Capita a volte che qualche cuscinetto di tessuto adiposo localizzato non ti faccia sentire a tuo agio. Potrebbe essere localizzato sui fianchi, o sull’addome, o magari sulle braccia. Sport e alimentazione sana sono sempre i principi da cui partire, ma non sempre bastano da soli per ottenere i risultati che desideri. Se vorresti rimodellare la tua silhouette per stare meglio con te stessa, la criolipolisi potrebbe essere un’alternativa su cui riflettere. Si tratta di una tecnologia avanzata che sfrutta l’azione del freddo sulle cellule adipose per far sì che queste vengano eliminate dall’organismo.
Gli effetti del freddo sui tessuti adiposi
Alla base della criolipolisi c’è il principio termico per il quale il grasso si riduce se congelato. Attraverso il trattamento dunque, le cellule adipose localizzate nel tessuto sottocutaneo vengono sottoposte a cristallizzazione a seguito del raffreddamento. Successivamente, proprio come le altre cellule morte, vengono trasportate e processate dal sistema linfatico ed espulse naturalmente dall’organismo.
In cosa consiste la criolipolisi
In sostanza la criolipolisi è un processo di rimodellamento del corpo che consiste nell’eliminazione delle adiposità localizzate. Si tratta di un’alternativa non chirurgica alla liposuzione, che non danneggia la pelle e i tessuti circostanti la zona interessata. La pratica è indolore (salvo l’insorgenza di effetti collaterali) e che non necessita di convalescenza. I trattamenti sono personalizzati sulle esigenze morfologiche e anatomiche della persona che la sceglie per rimodellare la silhouette, e i risultati sono graduali e molto naturali.
Quali sono i risultati della crioliplisi
Dopo due o tre settimane dal trattamento sono apprezzabili i risultati della criolipolisi. La perdita media sarà tra i 3 e i 15 millimetri per un totale di 2 cm sulla circonferenza, a seconda dello spessore iniziale del tessuto adiposo. Ogni seduta può eliminarne anche il 25% del totale. Già dopo un’unica applicazione è evidente il risultato, ma il trattamento più essere ripetuto laddove necessario una volta trascorsi 2-4 mesi.
In quali aree del corpo dà risultati migliori?
La criolipolisi non serve a dimagrire, ma è una tecnologia avanzata efficace per ridurre il tessuto adiposo localizzato. La sua efficacia si riscontra particolarmente su zone come addome, fianchi, braccia, interno e parte esterna delle cosce, ginocchia e schiena. Sarà comunque un medico a consigliare il trattamento e stabilire gli intervalli tra le sedute e il numero necessario.
A chi è adatta
La criolipolisi è una procedura non invasiva che potresti scegliere se desideri eliminare piccole quantità di grasso localizzato, come ad esempio sui fianchi, l’addome o le cosce, e hai uno stile di vita sano. È adatta a te se sei vicina al tuo peso ideale ma desideri migliorare l’aspetto di alcune zone specifiche, senza dover ricorrre a interventi chirurgici. Tuttavia, è sempre importante consultare un professionista prima di decidere.
Quanto costa il trattamento
La criolipolisi è un trattamento piuttosto efficace, ma prima di sceglierlo dovrai tenere bene a mente che i costi potrebbero essere elevati. Una sola seduta arriva a costare anche 750 euro e potrebbe esserne necessaria più di una per ottenere l’effetto che desideri. Queste variano in misura della quantità di tessuto adiposo da trattare e dalla risposta individuale del corpo. I professionisti di solito consigliano di fare più sedute a distanza di alcune settimane per migliorare l’efficacia del trattamento.
Effetti collaterali
La criolipolisi è una tecnica di rimodellamento corporeo piuttosto sicura e con effetti collaterali generalmente lievi e poco frequenti, anche se non mancano casi di complicazioni gravi come quello di Linda Evangelista. La pelle potrebbe restare arrossata per alcune ore dopo il trattamento. Potresti notare la comparsa di ecchimosi, formicolio, intorpidimento locale o crampi. Questi si risolvono comunque generalmente nell’arco di 7-14 giorni anche se a volte il recupero potrebbe essere più lento. Potrebbe presentarsi anche un dolore ad insorgenza tardiva (circa 2 settimane dopo la procedura): una circostanza verificatasi solo nello 0,1% di chi si è sottoposto alla procedura. Il problema si è comunque risolto spontaneamente.