Pasta e pane fanno davvero ingrassare? Le risposte ai dubbi più comuni

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Anche tu sei in lotta continua con pane e pasta? Ecco alcune risposte ai più comuni dubbi. Leggiamole in questo articolo

Per chi da sempre è in continua lotta con i chili di troppo e si trova a far i conti puntualmente con i tanto temuti carboidrati, inevitabilmente si sarà posto la domanda: “Ma pane e pasta fanno davvero ingrassare?”. E sicuramente, nonostante le mille ricerche, non avrà ancora sviluppato un’idea definitiva.

Nei prossimi paragrafi, proveremo a chiarire questi dubbi, rispondendo ad alcune delle più comuni domande.

1. Pane e pasta fanno male?

A questa domanda la risposta certa e sicura è NO. Come sempre, in medicina, è la quantità a fare la differenza.

Per questo motivo, da buoni cultori della sana alimentazione, il consumo adeguato di pane a pasta sicuramente non apporta danni al nostro organismo, eccezion fatta per i soggetti celiaci, i quali purtroppo non possono consumare alcun alimento contenente glutine.

In determinati casi, come nell'alimentazione degli sportivi, il consumo di pane e pasta potrebbe talvolta apportare importanti benefici. A questo punto la seconda domanda nasce sponantea…

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2. Quanto pane a quanta pasta al giorno bisognerebbe mangiare per non ingrassare e star bene?

Anche in questo caso la risposta non è banale né tanto meno scontata.

Innanzitutto, non è detto che si debba consumare quotidianamente pane e pasta. Anzi, secondo le più recenti evidenze scientifiche e le opinioni autorevoli degli esperti, sarebbe preferibile alternare il consumo di prodotti ottenuti da farine, come pane e pasta, con quello di cereali a chicco.

Qualora si volesse consumare pane e pasta sarebbe infatti preferibile optare verso varietà integrali, più ricche di fibre, cercando di mantenersi entro gli 80 – 100 g di pasta al giorno ed i 60 – 100 g di pane.

Quantità, che con le dovute accortezze, andrebbero personalizzate a seconda dello stile di vita di ciascuna.

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3. Fa più ingrassare il pane o la pasta?

Rispondendo in termini strettamente matematici, 100 g di pasta apportano circa 79 g di carboidrati e 353 Kcal mentre 100 g di pane ottenuto da farina 00 67 g di carboidrati per 289 Kcal.

Pertanto a parità di quantità consumate, secondo il mero aspetto calorico, farebbero ingrassare più 100 g di pasta che 100 g di pane.

Ma ancora una volta, questa risposta è assolutamente sui generis, in quanto non tiene conto di vari altri fattori, come il potere saziante di un alimento, gli alimenti che vengono solitamente abbinati al consumo di pane e pasta, e di altri aspetti nutrizionali.

Un esempio è rappresentato dal diverso processo di lievitazione a cui vanno incontro questi alimenti, e che renderebbe il pane più incline all’insorgenza di gonfiore e disturbi addominali.

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4. Meglio pane o pasta quando si è a dieta?

In termini prettamente calorici sarebbe preferibile consumare del pane piuttosto che della pasta, tuttavia valutando l’impatto metabolico di questi alimenti le considerazioni non sarebbero così ovvie.

Al di là delle calorie che contiene, il pane presenta di sicuro un indice ed un carico glicemico maggiore della pasta, pertanto con un effetto sui livelli glicemici ed insulenimici decisamente maggiore della pasta. In altre parole, nonostante le calorie del pane siano più basse di quelle della pasta, la maggiore disponibilità dei carboidrati contenuti in questo alimento lo renderebbe più problematico nella gestione del peso corporeo.

Pertanto, se dovessimo rispondere seccamente a questa domanda, potremmo rispondere: “meglio la pasta, soprattutto se integrale e cotta al dente”.

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5. Cosa succede se eliminiamo la pasta ed il pane dalla nostra dieta?

Considerando le abitudini più comuni dei nostri concittadini, l’eliminazione della pasta e del pane dalla dieta, principale fonte di carboidrati, determinerebbe sicuramente un brusco calo dell’assunzione di questi nutrienti.

Tale calo, se non compensato dal consumo di altri alimenti, come riso, crackers, fette biscottate (usanza abbastanza diffusa) solo per fare degli esempi, determinerebbe sicuramente una iniziale riduzione del peso corporeo, per lo più legata alla perdita di acqua. Qualora la restrizione continuasse, in un regime dietetico ipocalorico, alla prima fase di perdita di liquidi seguirebbe quella del vero e proprio dimagrimento.

Attente però a come si reintroducono: dovrete avere accortezza nel reintrodurli gradualmente, e nelle quantità precedentemente indicate.

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