Quando si parla di parodontite, spesso si compie l’errore di associarla a pazienti anziani e di considerarla sostanzialmente una patologia legata alla vecchiaia e a una sorta di fisiologica “degenerazione” della salute orale.

Invece, la parodontite ha una componente genetica molto importante. Sono frequenti i casi in cui la malattia si scopre a età avanzata, ma più che altro perché quando arriva la diagnosi la parodontite ha ormai fatto danni importanti. È comportamento diffuso, purtroppo, sottovalutare alcuni sintomi d’esordio come il sanguinamento delle gengive, allarmandosi poi quando sono già presenti segnali importanti come la mobilità irreversibile del dente.

Limportanza della diagnosi precoce
Considerando il legame tra parodontite e genetica, dunque, va da sé che prima si riesce a individuare il fattore di rischio e più elevate sono le possibilità di non sviluppare la malattia o, comunque, di tenerla sempre sotto controllo senza arrivare alla perdita del denti. Nelle cliniche IMI EDN, è presente un laboratorio di ricerca interno totalmente autofinanziato, che studia le popolazioni batteriche e di virus che scatenano questa malattia e le loro correlazioni con l’organismo. Grazie anche ai risultati ottenuti da questi studi è  oggi possibile fare prevenzione primaria e prevenzione secondaria ottenendo il massimo dei risultati.

Ma non solo: come vedremo, questo tipo di analisi personalizzate consentono anche di individuare fattori di rischio legati persino ad altre patologie degenerative correlate al metabolismo osseo.

Il microbiota umano
Pochi sanno che il corpo di un individuo adulto ospita qualcosa come 100.000 miliardi di batteri, un numero molto superiore rispetto al numero di cellule che compongono l’organismo e addirittura superiore rispetto al numero di esseri umani fino ad oggi comparsi sul nostro pianeta. In questa miriade di batteri, alcuni si distinguono per la loro innocuità per la salute umana, alcuni per la loro pericolosità (patogenicità), altri per la capacità di diventare in particolari condizioni pericolosi anche se di solito non lo sono (patogeni opportunisti).

E’ bene però sottolineare come una parte preponderante di questi microrganismi siano “amici” della salute, cioè ci proteggono dalle malattie causate dai microrganismi patogeni stabilendo con l’uomo un intimo rapporto di simbiosi, e dai quali prendiamo a “prestito” geni non presenti nel nostro patrimonio cromosomico ma indispensabili per la produzione di sostanze fondamentali per la vita quali vitamine o aminoacidi non sempre sufficientemente presentati nella nostra dieta.

Queste comunità microbiche complesse e variabili sono indicate come il microbiota umano e il patrimonio genetico di cui ci arricchiscono si chiama microbioma.


Il futuro della medicina, la medicina delle 4P
Queste nuove conoscenze, acquisite grazie a nuove tecnologie e tecniche di biologia molecolare, hanno portato alla luce numerose e impensabili correlazioni tra il microbioma e la fisiopatologia umana che stanno portando al passaggio dalla medicina tradizionale alla medicina delle 4P (preventiva, proattiva, predittiva e di precisione ). Nel complesso, infatti, sta diventando chiaro che non possiamo comprendere appieno la biologia umana senza considerare questi microrganismi.

La ricerca in questo campo ha avuto un rapidissimo sviluppo grazie al superamento dei limiti tecnologici della microbiologia classica mediante le piattaforme di sequenziamento di nuova generazione che hanno permesso lo studio simultaneo di comunità di microorganismi (metagenomica).

L’impatto di queste nuove metodiche di analisi in studi di biodiversità microbica ha permesso l’accesso ad informazioni enormemente maggiori di quelle ottenibili in precedenza. 

L’accesso da parte del clinico in tempo reale a metodologie diagnostiche così sofisticate, consente:

  • di essere molto più efficaci nella terapia, personalizzando i protocolli di trattamento
  • di limitare l’uso indiscriminato e spesso inutile degli antibiotici che grava il SSN di costi enormi, creando ceppi di microrganismi resistenti anche alle molecole di nuova generazione
  • di sviluppare protocolli biologici di cura con interventi che si basano sul ripristino di una popolazione batterica ideale piuttosto che sulla eliminazione indiscriminata di microrganismi spesso fondamentali per la salute dell’uomo.

Tutto questo nelle cliniche EDN IMI è già realtà da molto tempo e permette ai medici di curare ogni paziente in maniera personalizzata e più efficace.

I test per la parodontite
La parodontite è un’infezione causata da diverse tipologie di batteri. E questi ultimi mutano da paziente a paziente, come differente è il decorso della patologia. Individuare la tipologia di batteri scatenanti la parodontite è uno step fondamentale per poi impostare una terapia di successo. Ma, prima ancora, diventa cruciale analizzare il fattore di rischio legato alla genetica.

Il test genetico è di semplice esecuzione ed indolore: in sostanza, si struscia un “cotton fioc” su labbra e lingua del paziente, accedendo dunque al suo DNA. Pensiamo per esempio che, in caso di familiarità per parodontite, i primi segnali della malattia si possono individuare già nel periodo puberale (sanguinamento della gengiva non traumatico) e riuscendo a intervenire in quella fascia d’età, si può preservare la salute dei denti recuperando completamente il problema.

Anche il test microbiologico è indolore e permette ai medici EDN IMI di “mappare” il microbiota della bocca del paziente elaborando una strategia terapeutica efficace per la remissione totale della malattia.

L’esecuzione di questi due semplici test in concomitanza con l’ insorgere dei primi sintomi parodontali permette di mettere in atto strategie di prevenzione atte a impedire l’avanzamento della malattia e la conseguente perdita dei denti. Inoltre, questi moderni test diagnostici, permettono allo staff medico di EDN di identificare in maniera precoce alcune possibili e pericolose patologie correlate alla parodontite (ad esempio l’osteoporosi), intervenendo tempestivamente con terapie preventive per  scongiurarne l’insorgenza.

Un’attenzione al paziente, dunque, completa sia sul breve sia sul lungo termine. Per un benessere a 360° e una diagnosi realmente precoce.



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