A 3 anni è già alle prese con i videogiochi
di Isabella Colombo - 24/03/2011
Secondo l’ultima indagine del Moige, il Movimento italiano genitori, si è abbassata l’età d’iniziazione ai videogiochi: un bambino su quattro ha solo 3 anni. Ecco perché bisogna fare attenzione
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Corbis
Secondo l’ultima indagine del Moige, il Movimento italiano genitori, si è abbassata l’età d’iniziazione ai videogiochi: un bambino su quattro ha solo 3 anni. Non sarà un po’ troppo presto?
«Sì, perché chi impara prima ha più probabilità di giocarci a lungo in futuro» spiega Federico Vigevano, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Per questo motivo bisogna fare attenzione.
Sì «Se a 3 anni un bambino trascorre più ore davanti a un video che in giardino, è un problema per il suo sviluppo psicofisico» dice l’esperto. «Se invece i minuti sono pochi, non è il caso di farne un dramma. Purché si tratti di giochi non ripetitivi o violenti, ma di brevi e divertenti situazioni in cui bisogna risolvere un problema o superare un ostacolo».
No Se il bambino è così piccolo, non bisogna lasciare che stia troppo vicino allo schermo, soprattutto se non è di ultima generazione. «La luce intermittente può provocare problemi di vista e addirittura crisi epilettiche in chi è già predisposto» avverte Vigevano.
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