Accettarsi con serenità 

Nessuno è perfetto: facile a dirsi. Difficile a metterlo in pratica. Ecco come imparare ad accettarsi - nel corpo e nella mente - con serenità. Per vivere meglio con sè e con gli altri.

di Alessandra Montelli
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Uno dei buoni propositi per il 2012 potrebbe essere quello di accettare se stessi, anche se non si è perfetti

L’anelito alla perfezione è spesso ricorrente: molte persone non riescono ad essere serene e ad accettarsi per quel che sono e come appaiono se stesse e agli altri. Perché accade questo?

Secondo il professor Roberto Pani, psicoterapeuta a Bologna e docente di Psicologia Clinica all'Università di Bologna, uno dei responsabili di questa mancata accettazione di se stessi potrebbe essere il pensiero inconscio che farebbe costruire dentro di sè una sorta di 'sillogismo razionale' del tipo: "se io sono perfetta, nessuno avrà alcunché da criticare di me: così non sarò rifiutata nè criticata, e quindi sarò accettata".

Il punto è che le persone perfezioniste fanno di tutto - o almeno tentano - per avvicinarsi alla perfezione. Anche se non ci riusciranno mai. Lo scopo finale è quello di essere accettati. Da chi? Ecco che ritorna il pensiero inconscio: "dagli altri, forse originariamente non deluderò le aspettative dei genitori, delle sorelle più grandi o dei fratelli vicini psicologicamente ai genitori. Forse non deluderò e sarò degna delle amiche più belle, più raffinate, più intelligenti di me, più mature, quelle che ci sanno fare molto più di me...".

Peccato che la perfezione non esiste e sarebbe meglio dare valore a se stessi perché le nostre caratteristiche sono originali e importanti. Solo l’insicurezza può rappresentare un problema. Ma non possiamo alimentare un circolo vizioso

Per evitare che l'insicurezza ci ammorbi è bene elaborare le cause che ci hanno portato ad essere insicuri.
Dal punto di vista pratico, è meglio per noi - e la nostra serenità - "accettare e comprendere che i difetti non esistono in sè, ma esistono solo nel vivere se stessi come inadeguati: altrimenti si continua a far crescere l’insicurezza che si basa su fantasmi persecutori che sono tormentosi e non risolvono niente, anzi aggravano la situazione perché diventano vere e proprie ossessioni." - prosegue lo psicoterapeuta.

Accettiamo di essere come siamo e cerchiamo di migliorarci con serenità puntando non alla perfezione, ma alla positiva concretezza delle nostre caratteristiche. E' fondamentale non guardare a chi dovrebbe giudicarci come quando eravamo bambini: in questo modo eviteremo di mantenere inconsciamente la odiata, ma anche cercata dipendenza dallo sguardo censore degli altri (ma che ormai abbiamo interiorizzato).

Suggerimenti pratici per accettarsi con serenità?
- Comprendere che non conviene combattere contro i mulini a vento, ma darsi 'provvisoriamente' un po’ di fiducia e di coraggio nel valorizzare se stessi.

- Essere orgogliosi (o quasi) di quel che si è, non vergognarsi di un difetto fisico, tipo un naso non perfetto, un volto dai lineamenti non regolari o qualche chilo in più, che con la volonta e l’amore per se stessi tenderà a sparire.

- Rivolgersi a rimedi pratici che risolvono effettivamente qualcosa che viviamo come 'non perfetto', anche se la soluzione non sarà mai perfetta in sè, ma sarà 'la migliore delle soluzioni possibili' (parafrasando Leibinz).

- Infine non rimanere passivi e lamentarsi di non riuscire a essere come l’altro, che idealmente ha il prato più verde del nostro. Attivarsi concretamente per migliorare puntando non alla perfezione ma alla valorizzazione di se stessi. Per essere se stessi al meglio.

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Si ringrazia la collaborazione del Prof. Roberto Pani, psicoterapeuta di orientamento psicoanalitico, docente di Psicologia Clinica all'Università di Bologna.

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