Quando serve davvero la vitamina C: i sintomi di una possibile carenza

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Diamo un'occhiata insieme a quando serve davvero integrare la vitamina C. Sicuramente una delle vitamine più studiate e recentemente oggetto di una polemica legata al Coronavirus.

Tra le vitamine è sicuramente una delle più studiate per i numerosi ruoli biologici che assume: stiamo parlando della vitamina C altrimenti nota come acido L-ascorbico. Si tratta di una vitamina idrosolubile, che permette il funzionamento di numerosissimi enzimi e pertanto di altrettante vie biochimiche.

La presenza ubiquitaria in tantissimi alimenti, soprattutto di origine vegetale, e i fabbisogni decisamente modesti, rendono la carenza di vitamina C, nota come scorbuto, assolutamente rara ai giorni nostri.

A cosa serve la vitamina C

Data la sua attività di sostegno alla funzionalità di numerosi enzimi ed il suo ruolo antiossidante, la vitamina C presenta numerosissime funzioni:

  • azione antiossidante e protettiva;
  • sintesi di carnitina, fondamentale per il corretto metabolismo dei grassi;
  • sintesi di collagene, proteina che funge da vera e propria impalcatura dei nostro tessuti;
  • sintesi di ormoni come le catecolamine;
  • azione immunostimolante e immunoprotettiva;
  • azione coadiuvante per l’assorbimento del ferro,

Cibi ricchi di vitamina C

La vitamina C è molto presente negli alimenti di origine vegetale, e una dieta adeguata è chiaramente in grado di soddisfare ampiamente i suoi fabbisogni. Basterebbero infatti 2 porzioni di frutta e 2 porzioni di verdura ricche di vitamina C per superare, e quasi fino a raddoppiare, il normale fabbisogno giornaliero.

Tra gli alimenti più ricchi in vitamina C ritroviamo il ribes nero, i peperoni, i broccoletti, i kiwi, gli agrumi, i cavoli e i pomodori.

Ricordiamo tuttavia che questa vitamina è termolabile e fotolabile, pertanto il suo contenuto tende a scendere drasticamente dopo cottura. Ecco perché sarebbe saggio consumare, laddove possibile, questi alimenti crudi.

Sintomi da carenza di vitamina C

Come già accennato la carenza di vitamina C è fortunatamente molto rara ai giorni nostri.

Tuttavia, senza arrivare allo scorbuto, patologie tipica dei marinai del 700, stati sub-carenziali di questa vitamina potrebbero determinare l’insorgenza di questi sintomi:

  • stanchezza e astenia;
  • affaticamento;
  • gengivite e sanguinamento;
  • difficolta di rimarginazione delle ferite;
  • lividi;
  • dolore e gonfiore articolare;
  • fragilità degli annessi cutanei, unghie, capelli e denti;
  • raffreddori ricorrenti e sensibilità alle infezioni.

Importanza della vitamina C nella prevenzione

Molto più interessante, invece, è il ruolo di questa Vitamina nella prevenzione di diversi stati patologici.

Studi osservazionali hanno infatti associato basse concentrazioni di questa vtamina ad un maggior rischio di ipertensione ed eventi cardiovascolari, patologie metaboliche come il diabete, patologie oncologiche di varia natura, patologie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Nella medicina antiaging, invece, la vitamina C potrebbe costituire un valido alleato per mantenere in salute cute e annessi cutanei.

Controindicazioni all'abuso di vitamina C

L’uso per via orale di questa vitamina, soprattutto, a dosaggi elevati, potrebbe determinare l’insorgenza di disturbi gastro-enterici quali diarrea, bruciore, erosione dentale.

Il consumo eccessivo potrebbe, soprattutto nei soggetti predisposti, incrementare anche il rischio di calcolosi renale da ossalati di calcio.

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