Mi hanno sempre sostenuta, pur essendo realisti: non dicevano a prescindere che sarei diventata qualcuno, ma mi incoraggiavano a provare e a dare il massimo».

Il doppiaggio de I Croods 2

E la famiglia è anche al centro del suo nuovo impegno: il doppiaggio del film d’animazione I Croods 2 – Una nuova era, adesso nelle sale. Protagonisti sono due simpatici clan di cavernicoli: da un lato i Croods, che vivono all’avventura, dall’altro i Superior, che abitano in un’oasi recintata e mettono una barriera tra loro e il resto del mondo.

I Croods 2 film animazione Joel Crawford
Voci d’autore Una scena del film d’animazione I Croods 2 – Una nuova era, adesso al cinema. In questo sequel i Croods incontrano la famiglia dei Superior: Filo, Speranza e la figlia teenager Aurora (qui sopra). A doppiarli sono, rispettivamente, Alessandro Gassmann, Benedetta Porcaroli e Virginia Raffaele, mentre Francesco Pannofino presta la voce a Grug Crood.

«Il film ha un messaggio importante di fiducia verso il prossimo e ci invita a non avere paura del diverso. Queste famiglie rappresentano due modi opposti di affrontare la vita e io credo di riconoscermi, per certi aspetti, in entrambe» dice Virginia, che presta la voce all’autoritaria Speranza Superior. «A volte tendo a chiudermi quando si tratta della mia vita privata (la relazione con il comico Ubaldo Pantani è finita da tempo ma lei non ne parla, ndr), forse per timidezza o per via di insicurezze personali, ma allo stesso tempo sono attratta dall’istinto, mi piacerebbe tornare a una sana irrazionalità».

Virginia Raffaele Doppiaggio - Croods 2
Virginia Raffaele durante il doppiaggio de I Croods 2

I progetti futuri

Dopo averla “sentita” al cinema, presto la rivederemo in teatro. Il tour dello spettacolo teatrale Samus, interrotto a febbraio del 2020 per la pandemia, ripartirà da La Spezia il 20 ottobre. «Speriamo bene! Avevo fatto solo 10 date quando ho dovuto fermare tutto: ora si sono accumulate, perciò in pratica ho 4 anni di tournée davanti» dice ironica.

E se dovesse lanciarsi in un altro progetto futuro? Lei sogna un ruolo drammatico al cinema, magari diretta da Matteo Garrone o Pedro Almodóvar, ma intanto i fan la vorrebbero come concorrente della seconda stagione di LOL: Chi ride è fuori, il comedy show di Amazon Prime Video. «Avere ironia significa riuscire a vivere con leggerezza. Che non è superficialità, ma la capacità di planare sulle cose dall’alto. Riuscire a far ridere gli altri mi fa stare bene, e questo mi ha aiutato a superare anche i miei momenti difficili. Sono convinta che l’autoironia salverà il mondo, e io ho un superpotere importante: regalo al pubblico una risata. E, lo confesso, suscitare negli altri emozioni positive, anche solo per il tempo di uno spettacolo, mi restituisce tanto, è una sensazione impareggiabile».