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Influenza: come prevenirla e cosa fare se ci si ammala

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I consigli del virologo per scoprire in tempo i sintomi, evitare il contagio, sfatare falsi miti e curarsi tempestivamente

Febbre alta, dolori muscolari e articolari, raffreddore, tosse e perfino mal di gola. Con il freddo arriva inesorabile l’influenza. Ma come è possibile prevenirla e quali sono i consigli dell’esperto se ci si ammala?

“Se l’anno scorso sono state costrette a letto 8,5 milioni di persone, secondo gli studi condotti in Australia e Nuova Zelanda, quest’anno l’influenza dovrebbe essere di media intensità e arrivare solo, si fa per dire, a 5 milioni di casi”, spiega Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e Direttore Sanitario IRCCS Galeazzi di Milano. “Interpretare subito i sintomi, anche di chi ci sta vicino e potrebbe contagiarci, può essere utile per poterla riconoscere, evitare oppure curare”. Ma vediamo nel dettaglio.

Quali sono i sintomi

Si tratta di influenza se si hanno contemporaneamente almeno tre di questi sintomi. “Febbre alta, oltre i 38°, che compare improvvisa, dolori muscolari e articolari associati a senso di bastonatura diffuso per tutto il corpo, forte raffreddore caratterizzato da naso chiuso o che cola e, con il passare delle ore, mal di gola e tosse”, dice il virologo. “A volte si parla erroneamente di influenza che prende la pancia, ma non lasciamoci condizionare. Si tratta semplicemente di un enterovirus, ossia uno dei tanti virus che colpisce anche l’intestino e che, purtroppo fa parte del pacchetto invernale delle infezioni che all’influenza a volte si associa”, prosegue Pregliasco.

Quanto dura

Quando poi l’influenza colpisce, la sua durata può arrivare a mettere KO dai 3 ai 5 giorni. “Questo senza complicazioni. Se le cose non migliorano, o c’è una ricaduta anche con sintomi diversi, ad esempio dopo una settimana subentra la tosse, vuol dire che se prima si era in presenza solo di un’infezione virale, adesso si devono fare i conti con quella batterica. E anche in questo caso, non c’è niente da fare: bisogna armarsi di pazienza e attendere che passi”, continua il professor Pregliasco.

Come si combatte

A influenza conclamata fondamentale è ricorrere ai farmaci di automedicazione, pilastro nel trattamento delle sindromi influenzali e parainfluenzali. L’uso dei farmaci senza obbligo di ricetta deve servire ad attenuare i sintomi senza azzerarli perché, seppur sia la causa di fastidi e disagi, l’influenza fa parte del naturale processo di guarigione.Quindi va assecondata anche con il riposo che (oltre a prevenirla) può aiutare a ricaricarsi dell’energia necessaria per la ripresa. Inoltre bere molti liquidi caldi, come tisane o brodi, aiuta ad alleviare i sintomi, quali il mal di gola, oltre a idratare il corpo soprattutto in presenza di febbre. 

I falsi miti sull'influenza

Esistono luoghi comuni e falsi miti legati all’influenza e alla sua diffusione. Primo tra tutti la somministrazione dell’antibiotico.

“L’influenza stagionale, come il raffreddore, non è causata da batteri ma da virus. L’antibiotico combatte le infezioni batteriche quindi va preso solo dietro prescrizione medica per contrastare un’infezione sorta a causa dell’influenza stessa. L’uso degli antibiotici autoprescritti può rivelarsi addirittura dannoso e causare un’alterazione della flora batterica delle prime vie respiratorie, naso e gola”, spiega il professor Pregliasco.

In caso di febbre, l’antipiretico non va preso immediatamente come si potrebbe erroneamente pensare. Come dicevamo, la febbre è la risposta dell’organismo all’infezione e quindi non va azzerata, ma bisogna seguire l’evoluzione della malattia assumendo farmaci di automedicazione per controllare e alleviare i sintomi. Per questo l’antipiretico è necessario per abbassare la febbre quando questa è alta e superiore ai 38°.

Altro errore è pensare che il vaccino evita l’influenza e salva anche dal raffreddore per tutto l’inverno. “Il vaccino protegge dai virus influenzali in un anno specifico, ma non copre l’organismo dai cosiddetti parainfluenzali, per esempio quelli responsabili del raffreddore. In generale, si può dire però che chi si è vaccinato ha una bassa probabilità di ammalarsi o, se si ammala, i sintomi saranno più lievi”, spiega Fabrizio Pregliasco.

Per coloro che prediligono le cure omeopatiche si deve sottolineare che non esiste una provata efficacia nella cura dell’influenza e che quindi non possono essere considerate sostitutive del vaccino anche se, non contenendo adiuvanti come l’alluminio ma ceppi di virus inattivi e non patogeni, non sono da considerarsi pericolose.

Il periodo peggiore

Di solito, il picco massimo dell’influenza arriva in pieno inverno e si concentra nella parte più fredda dei mesi che va da fine dicembre a metà marzo, quando le temperature basse si intensificano e si prolungano nel tempo. “A determinare, dunque, la forza dell’influenza è il meteo: se questo inverno dovesse essere più lungo e rigido sicuramente si avranno molti più malati rispetto alle previsioni”, sostiene l’esperto.

Il contagio

Se in casa o in ufficio qualcuno lamenta i sintomi dell’influenza, il contagio è in agguato. Di solito si tratta di 3 giorni per gli adulti, mentre se gli “untori” sono i bambini si può prolungare fino 5 giorni. “Qui i consigli si sprecano, ma il buon senso detta legge: tenersi lontani da tutto ciò che può essere stato toccato con le mani o raggiunto dopo un colpo di tosse e uno starnuto. Ad esempio la tastiera del pc e il telefono”.

Questo in ufficio, ma in casa? “Mai mangiare o bere usando stesse posate e bicchieri dei piccoli influenzati”, suggerisce Pregliasco.

Come prevenire l’influenza

Nessuno vive sotto una campana di vetro ed evitare l’influenza non è facile anche se ci sono piccoli accorgimenti di salvataggio che si possono adottare per evitarla. Oltre, naturalmente, ad arrivare a vaccinarsi.

“Per far si che l’organismo sia in grado di combattere un semplice raffreddore o influenza, è necessario che il nostro corpo non sia sottoposto a stress particolari ma soprattutto che gli si dedichi almeno 8 ore di riposo in modo che il sistema immunitario faccia il suo lavoro e abbia il tempo di ricaricare le batterie grazie al sonno”, continua Pregliasco.

Chi non fa attività fisica inizi adesso: “Il movimento, anche una lunga passeggiata al giorno, aiuta a rendere più forti le difese immunitarie nel combattere i virus”, continua il virologo.

Bere inoltre delle spremute significa aumentare l’apporto di vitamina C che contribuisce a eliminare la spossatezza e la scarsa resistenza. Un must è lavarsi le mani regolarmente, evitare di toccarsi il naso e la bocca, eliminare i fazzoletti di cotone e usare solo quelli usa e getta gettandoli subito dopo.

Il vaccino

Capitolo a parte merita l’argomento vaccino consigliabile per i piccoli dai 6 mesi fino ai giovani di 19 anni, per le donne incinte, i malati cronici e gli over 50. “L’antinfluenzale è un salvavita per le persone fragili per le quali l’influenza potrebbe portare a delle complicanze. Il vaccino in questi casi può rappresentare un’opportunità di riduzione del rischio di contagiare persone più cagionevoli della propria famiglia e degli ambienti pubblici che si frequentano”, conclude il virologo.

 

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