Significato e interpretazione dei sogni secondo la psicologia

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    ACCESSO AL MONDO INTERIORE

    Perché sogniamo? Gli studi sul sonno e sulla funzione dei sogni sono in costante evoluzione: attualmente non è ancora stata formulata una risposta definitiva sull'argomento. Il mistero dei sogni, che fin dall'antichità ha dato vita a una complessa letteratura sul tema, continua ad affascinare, perché costituisce la porta di accesso a un universo sconosciuto: la nostra mente.

    «Gli uomini in stato di veglia hanno un solo mondo che è loro comune. Nel sonno, ognuno ritorna a un suo proprio mondo particolare» scriveva secoli fa il filosofo greco Eraclito. Secondo Tobie Nathan, etnopsichiatra francese, nel sogno si rivelano aspetti che durante la giornata rimangono nascosti: il sonno permette all'inconscio di parlare attraverso immagini significative, con le quali affrontiamo nodi lasciati in sospeso a livello cosciente.

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    I SIMBOLI DEI SOGNI

    Nel 1899 Sigmund Freud termina L'interpretazione dei sogni, pubblicato in tedesco con il titolo Die Traumdeutung, testo fondamentale della psicoanalisi. Per la prima volta si parla di inconscio e si studia il sogno come spazio dove si manifestano i desideri inconsci. Attraverso l'interpretazione analitica dei simboli presenti nei sogni si cerca di ricostruire i contenuti dell'inconscio, affinché le pulsioni più segrete possano essere rese manifeste e apparire alla coscienza.

    Il sogno rappresenta la soddisfazione di un desiderio e costituisce una manifestazione della vita psichica inconscia. Leggere un sogno significa procedere attraverso livelli diversi, tuttavia, come spiega il celebre psicoanalista austriaco, è molto difficile raggiungere lo strato più profondo fino a cogliere il senso, che spesso rimane sfuggente, materiale sepolto nelle profondità di un mondo interiore di cui conosciamo solo la superficie.

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    PERCHÉ SI DORME?

    Secondo le ultime ricerche delle neuroscienze l'attività onirica potrebbe essere connessa a una sorta di riprogrammazione necessaria per il cervello. Le informazioni e gli stimoli incontrati nell'arco della giornata verrebbero metabolizzati durante la notte: una scansione utile per cancellare ciò che non serve, digerire ciò che abbiamo vissuto, fare spazio nella memoria.

    Secondo l'etnopsichiatra Tobie Nathan possiamo considerare il sogno come «un meccanismo biologico che permette agli individui di ristrutturarsi ogni notte secondo la loro originaria programmazione e dunque di inizializzarsi nuovamente come soggetti geneticamente unici»: è il motivo per cui ogni mattina, al risveglio, ricordiamo chi siamo e dove ci troviamo, siamo in grado di sapere la nostra storia e che cosa abbiamo fatto il giorno precedente.

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    IL MESSAGGIO DEI SOGNI

    I sogni vengono prodotti quando gli impulsi neuronali generati dal tronco encefalico raggiungono la corteccia cerebrale durante la fase REM. Secondo lo psichiatra statunitense Allan Hobson questo processo è casuale, per questo sarebbe inutile un'interpretazione dei sogni. Tuttavia, la questione rimane aperta.

    Nell'antichità i sogni erano un messaggio divino: l'interpretazione dipendeva da un indovino e costituiva un momento molto importante, sacro. «Non tutti i sogni hanno la stessa importanza. Già i primitivi distinguono tra piccoli e grandi sogni. Ho analizzato molti sogni di questo tipo e vi ho rintracciato spesso una particolarità che li distingue da altri sogni. Infatti in questi sogni affiorano immagini simboliche che incontriamo anche nella storia dello spirito umano» scrive  Carl Gustav Jung, che definirà questi motivi archetipi.

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    DARE VITA AL FUTURO

    Ogni sogno porta con sé un messaggio. Fare attenzione alla persona con cui lo condividiamo è importante perché, ricorda Tobie Nathan nella breve opera Una nuova interpretazione dei sogni: «L’interpretazione fa avvenire il sogno».

    Mentre raccontiamo il sogno gli diamo forma, costruiamo un'immagine significativa, apriamo uno spazio di possibilità, ecco il senso profondo del sogno come messaggero del futuro anziché del passato. Se la psicoanalisi ci ha abituato a guardare indietro, in questo caso si apre un nuovo approccio, più simile alla funzione del sogno nell'antichità. Il sogno acquista il valore di una lettera scritta nel buio, da noi stessi a noi stessi. Un messaggio su qualcosa che abbiamo vissuto ma che non abbiamo saputo vedere. Un'ispirazione per vivere in piena consapevolezza il momento presente.

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    IL DIARIO DEI SOGNI

    Marta Giovannini, che conduce un Laboratorio dei Sogni nella città di Bologna, nei suoi corsi spiega come costruire un diario dei sogni. Il primo passo è... decidere di farlo!

    Scegli un quaderno speciale e tienilo a portata di mano, sul comodino, insieme a una matita: il momento migliore per prendere nota dei sogni è appena svegli. Evita di concentrarti su ogni dettaglio. Fondamentale è riconoscere l'emozione che ogni sogno porta con sé.

    L'obiettivo? Non si tratta di attraversare le tante tradizioni che nella storia hanno dato vita a quella che è l'intepretazione dei sogni, bensì «ridare voce al mondo onirico, alla sua storia  e all’importanza che riveste nelle nostre vite». Perché il sogno è flusso di immagini, chiave segreta del cambiamento, ristrutturazione della psiche, in grado di migliorare la relazione con noi stessi e gli altri. Un viaggio nell'anima.

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Dall'antichità ai nostri giorni, il sogno rappresenta la porta che ci mette in connessione con l'incoAnscio: un mistero su cui la scienza sta ancora indagando

I sogni costituiscono una chiave d'accesso verso il mondo interiore. Dare spazio alle emozioni profonde aiuta a entrare in connessione con i desideri e le memorie, ecco perché lavorare su se stessi costituisce uno strumento di consapevolezza e aiuta il cambiamento.

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