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La dieta vegetariana, tra scelta sana e punizione 

Uno studio inglese evidenzia come a volte la scelta alimentare vegetariana sia priva di motivazioni etiche ma possa essere legata a recondito disturbo alimentare

 - 25 Settembre 2012
Credits: 

Photoshot

 

Non accettare il proprio corpo, vederlo troppo grosso o troppo magro è, purtroppo, un fatto comune. I modelli che la tv e il cinema ci offrono ci mettono in difficoltà e spesso si pensa che basti mangiare meno per assomigliare all'attrice preferita o allo sportivo che si vorrebbe imitare. Un pensiero, ahimè, sbagliato, perché privarsi del cibo o buttarsi in diete fai da te non basta, anzi.

Il passaggio dalla dieta all'anoressia avviene quasi senza accorgersene. Si inizia a trovare giustificazioni per il poco appetito, si riducono sempre più le dosi di cibo e, a un certo punto, il fisico risulta spettrale, ma la nostra mente continua a non piacersi e non si riesce a fermare questo circolo vizioso.

Ma cosa hanno in comune l'incapacità di accettarsi, la tendenza all'anoressia e la dieta vegetariana? A dirlo uno studio pubblicato sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics,che vede nella scelta vegetariana la stessa matrice che porta ai disturbi alimentari più comuni. Rinunciare alla carne, infatti, è in molti casi una scelta estremistica che non ha motivazioni etiche o salutistiche. La ricerca, infatti, ha evidenziato come la scelta di una dieta vegetariana sia più comune in ragazze che hanno sofferto in passato di disturbi alimentari piuttosto che in donne sane. Non solo, ma ben il 68% delle donne che hanno fatto una scelta vegetariana ammettono che la loro dieta è legata a un disturbo alimentare.

Questo, però, non significa che sposare una scelta di vita vegetariana sia sbagliato o sia obbligatoriamente legato a un disturbo alimentare. Quello che però va sottolineato è come serva capire realmente perché tale scelta viene fatta. Sposare una dieta rigida, fatta di privazioni importanti, come quella vegetariana, può essere una libera scelta, ma può anche essere una forzatura, una punizione che si infligge a se stesse per raggiungere un ideale di bellezza. Essere più magre, più belle, più attraenti può portare a esasperare una scelta alimentare che di per sé è sana, ma che estremizzata diventa un disturbo alimentare similare all'anoressia.

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