pegging

Quando è lei a penetrare lui: ecco cos’é il pegging e come farlo

Forse ne avete colto il riferimento in Deadpool, forse lo avete visto in Weeds o, se siete un po’ più birichine, magari vi ci siete imbattute su Pornhub: ecco cos’è il pegging e come farlo.

Pegging: cos’è?

Magari lo sapete già, magari non ne avete mai sentito parlare. Fino a vent’anni fa la parola pegging nemmeno esisteva (o, meglio, non esisteva nel lessico erotico). Poi, nell’estate del 2001, lo scrittore e attivista LGBTQ+ Dan Savage (noto ai più per la sua piccante rubrica su Internazionale) lanciò una gara di neologismi per definire questa pratica, che già allora iniziava a essere sempre meno clandestina e sempre più diffusa. E fu così che il termine pegging iniziò a definire la pratica sessuale nella quale una donna penetra analmente un uomo indossando un dildo strap-on (per le più caste: un dildo strap-on è un dildo che si aggancia a una harness, un’imbracatura che si indossa più o meno come una mutandina). Insomma, usando un linguaggio piuttosto retrò: nel pegging i ruoli si invertono, e lei da passiva diventa attiva e viceversa (vi avevamo avvisati che avremmo usato un linguaggio retrò!).

Pegging = omosessualità?

Beh, ma se un uomo ama il sesso anale (“ricevuto”, e non “dato”) vuol dire che è omosessuale, no? No. Il piacere derivato dalla stimolazione anale è del tutto indipendente dall’orientamento sessuale (e ne parleremo tra poco), e quindi il pegging può piacere a un uomo indubitabilmente eterosessuale. Tant’è che originariamente, quando si parlava di pegging, si faceva riferimento proprio a una coppia formata da una donna cisgender e da un uomo cisgender, e solo più recentemente si è iniziato parlare di pegging anche quando la penetrazione anale viene effettuata da un uomo su un uomo o da una donna su una donna (o, ovviamente, anche da e a chi non si riconosce in una divisione binaria di generi). Il pegging è oggi più conosciuto e diffuso di ieri proprio perché, probabilmente, visioni tossiche di “maschio” e di “virilità” iniziano a vacillare e gli uomini riescono a pensare al proprio piacere sessuale senza temere di sentirsi “meno” o senza pensare di dimostrare perennemente di essere “più”.

Perché agli uomini piace il pegging

Una “scoperta” piuttosto recente per gli uomini è proprio il piacere anale. Non perché prima non fossero dotati di ano, di prostata, di punto P e di punto L, ma solo perché è da poco tempo che gli uomini si sentono legittimati a guardare al di là del proprio pene. E da qualche anno a questa parte si sente molto più facilmente parlare di stimolazione dell’ano e di massaggio prostatico, e dildo, vibratori e butt plug specificamente pensati per lui sono sempre più diffusi. E così i meno timidi e reticenti hanno la possibilità di lanciarsi, da soli o accompagnati, nell’esplorazione del proprio lato B. E di scoprire che ha molto da offrire: l’ano è dotato di tante terminazioni nervose quante ne ha il glande (oltre 4000), e poi c’è lei, la prostata. La prostata è quella piccola ghiandola posta a pochi centimetri dall’ingresso anale che, oltre alle funzioni squisitamente fisiologiche, è in grado di far sperimentare un piacere decisamente intenso al suo possessore. Tanto che, per molti uomini “convertiti” alle gioie del sesso anale, l’orgasmo anale o orgasmo prostatico è il piacere più grande a cui un uomo possa andare incontro. Ed ecco spiegato il successo del pegging sul pubblico maschile. Ma non è tutto qui: per molti uomini al piacere fisico si aggiunge l’eccitazione di sentirsi in qualche modo dominati dalla partner e di poter delegare a lei il ruolo di “responsabilità”, potendosi permettere di dedicarsi così solo alle proprie sensazioni.

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Perché alle donne piace il pegging

E se agli uomini il pegging piace, le donne non sono certo da meno. La ragione principale per cui le donne amano praticare il pegging è di natura psicologica, ed è da rintracciare, anche in questo caso, nell’inversione dei ruoli. Con indosso uno strap-on, una donna sente di assumere immediatamente quella “responsabilità” che il partner volentieri delega: è lei a portare i pantaloni (diciamo così, insomma) e ad avere il controllo sul rapporto sessuale. È lei a decidere tempi e modalità della penetrazione e a dominare su di lui. Ovvio che dominazione e sottomissione siano “finti”: in una relazione sana non c’è un partner “attivo” e uno “passivo”, ma il sesso viene fatto e agito da entrambi (e come il BDSM ci insegna, anche i ruoli di sottomesso e dominante sono in realtà il frutto di decisioni paritarie e partecipate da entrambi). Ma nel caso del pegging sentire di “stare sopra” regala alla donna un piacere nuovo e inebriante. E con i dildo strap-on più moderni il piacere è anche decisamente fisico: spopolano ormai dildo doppi (con una parte che si inserisce anche in vagina) e harness con vibratore integrato, per stimolare il clitoride a ogni spinta.

“Mi piacerebbe, ma…”: come parlare di pegging al/la partner

Il pegging è una vostra fantasia erotica ma non sapete come chiedere alla vostra lei di penetrarvi, o come dire al vostro lui che vorreste indossare un’harness? Come per tutti i desideri erotici, la chiave è il dialogo. In particolare per una pratica come il pegging, che richiede sicuramente una certa preparazione, sia pratica (un dildo strap-on non ce l’hanno tutti già pronto nel comodino) sia emotiva (è un desiderio che ad alcuni/e può apparire “strano”). Se non siete abituati a parlare di fantasie erotiche, un buon modo per rompere il ghiaccio può essere chiedere al vostro lui o alla vostra lei di “confessarvi” qualche sogno nascosto e, una volta tirato fuori l’argomento, capire la reciproca disponibilità a passare dalla fantasia alla realtà. Vietato offendersi se l’altro/a non condivide il vostro desiderio: è fondamentale che nessuno dei partner si senta in alcun modo forzato. Se siete una coppia più abituata a sperimentare pratiche “inusuali” potete sfoderare la proposta anche in modo più ardito, e magari azzardare anche un pacchetto regalo con all’interno tutto il necessario per la vostra prima sessione di pegging.

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Pegging: come farlo

Ed eccoci alla parte pratica. Come si fa il pegging? Ecco a voi gli step per un pegging perfetto (e anche sicuro): tutto il resto sta alla vostra fantasia!

  • Scegliete lo strap-on giusto

Nei sexy shop, fisici o virtuali, potete trovare davvero di tutto per il pegging. Per le prime volte, però, è sicuramente meglio optare per un dildo di dimensioni piccole o medie e scegliere un’harness (di cui va ovviamente verificata la compatibilità) facile da indossare, come per esempio quelle a forma di slip. Meglio ancora optare per un kit strap-on “all inclusive” o per un’imbracatura con dildo integrato. Quando poi sarete degli esperti, potrete sbizzarrirvi con modelli e dimensioni e persino osare un dildo strapless!

  • Indossate lo strap-on

Prima di passare al dunque, può essere consigliabile ritagliarsi del tempo per capire come “funziona” l’harness. Provate a indossarla, regolatela se ha cinghie regolabili, e inserite il dildo nell’apposita fessura (se non è integrato). Provate a muovervi e familiarizzate con il vostro nuovo pene!

  • Preparate il “terreno”

Se non avete mai inserito niente nell’ano del vostro lui, iniziare con un dildo potrebbe essere un po’ eccessivo. Prendete familiarità con questa zona inesplorata giocando con le dita, con il sesso orale, o con piccoli anal plug o palline anali.

Dovrebbe valere anche per il sesso vaginale, ma è assolutamente obbligatorio per il sesso anale: usate tanto, tanto lubrificante. Sceglietene uno che sia compatibile con il materiale del vostro dildo e che abbia una lunga durata e abbondate con le quantità. Una buona lubrificazione renderà la penetrazione più piacevole e soprattutto eviterà lacerazioni e ferite.

  • Andateci piano

Mettete in campo la vostra esperienza e pensate a come vi piace essere penetrate, e in particolare a come avreste voluto essere penetrate le prime volte. Siate delicate e lente nei movimenti. Appoggiate la punta del dildo sull’ano e spingete dolcemente, chiedendo al partner di respirare a fondo e di rilassarsi.

  • Scegliete la posizione giusta

Il pegging può essere effettuato in tante posizioni diverse, dalle più semplici alle più acrobatiche. Ma all’inizio le posizioni consigliate sono il missionario (con lui sdraiato con un rialzo sotto il sedere e voi inginocchiate davanti), che permette di avere un costante feedback guardandosi in volto, e il doggy style, che facilita la penetrazione anale.

  • Parlate apertamente

Prima, dopo, durante. Il vostro pegging dura da quando iniziate a parlarne la prima volta a quando vi racconterete a vicenda cosa avete provato. Condividete tutto (dubbi, perplessità, dolori, ma anche e soprattutto, auspicabilmente, gioie) e siate pronti, in ogni momento, a fermarvi, ad accelerare o ad aggiustare il tiro.

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