L'amore è uguale per tutti 

Uno studio dimostra che a livello cerebrale l'amore è la stessa cosa per uomini e donne, etero e gay

di Sofia Natella  - 03 Febbraio 2011
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L'amore è da sempre considerato un sentimento tanto potente da non avere limiti. Ma poi, quando si parla l'amore romantico e passionale - quello che lega una coppia - sembra che ci siano insormontabili differenze: tra uomini e donne, tra etero e gay... Invece, l'amore non fa discriminazioni di sorta, almeno a livello cerebrale: nonostante come possa essere vissuto o espresso è la stessa cosa. Per tutti.

   

Lo conferma uno studio condotto dal Wellcome Laboratory of Neurobiology della UCL, in cui i ricercatori hanno analizzato l'attività cerebrale di 24 soggetti (12 uomini e 12 donne, ugualmente divisi tra eterosessuali e omosessuali), tra i 19 e i 47 anni, coinvolti in una relazione da un lasso di tempo che va da 4 mesi a 23 anni. Tutti i partecipanti hanno dichiarato di essere estremamente innamorati e di avere una relazione sessuale con il proprio partner. Durante lo studio, i partecipanti guardavano foto sia di persone dello stesso sesso del proprio partner ma per cui non provano alcun coinvolgimento romantico, sia foto del partner, e le loro attività cerebrali venivano monitorate e mappate con un particolare scanner.

   

Ebbene, i risultati hanno evidenziato che quando i soggetti si trovavano davanti all'immagine del proprio partner romantico, le mappature cerebrali registrate erano davvero molto simili tra loro, nonostante le differenze di genere, di età e di orientamento sessuale presenti tra i soggetti: tutte mostravano un intenso coinvolgimento delle regioni corticali e subcorticali del cervello, principalmente in quelle aree dove c'è un'importante produzione di dopamina, un neurotrasmettitore responsabile delle sensazioni di piacere e benessere. L'amore, insomma, è davvero universale.

Non solo. Sempre analizzando le mappature, i ricercatori hanno anche notato come, alla vista della persona amata, in tutti i soggetti ci fosse un'importante de-attivazione di estese aree della corteccia cerebrale, che hanno un ruolo cruciale nel determinare le capacità di giudizio di un individuo.

Cosa vuol dire? Che l'amore è uguale per tutti, e che rende tutti ugualmente ciechi.

   

Una curiosità: il Professor Zeki, responsabile di questo studio, ha dichiarato che l'idea di realizzare la ricerca è stata ispirata da una lettura sulle opere romantiche e dal fatto cheautori come Platone, Shakespeare, Dante, Verlaine e molti altri, esprimono il sentimento dell'amore in maniera molto simile all'interno di contesti sia etero- che omosesuali.

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