Una nuova ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) sfida una delle convinzioni più diffuse riguardo all’obesità: l’idea che nelle società moderne si ingrassi perché si consumano meno calorie a causa di stili di vita sedentari. Lo studio, dal titolo «Energy expenditure and obesity across the economic spectrum», dimostra che il dispendio energetico quotidiano delle persone è sorprendentemente simile in tutto il mondo, indipendentemente dal livello di sviluppo economico del Paese in cui vivono.
Cosa ha scoperto lo studio?
Gli scienziati hanno analizzato i dati raccolti da oltre 5.800 individui provenienti da 29 Paesi diversi, utilizzando una tecnica di misurazione in grado di valutare con la massima precisione quante calorie vengono effettivamente bruciate durante le attività quotidiane. I risultati mostrano che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le persone che vivono in contesti più industrializzati non consumano meno energia rispetto a chi vive in Paesi a basso o medio reddito. Il numero di calorie bruciate ogni giorno si mantiene infatti su livelli simili, a prescindere dal tipo di vita condotta o dall’economia nazionale.
Ciò porta a una conclusione fondamentale: l’aumento dell’obesità nei Paesi sviluppati non è dovuto al fatto che le persone bruciano meno calorie, quanto piuttosto a una maggiore assunzione calorica rispetto al fabbisogno energetico. In parole semplici mangiamo più di quanto consumiamo, anche se il nostro dispendio energetico non è necessariamente inferiore.
La dieta conta più del movimento?
La scoperta mette in discussione la narrazione secondo cui la sedentarietà moderna sarebbe la principale responsabile dell’epidemia di obesità nei Paesi ricchi. Il problema, spiegano i ricercatori, non sta tanto in un dispendio energetico più basso, quanto piuttosto in un’assunzione calorica eccessiva. In altre parole, la causa principale dell’aumento di peso non è che «bruciamo meno», ma che «mangiamo di più» rispetto al nostro reale fabbisogno.

L’importanza dell’attività fisica
Ovviamente ciò non significa che l’attività fisica sia irrilevante. Al contrario, è fondamentale per la salute generale, ma quando si tratta di controllare il peso corporeo, l’equilibrio energetico è determinato soprattutto da ciò che si introduce con la dieta. Anche una leggera eccedenza calorica, mantenuta nel tempo, può portare a un progressivo aumento di peso.
Ripensare le strategie per affrontare l’obesità
Lo studio, guidato da un team internazionale di scienziati specializzati in metabolismo, antropologia biologica e salute pubblica, con il supporto della Doubly Labeled Water Database Consortium, rappresenta uno dei più ampi e completi del suo genere. Tra gli autori figura il dottor John R. Speakman, uno dei maggiori esperti mondiali nel campo del metabolismo energetico umano.
I risultati sottolineano l’importanza di ripensare le strategie per affrontare l’obesità: se vogliamo contrastare efficacemente il problema, è necessario concentrarsi maggiormente su qualità e quantità degli alimenti consumati, piuttosto che puntare esclusivamente sull’aumento dell’attività fisica. In un mondo in cui l’accesso a cibi ipercalorici è sempre più immediato e l’alimentazione è spesso guidata da abitudini culturali e ambienti obesogeni, il vero cambiamento passa da un nuovo equilibrio tra energia assunta e consumata.