Per essere buoni amanti bisogna essere egoisti 

La qualità  indispensabile per un buon amante è dedicarsi al piacere del partner?  Sbagliato. Meglio un po’ di sano egoismo

di Sofia Natella  - 30 Giugno 2010
 

Cosa rispondereste alla  domanda: “Quali sono le qualità di un buon amante?” Probabilmente:  “Dedicarsi con passione ai desideri e al piacere del partner”. Immagino  che quindi potreste rimanere stupiti se la risposta fosse: “Concentrarsi  su sé stessi”. Essere egoisti, insomma, almeno un po’.
In effetti, sono  rimasti stupidi anche i professori della Kwantlen Polytechnic University  di Vancouver, quando hanno visto i risultati di una ricerca che avevano  condotto proprio per dimostrare che gli amanti con una vita sessuale  più appagante - e con partner più appagati - fossero quelli più altruisti e, invece, hanno scoperto il contrario.
Lo studio - Emerging Adulthood: An  Age of Sexual Experimentation or Sexual Self-Focus? - ha coinvolto 60  coppie, metà sopra e metà sotto i 30 anni, che hanno risposto a domande  riguardo il perché fanno sesso e la felicità - o meno - della propria  vita sessuale . Ebbene, le risposte hanno evidenziato che chi a letto sa  lottare (pacificamente) per saziare i propri appetiti e fa sesso come, quando e perché ne ha voglia - e non per abitudine o per esaudire  esclusivamente il desideri del tanto amato partner - è più soddisfatto  sessualmente. Non solo: soddisfa anche di più.

Infatti, come fanno  notare i ricercatori in una dichiarazione rilasciata al Vancuover Sun:  “Quando uno dei due partner diminuisce il focus su sé stesso e su i  propri bisogni, diminuisce anche la soddisfazione dell’altro partner” e, in generale, della coppia.

   

Ora viene da  chiedersi: perché? Non sognamo tutti un amante generoso, che si offra senza nulla chiedere al nostro piacere?

Certo che sì, ma,  forse, per rispondere bisogna guardare dall’altro lato della  medaglia-egoismo, alla parte costruttiva del concentrasi su se stessi:  essere egoisti, in questo senso, vuol dire saper esprimere pienamente la nostra personalità e i nostri desideri - la nostra essenza - e saperli  rincorrere, rivendicando un diritto al piacere e alla felicità che non  può esserci dato da altri se non da noi stessi. Perché lo meritiamo.
Di conseguenza, imparare questo tipo di egoismo renderà una persona ben consapevole del proprio valore, sicura di sé, propositiva, che coinvolgerà l'altra metà della coppia nelle proprie fantasie, nei propri giochi e nelle proprie emozioni. All’atto pratico: si tratta di due individui che insieme fanno un sesso più passionale, dinamico e divertente, che si travolgono a vicenda nel proprio viaggio verso l'orgasmo.

 

Ovviamente, questo non  vuol dire ignorare i desideri e i bisogni del partner: semplicemente non anteporli  ai nostri, ogni volta.

E poi, siamo sinceri: a  lungo andare un partner che abbia il piacere di qualcun altro come  unica priorità - invece che il proprio - potrebbe sembrarci quasi  innaturale, quasi privo di voglie e finiremmo con il sentirci  meno desiderati. Bisognerebbe - come al solito - equilibrare democraticamente diritti e doveri.

 

Ma c’è soprattutto una lezione che noi  donne in particolare dovremmo imparare sull’egoismo: la chiave per il great sex non è avere una qualche  dote da cortigiana, ma imparare a ricevere il piacere con entusiasmo e mai, mai, donarlo per poi usarlo come ricatto d’amore.

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