Senso di pesantezza alle gambe, gonfiore, formicolii, tensione e dolore agli arti inferiori. Sono questi i campanelli d’allarme che possono preannunciare la comparsa delle vene varicose, ovvero di quei rigonfiamenti violacei, azzurrini o color carne visibili a fior di pelle che compaiono principalmente su gambe e piedi, la parte del corpo più soggetta ad un aumento della pressione venosa.  

«Le vene varicose, o varici, sono vene superficiali, più o meno voluminose, che, soprattutto nella parte inferiore delle gambe, si dilatano e si ingrossano a causa di un malfunzionamento delle valvole interne ai vasi che regolano la risalita del sangue dai piedi verso il cuore» spiega il dottor Gianni Bonalumi, responsabile dell’unità di Chirurgia Vascolare dell’Istituto di Cura Città di Pavia.

Se le vene perdono tono e le valvole venose non funzionano come si deve, infatti, invece che risalire verso il cuore, il sangue refluisce nuovamente verso i piedi, causando un sovraccarico che causa la dilatazione delle vene e diminuisce la capacità delle valvole venose di spingere il sangue dagli arti inferiori al cuore.

Sintomi

Oltre al tipico rigonfiamento contorto e grumoso visibile sulla superficie della pelle, le vene varicose possono manifestarsi con gambe doloranti e pesanti, gonfiore a piedi e caviglie, formicolio alle gambe, crampi muscolari (specialmente notturni), pelle secca e prurito localizzato sulla vena rigonfia.

I sintomi solitamente peggiorano con il caldo o dopo essere stati in piedi per un lungo periodo di tempo, e possono invece migliorare quando si cammina o si riposa tenendo le gambe sollevate.

Cause

«Come tutti i problemi venosi, anche la comparsa delle varici ha all’origine una predisposizione genetica e un’ereditarietà familiare – afferma il dottor Bonalumi – Ma anche fumo, alcool, sedentarietà, parto e gravidanza, oltre ad alcune abitudini scorrette, come la tendenza a passare molte ore in piedi o con le gambe accavallate, possono influenzarne la comparsa».

Tra le altre cause, poi, bisogna annoverare l’avanzamento dell’età, che può favorire la perdita di tono delle vene e causare l’indebolimento delle valvole che aiutano il sangue a risalire dai piedi verso il cuore, l’appartenenza al sesso femminile, poiché i cambiamenti ormonali durante la gravidanza, il ciclo mestruale o la menopausa tendono a rilassare le pareti delle vene, il sovrappeso e l’obesità.

Come eliminarle

«È possibile eliminare le vene varicose sottoponendosi ad una semplice operazione che si esegue in day hospital. Oggi possiamo contare su tecniche innovative e poco invasive che consistono nell’ablazione della vena safena [ndr. ovvero la chiusura della vena malata per escluderla dalla circolazione] con calore (laser o radiofrequenza) o attraverso la somministrazione di sostanze sclerosanti, in caso di varici di piccolo calibro. In questo caso, l’intervento viene effettuato sotto controllo ecografico con un’anestesia locale – spiega l’esperto – In presenza di varici voluminose, invece, è necessario procedere con un’incisione di pochi centimetri all’inguine e una alla caviglia o sotto il ginocchio, in anestesia spinale».

Prevenzione

L’insufficienza venosa degli arti inferiori e le sue manifestazioni (vene varicose e “ragnatele” di capillari) colpisce buona parte della popolazione adulta dei paesi occidentali, una situazione determinata da uno stile di vita comunemente caratterizzato da sedentarietà e alimentazione scorretta.

«Prevenire le vene varicose è possibile, oltre che molto importante, fin da giovani – spiega il dottor Bonalumi – Fare movimento con regolarità è la migliore soluzione, quindi camminare, andare in bicicletta o fare nuoto. Altri alleati del benessere delle gambe sono il sonno, dormendo con i piedi leggermente sollevati; un abbigliamento comodo, evitando capi molto stretti o aderenti; un’alimentazione sana, ricca di frutta e verdura e povera di grassi. Consiglio l’uso di calze elastiche».