Perfino il lato A si fa il ritocchino: chirurgia estetica e genitali femminili 

Laser e punturine proprio lì. È l’ultima frontiera dei trattamenti estetici. E promette di migliorare l’eros e l’autostima a letto. Ma funziona davvero?

di Flora Casalinuovo  - 16 Dicembre 2010
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TIPS

 

Siamo partite con il ritocco al seno. Abbiamo aggiunto lifting e filler a viso e bocca. Poi è stata la volta del lato B. E ora, in questo specialissimo alfabeto, tocca al lato A.

Stiamo parlando dell’organo sessuale femminile, quella che in America chiamano Miss V (tanto per giocare con le lettere!). La tendenza arriva proprio dagli Stati Uniti dove il ritocchino intimo è routine.

La novità è che la moda è sempre più diffusa anche da noi. Parola dei luminari della Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. «Prima queste operazioni erano un tabù e si facevano in situazioni particolari» spiega Alfredo Borriello, direttore dell’Unità operativa di chirurgia plastica all’Ospedale Pellegrini di Napoli. Ovvero quando c’era un’ipertrofia (la grandezza “esagerata”) delle grandi o delle piccole labbra o del clitoride, che causa dolore nei rapporti. Oggi, invece, questi interventi sono sdoganati, complici i progressi della ricerca.

«Se non c’è un problema anatomico, ma si vogliono migliorare l’aspetto e l’autostima, si usano tecniche soft, come laser o iniezioni di acido iauluronico. Che ridanno tono a muscoli rilassati dopo il parto o regalano nuova giovinezza ai tessuti delle pareti vaginali» precisa Borriello. Una tentazione forte per donne di ogni età, dalla manager alla over 65. E la questione medica si intreccia a doppio filo con la dimensione psicologica.

«Lo dico per esperienza, alla base di questi ritocchini c’è l’insicurezza» dice Roberta Rossi, sessuologa dell’Istituto di sessuologia clinica di Roma. «Capisco la donna che dopo il secondo o il terzo figlio non si piaccia più “lì”. Ha tutto il diritto di tornare a sentirsi sensuale. Ma il problema è la signora che rincorre l’ossessione dell’eterna giovinezza intima. Anche perché, per ora, sul fronte del piacere gli studi sono contrastanti. Molte si illudono che basti una punturina per provare un piacere esplosivo e poi scoprono che non è così semplice».

     

Insomma, vale la pena di intervenire se non siamo sicure al cento per cento che, dopo, la temperatura tra le lenzuola sarà rovente? «Infatti, io lo consiglio quando le motivazioni sono anatomiche. Altrimenti, meglio essere prudenti, darsi tempo. E cercare strade alternative» precisa l’esperta. «Ad alcune pazienti ho proposto un bel corso di seduzione da frequentare con le amiche del cuore o qualche giro, con il proprio lui, a curiosare nei sexy shop di lusso o a vedere un divertente spettacolo di burlesque». L’autostima è salita alle stelle. Insieme ad altro...

   

Voi cosa ne pensate? Vi fareste un ritocchino lì sotto?

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