I prodotti anticellulite influiscono sulla tiroide? Ne parliamo con l’esperto

Studi clinici dimostrano che si possono usare senza alcun timore di alterare i livelli ormonali tiroidei né di innescare disfunzioni sulla ghiandola. Ne parliamo con l’esperto

Da qualche anno intorno ai prodotti anticellulite aleggiano dubbi sulla presunta interferenza con il funzionamento della tiroide. Le perplessità riguardano, in particolare, le creme anticellulite che contengono gli ormoni tiroidei, che si teme possano alterare le quantità di suddetti ormoni sia nelle donne con livelli nella norma che in coloro che assumono la terapia ormonale sostitutiva per curare l’ipotiroidismo.

In realtà, gli studi più recenti confermano che le creme anticellulite a base di ormoni tiroidei non influenzano in alcun modo la funzionalità della tiroide né alterano le quantità fisiologiche o assunte per via orale.

Per fare chiarezza su questa materia controversa abbiamo chiesto delucidazioni al professore Enzo Berardesca, direttore del Dipartimento di Dermatologia Infiammatoria e Immunoinfettivologica presso l’Istituto Dermatologico S. Maria e S. Gallicano di Roma.

«Innanzitutto, va specificato che le creme anticellulite contenenti l’ormone tiroideo sono a tutti gli effetti farmaci che vanno distinti, quindi, dai cosmetici» - spiega il dermatologo - Non a caso sulla confezione riportano il bollino dell’automedicazione, in quanto sono dispositivi medici autorizzati dal Ministero della Salute.

«I farmaci topici (cioè che si applicano localmente, ndr) curano la cellulite, intervenendo sulle cause; i cosmetici, invece, trattano gli inestetismi cutanei migliorando l’aspetto della pelle, anche mediante l’azione del massaggio» - chiarisce l’esperto. La differenza tra i due prodotti anticellulite consiste nel fatto che i farmaci bloccano il meccanismo che instaura la formazione della cellulite, cioè in primis l’accumulo di liquido interstiziale nel derma dovuto a un rallentamento del microcircolo. «Ciò comporta uno stato infiammatorio che induce gli adipociti (le cellule adipose del grasso sottocutaneo) ad aumentare di volume e numero» - prosegue Berardesca.

Così la pelle comincia a deformarsi nel tipico aspetto a buccia d’arancia. «Inoltre, negli stati più avanzati dell’infiammazione della cellulite, il collagene viene prodotto in maggiore quantità fino a creare noduli e tessuto fibroso». Siamo nel caso della pelle cosiddetta a materasso. Ecco che il farmaco anticellulite deve impedire tutto ciò, in particolare sciogliere i grassi, inibire l’eccessiva produzione di collagene, responsabile (solo per la cellulite) degli stati fibrosi e ridurre la formazione di acido ialuronico (nelle zone trattate), che invece contribuisce la ristagno di liquidi.

Per il momento il principale principio attivo farmacologico in grado di intervenire sulle cause delle cellulite è la levotiroxina (da non confondere con la tirosina che invece è un enzima). Per correttezza di informazione, specifichiamo che si tratta dello stesso ormone tiroideo che si assume per via orale, con la differenza che nelle creme anticellulite è inserito sotto forma di sale sodico.

Le creme contenenti ormoni tiroidei sono sicure?
«Sì, perché la levotiroxina ad uso topico agisce solo localmente, non “facendo in tempo” a entrare nei capillari nella forma attiva. In altri termini, una ricerca dell’Università di Pisa* pubblicata su The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism ha scoperto che la pelle ha un suo metabolismo che trasforma l’ormone tiroideo in una molecola inattiva (cioè che non interferisce sui meccanismi tiroide), una volta che ha espletato la sua funzione contro le cause della cellulite. Quindi, è come se la pelle fungesse da “filtro” contro l’assorbimento dell’ormone tiroideo da parte dell’organismo: nel frattempo però ha agito nel derma laddove serve».

E come eliminiamo questo ormone inattivo? «Attraverso le urine, dove non sono state evidenziate tracce di ormoni tiroidei attivi».

Ulteriori garanzie a prova della sicurezza dell’ormone tiroideo contenuto nelle creme anticellulite? «Presso le Università di Milano** sono stati condotti degli studi scientifici comparando i risultati su donne a cui erano state applicate creme placebo e altre farmaci anticellulite. Ebbene, le evidenze non solo hanno rilevato l’efficacia dei farmaci topici per la cellulite, ma non hanno documentato nessuna alterazione dei livelli degli ormoni FT3 e FT4 nel sangue, ovvero quelli che indicano un malfunzionamento tiroideo. Né viene intaccato il valore del TSH, cioè l’ormone prodotto dall’ipofisi collegato alla secrezione degli ormoni tiroidei».

La conclusione è che le applicazioni locali di creme a base di levotiroxina non interferiscono con l’eventuale terapia per l’ipotiroidismo, che invece viene assorbita a tramite meccanismi completamente diversi, cioè sistemici.




*Santini F. et al Role for inner ring deiodination preventivo transcutanous passage of Thyroxine. The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism

**Galbiati G. et al. - Studio clinico, in doppio cieco di un preparato topico versus placebo in donne con panniculopatia edematofibrosa localizzata alle cosce, Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia

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