Il sonno dovrebbe essere il momento in cui il nostro corpo recupera le energie e si riposa. In realtà sono tante le cose che facciamo mentre dormiamo di cui non ci rendiamo conto: il nostro corpo compie gesti di cui non abbiamo memoria e che spesso non sappiamo come spiegarci. Anche se dormiamo, il nostro cervello è continuamente al lavoro e questo spiega gran parte delle attività che facciamo inconsciamente sotto le coperte.

Alcuni sono dei veri e propri disturbi, come l’insonnia (giusto per citare il più comune), altri delle attività comuni che a tutti capita di compiere. Mentre riposiamo succedono un sacco di cose – dal sonnambulismo all’apnea notturna passando a quella breve (ma terrificante) sensazione di paralisi – che spesso finiscono per spaventarci o disturbare il sonno. Ma perché succedono e in quali casi bisogna preoccuparsi? Ecco le cose più strane che possono succederti quando dormi e la loro spiegazione.

La paura di cadere

A tutti almeno una volta è capitato di avere avuto la sensazione, dormendo, di cadere da una certa altezza. In questi casi l’organismo risponde con uno spasmo muscolare improvviso, quello che da tutti viene definito come uno scatto di una parte del corpo o di tutto l’organismo. Spesso succede nella prima fase del sonno, quando ci si sta per addormentare profondamente. Non è ancora chiaro perché questo succeda, ma si tende a pensare che a causare gli spasmi siano ansia, stress, l’attività fisica intensa prima di andare a letto e la troppa caffeina. In ogni caso, finché si tratta di episodi sporadici non è niente di cui preoccuparsi.

La sensazione di paralisi

È quello che succede quando ci svegliamo, siamo coscienti, ma non riusciamo a muoverci. Questa sensazione in genere dura solo pochi secondi, ma basta a scatenare il panico, anche perché spesso è associata ad allucinazioni legate al sogno. L’ipotesi più accreditata è che si tratti di un’interruzione anomala della fase REM, durante la quale il cervello induce una paralisi dell’organismo per evitare che si compiano nel sonno i gesti che sogniamo. In genere, la causa va individuata in ansia, stress, insonnia e predisposizione genetica. Se gli episodi si verificano troppo spesso è meglio consultare un medico.

Parlare nel sonno

Capita di frequente che si emettano versi o mugolii nel sonno, specie nel passaggio tra una fase e l’altra. A volte però si dicono parole perfettamente comprensibili o addirittura frasi di senso compiuto. Questi comportamenti non rappresentano dei veri e propri disturbi del sonno, a meno che non ne risenta la qualità perché ci si sveglia a causa delle proprie chiacchiere. Le cause sono sempre le stesse: ansia, stress e stile di vita.

Eccitazione notturna

L’eccitazione notturna è un comportamento piuttosto frequente, sia negli uomini che nelle donne. Dipende esclusivamente dal cervello e dall’attività dei nostri neuroni, che stimolano la corteccia a produrre impulsi di soddisfazione recepiti esponenzialmente in uno stato limbico quale quello notturno. Durante la notte l’organismo secerne alcuni ormoni in grado di provocare questo stato e alcuni sogni ne stimolano ulteriormente gli effetti. Diverso è il caso della sexsomnia, un disturbo estremamente raro nel quale la persona che ne soffre ha rapporti sessuali mentre è addormentata, e al momento del risveglio non ricorda nulla.

Sonnambulismo

Il sonnambulismo è un disturbo del sonno. Chi ne soffre si trova a compiere movimenti o azioni, a volte anche complessi, senza averne coscienza, anche se spesso con gli occhi aperti. In realtà il soggetto sta continuando a dormire e una volta sveglio non ricorderà nulla di quanto fatto. Di solito gli episodi si verificano nella fase non-REM. I rischi per la salute sono relativi ai comportamenti che si possono mettere in atto senza rendersene conto. Meglio quindi accertarsi di aver chiuso bene finestre e porte e di aver nascosto le chiavi di casa e della macchina.

Apnea notturna

In caso di apnee notturne, si smette di respirare mentre si dorme, in genere per pochi secondi, a volte minuti. L’interruzione della respirazione mette in allarme l’organismo, che in assenza di ossigeno manda dei segnali al cervello perché la persona si svegli. Spesso tutto questo processo avviene senza che il soggetto si renda conto di aver avuto un’apnea. Se però gli episodi aumentano nel corso della stessa notte, arrivando a essere almeno cinque in un’ora si parla di vera e propria sindrome e come tale va trattata.

Le terapie variano molto e si va da semplici cambiamenti negli stili di vita (dieta, meno alcol, cambiare posizione, tecniche di rilassamento) a interventi chirurgici nei casi più complessi e legati ad apnee istruttive (quelle dovute a qualcosa che ostacola la respirazione, come parte del palato o dei tessuti molli della gola che ostruiscono le vie aeree).