Capita anche a te di ritrovarti le tasche piene di scontrini vecchi? E poi magari, quando è il momento di recuperarne uno per un cambio merce, l’unico che ti serve non si sa dove sia finito. Tutto questo sta per finire: la commissione Finanze della Camera ha approvato infatti la risoluzione che porterà al graduale superamento degli scontrini fiscali stampati su carta. Gli esercizi commerciali si dovranno dunque dotare di strumenti tecnologici per la memorizzazione elettronica.
La risoluzione della commissione Finanze della Camera
Se ne parlava da tempo, e ora il cambiamento è iniziato. La commissione Finanze della Camera, presieduta dal Marco Osnato, ha approvato una risoluzione presentata dal deputato di Fratelli d’Italia Saverio Congedo. Il testo, approvato all’unanimità, impegna il Governo Meloni ad adottare misure che portino al superamento graduale degli scontrini cartacei a partire dai prossimi anni. I negozianti, dal 1 gennaio 2027, dovranno dotarsi di «strumenti tecnologici per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi». L’Agenzia delle Entrate contestualmente dovrà essere fornita di un «sistema predisposto per la generazione e trasmissione del documento commerciale all’acquirente anche in formato digitale». La risoluzione andrà poi tradotta in una legge ad hoc.
Cosa cambia
In sostanza il negoziante non sarà obbligato a stampare lo scontrino cartaceo, qualora il pagamento avvenga tramite Pos. La stampa potrà sempre avvenire su esplicita richiesta, mentre il documento verrà comunque inviato via sms o email al cliente.
Il perché dell’addio agli scontrini di carta
Il motivo dietro alla risoluzione è sostanzialmente di natura ambientale. Ogni giorno vengono emessi migliaia di scontrini, che non possono essere smaltiti come carta comune perché contengono additivi chimici che la rendono non riciclabile. Inoltre la loro realizzazione comporta l’abbattimento di alberi e l’utilizzo di acqua. Insomma, il singolo scontrino non è un problema ma moltiplicato per la quantità prodotta quotidianamente, l’impatto ambientale è rilevante. Si tratta inoltre di «un grande segnale di attenzione ambientale e di sano utilizzo dell’innovazione tecnologica nel rapporto tra esercenti e fisco e tra esercenti e consumatori. Un mezzo per semplificare la vita a cittadini e imprese, ridurre i costi, e favorire una piena digitalizzazione del sistema fiscale».
Le fasi del cambiamento
L’abbandono degli scontrini di carta per chi paga col Pos non sarà repentino ma avverrà gradualmente e seguendo fasi prestabilite. Già dalla legge di bilancio 2024 era stata introdotta una misura preparatoria: a partire dal 1° gennaio 2026, sarà obbligatorio collegare il Pos e i registratori telematici. In questo modo si invieranno all’Agenzia delle Entrate i dati aggregati dei pagamenti elettronici giornalieri.
- La prima fase: dal 1 gennaio 2027 i punti vendita della GDO saranno i primi a dire addio all’obbligo di stampare gli scontrini cartacei.
- La seconda fase: dal 1 gennaio 2028 saranno i negozianti che superano una determinata soglia di fatturato a non stampare più gli scontrini.
- La terza fase: la norma riguarderà tutti gli esercenti e lo scontrino fiscale su carta non sarà più obbligatorio.