Di cocaina si muore 

Costa sempre meno, è sempre più tagliata. Ecco com'è cambiata la droga dei ricchi

di Neva Ganzerla  - 11 Novembre 2010
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Sono finiti i tempi in cui la cocaina era un vizio per ricchi e famosi.
 
Questa sostanza, fino a pochi decenni fa carissima e rara, è ora alla portata di tutti: si possono facilmente reperire microdosi al prezzo abbordabilissimo di 20/30 euro.
 
Questa trovata di "marketing" ha aumentato enormemente il commercio della cocaina: solo nel 2008, la polizia ha effettuato ben 96.300 sequestri.
   
Ovviamente però il prodotto in circolazione non è puro e le sostanze con cui viene tagliata rendono questa droga pericolosissima.
In moltissime partite sequestrate sono state infatti trovate tracce di levamisolo, una sostanza che può causare gravi effetti sul sangue in circolazione, come carenza di piastrine e leucociti e drastico abbassamento delle difese immunitarie.
Il che significa che è molto più facile contrarre una malattia infettiva informa più grave del normale.
 
Il risultato è che i decessi associati al consumo di cocaina segnalati in Europa arrivano a 1.000 all'anno e sono in crescita continua.
 
Il dato emerge dal relazione annuale 2010 dell'Agenzia europea delle droghe (Oedt), presentata a Roma da Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento politiche antidroga, e Linda Montanari, referente per l'indicatore "domanda di trattamento" per l'Oedt.
 
I dati affermano che tra il 2003 e il 2008 i morti per coca sono raddoppiati. In Italia sono passati da 161 a 325.
 
in Europa in quest'ultimo anno sono state inoltre circa 70mila le persone che hanno iniziato un trattamento per problemi correlati al consumo di cocaina (polvere e crack).
 
La relazione evidenzia inoltre che nel 2008 erano 14 milioni gli adulti europei (15-64 anni) che avevano provato cocaina almeno una volta nella vita e circa 4 milioni l'avevano consumata nell'ultimo anno.
 
Danimarca, Irlanda, Spagna, Italia e Regno Unito sono i paesi dell'Europa occidentale con i più alti tassi di prevalenza, che vanno dalla punta massima del 6,2% della Gran Bretagna al 2,9% dell'Italia.
 
Una gravissima emergenza che le istituzioni stanno cercando di arginare con campagne di prevenzione.

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