Intossicazione alimentare: cosa è e perchè viene

L’intossicazione alimentare è un disturbo causato dal consumo di cibo contaminato da batteri, come salmonella o Escherichia coli (E. coli), o da virus, come il norovirus. Nella maggior parte dei casi non ha conseguenze pericolose, tanto che solitamente i sintomi si affievoliscono in pochi giorni senza il bisogno di nessun intervento specifico.

Quali sono i Sintomi e dopo quanto si manifestano

I sintomi caratteristici dell’intossicazione alimentare si manifestano generalmente uno o due giorni dopo aver ingerito il cibo contaminato: l’intervallo di tempo con cui compaiono i sintomi, però, può variare da poche ore a diverse settimane dopo.

Ad ogni modo, le manifestazioni più comuni includono:

  • nausea e/o vomito
  • diarrea
  • crampi allo stomaco e dolore addominale
  • senso di debolezza e mancanza di energie
  • inappetenza
  • febbre e/o brividi
  • muscoli doloranti

Quanto dura un’intossicazione?

Se nella maggior parte dei casi, questi sintomi si risolvono spontaneamente in breve tempo, il consulto medico risulta indispensabile qualora il corteo sintomatologico dovesse risultare particolarmente acuto o non accennasse ad affievolirsi e scomparire nel giro di pochi giorni, oppure si presentassero segni di disidratazione (confusione, tachicardia, difficoltà ad urinare, vertigini), o ancora nei casi in cui siano interessate donne in stato di gravidanza, ultrasessantenni, persone affette da malattie croniche (come diabete e patologie cardiovascolari, renali o intestinali) o con difese immunitarie basse.


Cosa fare

Generalmente, l’intossicazione alimentare non necessita di alcun trattamento specifico.

Finché non ci si sente meglio, comunque, è consigliabile riposare, bere liquidi per prevenire la disidratazione e mangiare solo quando ci si sente meglio, iniziando da alimenti leggeri come riso, cracker e banane.


Cause

All’origine dell’intossicazione alimentare si colloca il consumo di alimenti contaminati da virus e batteri, un rischio che interessa principalmente i cibi crudi, poiché eventuali microrganismi nocivi non vengono distrutti durante la cottura. Proprio per questo spesso si collega l’intossicazione alimentare al pesce crudo (il quale però non è detto che sia il colpevole) e in particolare a cozze o ostriche.

Il cibo può essere contaminato in qualsiasi momento lungo il percorso della filiera produttiva, ovvero durante la coltivazione o l’allevamento, la raccolta, la lavorazione, la conservazione o la cottura. La contaminazione può avvenire anche in casa, a seguito di una manipolazione errata del cibo, ed in particolar modo per le seguenti cause:  

  • la contaminazione incrociata, ovvero la diffusione di batteri tra alimenti
  • una cottura non accurata (in particolare della carne)
  • un’erronea conservazione dei cibi che dovrebbero essere mantenuti ad una temperatura minore di 5°C
  • lasciare per lungo tempo cibi già cotti a temperature ambientali elevate
  • non riscaldare adeguatamente i cibi precedentemente cotti
  • toccare il cibo con le mani sporche
  • consumare alimenti oltre la data di scadenza

Gli alimenti particolarmente suscettibili alla contaminazione risultano essere carne cruda e pollame, uova, molluschi, latte, cibi pronti come insaccati, pâté, formaggi morbidi e alimenti preconfezionati.


Rimedi della nonna

I sintomi dell’intossicazione alimentare solitamente migliorano dopo un paio di giorni e non richiedono interventi particolari. In compenso è importante sapere cosa mangiare dopo un’intossicazione alimentare, e anche conoscere qualche accorgimento pratico – i classici rimedi della nonna – che ci aiutino a stare meglio più velocemente. Ecco alcuni rimedi utili:

  • lasciare lo stomaco a riposo, smettendo di mangiare e bere per qualche ora;
  • assumere liquidi succhiando un cubetto di ghiaccio o bevendo l’acqua a piccoli sorsi;
  • quando ci si sente meglio e si desidera tornare a mangiare, cominciare con alimenti leggeri, a basso contenuto di grassi e facilmente digeribili; se la nausea dovesse ripresentarsi, meglio non sforzarsi e smettere di mangiare;
  • sospendere il consumo di alimenti come formaggi, alimenti grassi e stagionati, e bevande come caffè ed alcolici, fino a quando non ci si sente meglio;
  • riposarsi adeguatamente