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Luce blu: cos'è, i rischi e come ridurne l'impatto 

Emessa dagli schermi LCD e LED di smartphone, tablet, PC e TV, la luce blu non è sempre benefica per il nostro organismo. Scopri qui come difenderti dai suoi possibili effetti negativi

di Lidia Pregnolato

Il 30% delle persone utilizza i dispositivi digitali (smartphone, PC, tablet, TV) per circa 6 ore al giorno, il 14% per circa 10 ore.

Tutti questi strumenti, utilizzati per lavoro o per svago, emettono la cosiddetta luce blu. Presente naturalmente nel sole ed emessa artificialmente da dispositivi LCD e LED, la luce blu ha una lunghezza d’onda corta e quindi maggior frequenza ed energia.

L’esposizione a tale luce influenza il ciclo circadiano in quanto è in grado di inibire la produzione di melatonina, responsabile dell’equilibrio sonno-veglia e può quindi dar luogo a insonnia, irritabilità e cali di attenzione.

Ma non solo, da un punto di vista fisico la luce blu può arrecare anche danni – anche permanenti - agli occhi e alla vista.

Per difenderti e limitare i problemi fai un uso moderato di tali dispositivi, tienili alla giusta distanza, non posizionarli nella camera da letto e fai regolari controlli dal tuo oculista.

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