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Dionea

È soprannominata l’Acchiappa-mosche di Venere per la bellezza delle trappole, fatte da due lobi di foglie che si chiudono molto velocemente. Una volta sfiorati dalla preda, i denti sui lobi fanno scattare
il meccanismo di chiusura. La digestione ha inizio e le due metà si riaprono alla fine del processo. Ogni trappola è in grado di funzionare solo tre volte.

Piante carnivore ammaliatrici

Con diversi stratagemmi attirano, intrappolano e mangiano le loro prede, in genere insetti. Ecco lo stupefacente mondo delle “orche verdi”!

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Nepenthes

Di origine tropicale, odia la siccità e cresce bene in serra: se non ne hai una, va bene anche il bagno di casa a patto che sia luminoso. Le sue trappole a forma di cono (cm 30) son protette da un cappello che impedisce all’acqua di entrare e diluire il liquido digestivo, e si formano progressivamente all’estremità delle foglie. La parte superiore è ricoperta da una sostanza zuccherina che attira gli insetti, che scivolano lungo le pareti lisce del cono prima di annegare nel liquido. Le foglie hanno una durata maggiore dei coni predatori, che si seccano con molta velocità. Le Nepenthes possono essere coltivate solo in interni.

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Utricularia

Questa pianta deve il suo nome alle sue trappole a forma di piccole otri (nella realtà sono foglie sotterranee che hanno subito una trasformazione) che risucchiano le prede prima di richiudersi. Non è facile riuscire a osservare questo sistema se non si coltivano in un contenitore trasparente. Le foglie aeree assicurano la fotosintesi, mentre i fiori hanno colori e forme seducenti che assomigliano a quelli di alcune varietà di orchidee. Le Utricularia possono essere terrestri o acquatiche.

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Drosera

All’estremità dei suoi peli colorati ci sono goccioline di una sostanza appiccicosa. La preda, attirata dai colori brillanti, vi si posa e rimane prigioniera: dimenandosi per liberarsi, peggiora la situazione appiccicandosi sempre più, e favorendo la secrezione degli enzimi digestivi della pianta. In estate piccole spighe di fiori compaiono al centro della rosa creata dalla disposizione delle foglie.

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Sarracenia

La trappola è una foglia a forma di cono eretto, di differenti colori, spesso maculata e grande. L’estremità superiore è ricoperta da una sostanza che attira gli insetti. Una volta entrati non hanno chance di uscire: i peli che rivestono l’interno del cono li ostacolano. Le trappole di questa pianta possono sopravvivere diversi mesi prima di seccarsi e la loro fioritura è davvero spettacolare.

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Pinguicula

Il suo nome deriva dall’aspetto pingue delle sue foglie ricoperte di colla, che si arrotolano intorno ai  malcapitati insetti. Nel mezzo delle foglie, che formano una rosa verde chiaro, crescono steli sottili ricoperti di fiori di svariati colori.

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