Dedizione e passione al servizio di un prodotto che sorprende ad ogni boccone. Il frutto di un duro lavoro e di un accurato controllo della qualità. Un sapore amato dagli italiani e ambito dai palati di tutto il mondo: il Grana Padano DOP. 

Nelle case degli italiani è un ospite fisso, anzi, è parte della famiglia: cosa c’è di meglio per concludere il pasto, arricchire un aperitivo o placare un improvviso languorino di una scaglia di Grana Padano? E il piacere di gustarlo non è certo riservato ai palati del Bel Paese, anzi, questo inimitabile formaggio si è guadagnato la palma di DOP più consumata nel mondo: nel 2015 ne sono state esportate oltre un milione e mezzo di forme, con un incremento dell’otto per cento rispetto all’anno precedente.

Un successo che nasce dal lavoro lungo, accurato e rigoroso di tanti soggetti. Sono oltre 40mila, infatti, le persone coinvolte nella filiera del Grana Padano e 132 i caseifici produttori riuniti nel Consorzio per la Tutela del Formaggio Grana Padano, ente non a scopo di lucro creato nel 1954 per vigilare sulla produzione e sul commercio di un formaggio realizzato nel rispetto di regole precise, ad esempio la zona di produzione, concentrata in sole 13 province lungo la pianura Padana con isolati sforamenti verso Trento e Piacenza. 

Il Grana Padano DOP, inoltre, si realizza esclusivamente con latte crudo proveniente dalla zona di produzione, parzialmente decremato – quindi più leggero – e munto non più di due volte al giorno da bovine alimentate secondo regole precise. Questo, insieme all’attenta lavorazione, consente di ottenere un alimento prezioso, che racchiude tutti i nutrimenti del latte, come proteine ad alto valore biologico, calcio, fosforo e magnesio, vitamine A e B, ma non il lattosio, caratteristica che lo rende adatto anche agli intolleranti.

Digeribile, ricco, facile da portare sempre con sé: lo avrebbero mai detto i monaci che lo idearono quasi mille anni fa, che quel formaggio che chiamavano caseus vetus – formaggio vecchio – sarebbe diventato un must della cucina di tutto il mondo? La storia ci racconta, infatti, che furono i monaci dell’abbazia di Chiaravalle, vicino a Milano, a realizzare nel 1135 il primo formaggio di grana, come lo chiamava il popolo per la sua pasta compatta ma granulosa.

Oggi, dopo tanti secoli, il Grana Padano DOP ha ancora una storia da raccontare, una storia fortemente radicata nelle province di produzione che, ciascuna con le proprie peculiarità, conferisce a ogni forma caratteristiche particolari in termini di gusto e struttura. È possibile apprezzare queste differenze con una degustazione orizzontale, cioè un assaggio di vari Grana Padano DOP della stessa stagionatura, ma prodotti da caseifici di regioni diverse. Il gusto finale è influenzato dalle condizioni climatiche, dalla struttura del terreno, dall’ambiente circostante, dal tipo di alimentazione e dalle razze bovine utilizzate nella produzione del latte.

Ecco dunque un Grana Padano DOP dall’aroma e dal gusto più delicati e dal profumo meno intenso nelle province di Brescia, Bergamo e Cremona; un formaggio dal profumo più accentuato e dal gusto più intenso nel mantovano e nel piacentino; mentre nelle aree collinari delle province di Vicenza, Verona, Trento e Cuneo si produce un Grana Padano DOP con sfumature olfattive ricche e aromi intensi e variegati e una colorazione paglierina della pasta.

Insomma, un capolavoro Made in Italy sempre diverso ma sempre fedele a se stesso, che non finisce mai di stupire. Scoprilo su www.granapadano.it.