1/7 – Introduzione

Le varici rappresentano una grave condizione patologica caratterizzata dalla formazione di varici a carico delle vene del plesso sotto-mucoso dell’esofago. La patogenesi delle varici è direttamente legata a uno stato di ipertensione portale quale si riscontra frequentemente nella cirrosi epatica di cui rappresentano una complicazione temibile. Il sangue proveniente dall’ Apparato digerente ricco di sostanze nutritive viene convogliato interamente alla ghiandola epatica per essere utilizzato in vari processi metabolici. Giunge direttamente al fegato attraverso un grosso ramo venoso, la Vena porta che si forma dalla confluenza nella Vena mesenterica superiore, della Vena mesenterica inferiore e di tutte le vene provenienti dalla milza (vena lienale) e dallo stomaco. Il sangue del fegato si versa poi nelle Vene sovraepatiche che dopo un breve tragitto giungono nella Vena cava inferiore. Il sangue esercita sulle pareti della vena porta una pressione intorno ai 10–14 cm di H2O. Nel corso di alcune malattie questa pressione aumenta notevolmente fino a raggiungere valori superiori ai 20–25 cm di H2O. Si parla in questi casi di Ipertensione portale, una condizione che determina conseguenze emodinamiche e quindi patologiche importanti. Nei passi della guida a seguire sarà illustrato come intervenire sulle varici con impacchi freddi, pediluvi e cataplasmi.

2/7 Occorrente

  • vasca
  • panni di cotone o di lino
  • panno di lana
  • argilla per uso esterno
  • contenitore di ceramica
  • cucchiaio di legno
  • teli di lino o cotone

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Anche la carenza alimentare di prodotti che hanno un effetto protettivo peggiora il problema. Dovresti quindi abituarti a non far mancare nella tua dieta alimenti come: aglio, arance, avena, cavoli, ciliegie, limoni, mele, mirtilli, orzo, pane integrale, polline, riso integrale e uva. Se svolgi un lavoro sedentario, per esempio in ufficio, ogni ora circa, alzati dalla sedia e sgranchisci velocemente le gambe. In questo modo la circolazione venosa migliora.

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Prova anche a fare un pediluvio freddo. Prendi un secchio o una vasca che riesca a contenere acqua a sufficienza per bagnare le gambe fino al ginocchio. Metti questo recipiente nella vasca da bagno e riempilo con acqua freddissima. Immergi poi i piedi per circa 15 – 60 secondi, in base a quanto riesci a resistere. Poi esci dall’acqua, indossa delle calze pulite e cammina con passo veloce, oppure stenditi a letto.

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In presenza di flebiti puoi fare un impacco freddo che, togliendo calore, combatte l’infiammazione, tonifica le vene e riduce di conseguenza, il dolore. Bagna un panno di cotone o di lino, grande abbastanza per avvolgere una gamba, in acqua fredda. Strizzalo un po’ e avvolgilo intorno al polpaccio. Avvolgi poi un panno asciutto e poi uno di lana. Dopo circa 15 minuti il panno si scalda. Toglilo ed eventualmente ripeti l’operazione.

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Un cataplasma di argilla applicato sulle varici può essere molto utile perché disperde il calore eccessivo, ridà tono alle pareti venose e favorisce una migliore circolazione nei capillari e nei vasi linfatici. Prendi dell’argilla per uso esterno e mettila in un recipiente di ceramica. Aggiungi tanta acqua quanto basta ad ottenere un impasto denso come un budino. Per mescolare usa un cucchiaio di legno.

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Stendi l’argilla su un telo di cotone facendo uno strato spesso circa 1/2 cm. E poi applicalo sulle varici o sulle vene infiammate tenendo l’argilla a contatto con la pelle. Avvolgi un altro telo di cotone e poi con il panno di lana. Puoi tenere l’applicazione fino a 2 ore o anche più, oppure pochi minuti. Quando senti che si secca però, devi togliere il cataplasma. Una volta usata, l’argilla va buttata.