Insonnia 

Non riesci più a dormire bene: saranno le preoccupazioni o gli ormoni che alterano il tuo sonno? In ogni caso ci sono dei rimedi che possono aiutarti

di Laura D'Orsi  - 14 Aprile 2008

Che cos'è

Molte future mamme soffrono di insonnia. Questo problema si presenta di solito durante il terzo trimestre ma può capitare anche nelle altre fasi della gravidanza.

Cause

Nei primi mesi i cambiamenti ormonali particolarmente marcati, sono i principali responsabili di un'alterazione dei normali ritmi veglia-sonno. Ma contribuiscono alle notti insonni anche le preoccupazioni più o meno consapevoli  legate al cambiamento di vita che sta per avvenire. Nell'ultimo periodo, il volume del pancione che grava sulla vescica provoca uno stimolo frequente a fare pipì, anche durante la notte, costringendo la mamma a frequenti risvegli. A ciò si devono aggiungere la difficoltà a trovare una posizione confortevole, i movimenti del bambino sempre più vigorosi, e spesso anche i crampi alle gambe che colpiscono alcune mamme e che sono dovuti alla carenza di calcio, potassio o magnesio.  Secondo un'ipotesi affascinante ma non ancora dimostrata, l'insonnia materna servirebbe come "allenamento" in vista del periodo che seguirà, in cui il sonno sarà inevitabilmente disturbato dai ritmi del bebè.

Rimedi

Prima di tutto occorre seguire i consigli per un buon sonno validi sempre: andare a letto alla stessa ora, mangiare cibi leggeri la sera, scegliere un ottimo materasso. È utile durante il giorno svolgere una moderata attività fisica (nuoto, passeggiate, ginnastica dolce), e leggere un libro rilassante prima di coricarsi. Se non si riesce a dormire, meglio alzarsi e fare qualcosa di piacevole, come ascoltare un po' di musica, guardare un film divertente o applicare delle tecniche di rilassamento; insomma distrarsi in modo che i pensieri sgradevoli e le tensioni si allontanino. Per l'insonnia possono essere d'aiuto alcuni rimedi fitoterapici, sotto forma di tisane o di gocce, ma occorre farsi consigliare da un bravo erborista o dal proprio medico: alcune piante infatti potrebbero essere controindicate. Il tiglio ad esempio è innocuo, mentre non è consigliata la valeriana. Solo nei casi più ostinati il medico può prescrivere dei farmaci.

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