I pregiudizi sulle mamme lavoratrici

L'idea diffusa è quella che si possa essere una donna in carriera o una buona madre, ma che le due cose non possano andare a braccetto. Questo è vero solo in parte e solo in alcuni casi, spesso relativi al sistema di welfare di un Paese. Diversi, infatti, sono gli esempi di donne che riescono a conciliare la famiglia con la carriera, se messe nelle condizioni di poterlo fare.

Persino alcuni studi hanno dimostrato che le madri lavoratrici sono più propense dei colleghi a prendere di petto le situazioni di crisi e questo proprio grazie alla loro predisposizione in quanto madri. Ecco, quindi, quali sono i 7 stereotipi da smentire quando si parla di una madre sul lavoro.

 

7 luoghi comuni da smentire sulle madri che lavorano

Unire carriera e famiglia è possibile. Sfatiamo i 7 stereotipi più fastidiosi sulle mamme lavoratrici

Essere madre è un po' una magia. Mettere al mondo un figlio è un'esperienza indescrivibile, che rende in un certo senso onnipotenti. Nel preciso istante in cui gli occhi del neonato incontrano quelli della madre, niente ha più senso per lei. La priorità diventa una e una sola: prendersi cura del proprio bambino.

Questo però non significa che una donna non possa essere parallelamente capace di gestire il resto della sua vita come faceva prima. Nonostante dimostrino continuamente di essere in grado di rendere possibile l'impossibile, molte donne continuano a dover fare i conti con una serie di pregiudizi per cui l'essere madre diventa un problema nel mondo del lavoro.

La realtà, però, è ben diversa: abbiamo raccolto 7 fastidiosi luoghi comuni sulle madri che lavorano e li abbiamo messi in discussione, uno per uno.

Non possono essere presenti in famiglia

Molti credono che una madre che fa bene il suo lavoro non possa essere presente in famiglia. Questa è una delle critiche più diffuse, nonostante sia tra le più irritanti. Mentre un uomo che fa carriera può essere considerato un bravo padre, perché lo stesso non può succedere per una donna? Una madre può essere concentrata sul suo lavoro durante l'orario d'ufficio e essere ugualmente devota nei confronti dei figli per il resto del tempo.

Sono inaffidabili

Le mamme lavoratrici sono dipinte spesso come inaffidabili semplicemente perché spesso si ritrovano a dover gestire delle emergenze familiari. Questo perché nella maggior parte dei casi sono proprio le donne quelle ad essere chiamate per prime in caso di problemi dei figli, rispetto agli uomini. Studi recenti, però, dimostrano che le aziende che supportano le madri lavoratrici con permessi, flessibilità e politiche di salvaguardia dei loro diritti ottengono maggiori risultati. Inoltre ogni mamma sa perfettamente come tenere separati i due ambiti - familiare e lavorativo - e non c'è nessun legame tra l'essere una madre che lavora e l'essere inaffidabile.

Lavorano per non occuparsi della casa

Molti pensano che una donna abbia fretta di tornare al lavoro dopo la maternità per non doversi occupare delle faccende di casa. Come se avere a che fare con scartoffie o stress di vario tipo relativi al lavoro sia più divertente. A nessuno piace mettere ordine e fare pulizie (se si esclude Monica di «Friends»), ma questo non significa che una madre voglia lavorare per sfuggire ai suoi compiti. Fare il bucato o cucinare quando si è stanchi è traumatico per una madre così come lo sarebbe per un padre. Andare al lavoro non è esattamente la stessa cosa che andare a rilassarsi in una spa.

Lavorano per non prendersi cura dei figli

Avere dei figli rivoluziona la vita e spesso è sfiancante riuscire a gestire tutto. Ma questo non significa che una madre voglia liberarsi di loro. È vero, ci sono momenti in cui si vorrebbe qualche momento in più per se stesse, spesso quando si torna a casa la sera con il carico di stanchezza della giornata, ma nessuna mamma vi risponderà che preferirebbe che i figli non esistessero.

Lavorano per sentirsi importanti

Riuscire a conciliare carriera e famiglia per ogni donna è motivo di vanto, ma questo non significa che una madre lavori solo per dimostrare qualcosa a qualcuno, se non a se stesse. Sono diversi i motivi che spingono una mamma a tornare in pista dopo la pausa maternità e sono gli stessi che potrebbe avere qualsiasi uomo: perché amano il loro lavoro, perché vogliono (o devono) contribuire economicamente al mantenimento della famiglia, perché sono ambiziose e tante altre ragioni che non hanno bisogno di giustificazioni.

Le donne che rinunciano al lavoro sono tristi

Essere madre è già difficile di per sé, indipendentemente dal fatto che una donna lavori o no. La lunga diatriba tra le donne che decidono di tornare in ufficio dopo la gravidanza e quelle che preferiscono rinunciare alla carriera per stare a casa con i figli non esaurisce del tutto la questione. Alcune sono felici di lasciare il lavoro e occuparsi delle mura domestiche e della famiglia, altre che dopo averlo fatto sono tristi e rimpiangono la loro vecchia vita. E quest'ultima ipotesi di sicuro non fa bene né alla mamma né al bambino. Allo stesso modo ci sono donne che credono che per loro e la stabilità famigliare sia meglio continuare a lavorare. Ogni scelta ha i suoi pro e i suoi contro.

Non si possono conciliare le due cose

Il risultato di tutti gli stereotipi più comuni è quello per cui si ritiene che per una donna sia impossibile bilanciare lavoro e figli e che non si possa eccellere in entrambi gli ambiti. Diversi studi in realtà hanno dimostrato che i figli di mamme lavoratrici ottengono a loro volta maggiori successi. Essere madri è un lavoro a tempo pieno che tiene impegnate 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ma ciò non significa che non possano anche focalizzarsi su altro, come la carriera. E che, anche da casa, non sia possibile svolgere a pieno il proprio lavoro.

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